Lunedì 30 Marzo 2020
ComunicazioneSanremo 2020: l’edizione più multipiattaforma del Festival che ha appassionato la Rete

Sanremo 2020: l'edizione più multipiattaforma del Festival che ha appassionato la Rete

Questa edizione del Festival è stata senza dubbio la più "multipiattaforma": un recap di Sanremo 2020 visto dai social (e non solo).


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Sanremo 2020: l'edizione più multipiattaforma del Festival che ha appassionato la Rete

Un po’ come una sorta di Super Bowl nostrano, il Festival della Canzone Italiana è da sempre un appuntamento imperdibile della stagione televisiva e, da qualche anno a questa parte, anche un attesissimo appuntamento social. Per la prima volta quest’anno, così, sembra essere stata per prima la Rai a pensare a Sanremo 2020 come a una kermesse multipiattaforma.

Dallo streaming online a TikTok: cosa ha fatto di Sanremo 2020 l’edizione più multipiattaforma del Festival

Ammesso, certo, che adeguarsi al nuovo panorama dello streaming televisivo possa davvero essere considerata una strategia crosschannel e non, piuttosto, una semplice necessità. Stando ai dati ufficiali, comunque, Sanremo è diventato il programma, in streaming, «più visto di sempre», in diretta dall’apposita piattaforma Rai, almeno da quando esiste uno strumento analogo all’Auditel ma dedicato all’online (ovvero dal maggio 2019): nel complesso la trasmissione è stata vista per un totale di 361mila ore, con un picco di device al minuto connessi durante l’esibizione dei super ospiti Albano e Romina. Anche su YouTube il Festival avrebbe fatto quest’anno meglio che negli anni precedenti, facendo registrare un +38% rispetto alle visualizzazioni del 2019 per un totale di oltre 2,5 milioni: i numeri sono riferiti in questo caso a singoli video di spezzoni del Festival pubblicati dall’account ufficiale Rai e il loro successo potrebbe suggerire peraltro che, se è cambiato ormai il modo di fare televisione, anche per una trasmissione storica come il Festival di Sanremo potrebbe essere arrivata l’ora di puntare su piccola durata, velocità e contenuti in grado cioè di saziare la continua fame di snack d’intrattenimento. Per il momento, comunque, la strategia dell’emittente sembra essere stata più utilizzare i contenuti su YouTube come teaser nel tentativo di portare utenti alla piattaforma proprietaria.

Per la prima volta con questo #Sanremo2020, comunque, il Festival della Canzone Italiana è sbarcato anche su TikTok. E non è solo una conseguenza diretta del successo che sta avendo la piattaforma anche in Italia, quanto il tentativo a monte di rendere la kermesse, oltre che multipiattaforma, anche multi-generazionale. Degli oltre 33 milioni di visualizzazioni che ha avuto l’ hashtag su TikTok (all’8 febbraio 2020), insomma, una larga fetta sono certo da attribuire a “Sanremo clip by clip”: nato dalla collaborazione tra l’organizzazione del Festival e RTL 102.5, è un format sui generis per provare a raccontare il Festival (con un linguaggio adatto) ai giovanissimi frequentatori di TikTok.

sanremo 2020 tiktok

Sanremo 2020 sbarca su TikTok grazie a una partnership con RTL e a collaborazioni con alcuni dei tiktoker più seguiti in Italia. Del “format” fanno parte brevissime interviste, live e challenge che hanno coinvolto cantanti e community.

Della formula fanno parte interviste brevissime con cantanti e ospiti della trasmissione, il commento in diretta serata per serata anche dalla voce di personaggi noti del panorama discografico come Mara Maionchi, meme , il toto vincitore Sanremo 2020 ovviamente e soprattutto il tentativo di coinvolgere le star dell’Ariston nelle famose challenge della piattaforma. A guidare il tutto Cecilia Cantarano, una delle tiktoker più seguite in Italia. E se la domanda è “Sanremo su TikTok funziona?“, la risposta è in parte data da giovani e big che non si sono certo sottratti a giochi come nome, cose, città, sfidando ed essendo sfidati a propria volta dalla community di tiktoker.

è stata davvero l’edizione “più social” del Festival della Canzone Italiana

Più in generale, sembra essere stata questa l’edizione più social di sempre di Sanremo. Considerato anche il resto delle piattaforme, solo la prima serata del Festival ha avuto oltre tre milioni di interazioni (secondo dei dati Nielsen SCR riportati da Rai), in media l’8% in più rispetto alla sola scorsa edizione. È soprattutto su Twitter che gli utenti hanno usato l’hashtag ufficiale #Sanremo2020 – hashtag sponsorizzato peraltro da Tim, sponsor ufficiale dell’intera manifestazione – per commentare in tempo reale quanto stava avvenendo sul palco dell’Ariston, in gergo fare second screen , non di rado con ironia e in qualche caso dando vita come a delle narrazioni parallele: è quello che è successo con #BugoGate, hashtag in tendenza per tutta la quarta serata del Festival (il 7 febbraio 2020) dopo la lite e la squalifica in diretta di Morgan e Bugo.

Su Instagram è stato, invece, soprattutto l’anno degli adesivi e dei filtri ufficiali per le Storie: dal jingle storico a un filtro karaoke che ha permesso agli utenti di giocare e di sfidarsi a cantare i grandi classici di Sanremo, anche il Festival della Canzone Italiana, come già molte trasmissioni televisive italiane e straniere, ha finalmente sfruttato alcuni degli strumenti più amati di Instagram per coinvolgere utenti e appassionati.

sanremo 2020 filtro instagram

Con il filtro Canta Sanremo gli utenti si sono sfidati su Instagram a cantare i grandi classici del Festival della Canzone Italiana. Fonte: corriere.it

Più classico il Sanremo visto da Facebook tra meme, post al vetriolo sulla lunghezza della diretta, l’ormai tradizionale attesa per l’arrivo sul palco del maestro Beppe Vessicchio, la consueta critica sul cachet di super ospiti come Benigni e l’inevitabile tentativo di combinare due argomenti caldi del momento come Sanremo appunto e la paura coronavirus.

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Pubblicato da Lercio su Sabato 8 febbraio 2020

Si riconferma, poi, il legame tra il Festival e content creator come i The Jackal che quest’anno, piuttosto che sfidare cantanti e ospiti sul palco a pronunciare parole incomprensibili, li hanno invitati a commentare Sanremo proprio come fossero a casa con gli amici, comodamente seduti sul divano: i video, che hanno generato abbastanza engagement (quello condiviso su Facebook dopo la prima serata, per esempio, è stato ricondiviso oltre settemila volte all’8 febbraio) ma senza diventare virali come altri dello stesso gruppo, giocano con due grandi classici come il riunirsi tra amici per vedere Sanremo, salvo ritrovarsi poi a fare tutt’altro che vedere Sanremo, e i recap in pochi in minuti, anche di serie molto lunghe, tanto amati sui social.

TUTTO SANREMO 2020 in 9 minuti – prima serata

Abbiamo guardato e commentato la prima serata di Sanremo per voi.Dal nostro divano Sanremo.Ospiti speciali Beppe Vessicchio e Andrea dei Negramaro.#Sanremo2020

Pubblicato da the JackaL su Mercoledì 5 febbraio 2020

Blogmeter ha brevemente provato ad analizzare come i protagonisti di Sanremo 2020 abbiano sfruttato i propri canali social per una strategia di – se così la si vuole intendere – lead generation , ossia per guadagnare, se non nuovi fan, nuovi follower almeno: Instagram è servito più e meglio allo scopo e il podio di artisti che sono riusciti nell’intento è composto da Achille Lauro (che già nelle prime serate aveva guadagnato in totale oltre 145mila membri della community in più), Elettra Lamborghini e I Pinguini Tattici Nucleari.

Simile la classifica di The Fool su cantanti e performance più chiacchierati in Rete: anche in questo caso i primi due posti dopo la prima serata di Sanremo erano di Achille Lauro (con almeno 93mila post dedicati) ed Elettra Lamborghini, mentre al terzo posto compariva Rita Pavone.

Il “caso” Achille Lauro…

Proprio quello di Achille Lauro sembra essere, del resto, il caso di questo Sanremo 2020. Dopo il suo svestirsi di un sontuoso mantello nero e oro firmato Gucci per restare sul palco della prima serata di Sanremo con una tutina nude glitterata, svestizione che ha fatto molto chiacchierare la Rete e la critica, sono cominciate infatti vere e proprie scommesse su quali sarebbero state le altre provocazioni del rapper durante il Festival.

Era stato lo stesso artista, del resto, a dare il via già al gioco qualche settimana fa, quando aveva postato su Instagram quattro segni – un lupo, un fulmine, una maschera e una corona – accompagnati da un’enigmatica profezia su «quattro personaggi» che si sarebbero incontrati sulla propria «via». Qualcuno, come racconta la Repubblica, aveva visto poi Achille Lauro improvvisarsi graffitaro a Milano per lanciare con un disegno sulla strada lo stesso messaggio. Nel corso delle serate di Sanremo sono state di volta in volta svelate le allusioni dietro ai quattro segni, con il cantante che ha omaggiato San Francesco, David Bowie, la performer Luisa Casati, storica musa di D’Annunzio, la regina Elisabetta I. Una provocazione in perfetta linea con il brano in gara, “Me ne frego”, e che sembra aver portato per la prima volta anche su un palco a tratti un po’ ingessato come quello dell’Ariston l’idea di una sessualità fluida.

…e un’edizione del festival forzosamente “al femminile”

Dall’intervento di Alketa Vejsiu, prima conduttrice donna del corrispondente albanese di Sanremo, al monologo di Rula Jebreal sulla violenza delle donne, tutti momenti tra i più social di questa edizione di Sanremo, sul palco dell’Ariston si è provato spesso quest’anno ad affrontare questioni di genere. Se farlo indirizzandosi al grande pubblico non è mai semplice, l’impressione è stata spesso che si volesse riparare alla gaffe sessista del conduttore Amadeus in conferenza stampa.

Sanremo 2020 è stato il primo Sanremo per gli influencer?

Tra le novità di Sanremo 2020, comunque, anche lo sdoganamento degli influencer e dell’ influencer marketing . Achille Lauro non solo non ha fatto mistero di vestire Gucci durante le diverse serate all’Ariston, ma sui propri profili social, in post e contenuti di backstage, ha spesso taggato la firm rendendo esplicita la collaborazione. Lo stesso ha fatto Levante con L’Oreal, raccontando soprattutto attraverso Storie e contenuti temporanei come la linea per capelli del brand sia stata indispensabile a dar vita ai look sfoggiati sul palco.

Interessante è come questi influencer di Sanremo 2020 non abbiano dimenticato il dovere di trasparenza imposto ai content creator professionisti e abbiano usato, come fa notare tra gli altri Vincos, gli hashtag che contrassegnano i contenuti #sponsored e frutto di collaborazione con le aziende.

Aziende e Festival della Canzone Italiana tra promozione del territorio, effetto nostalgia e sostenibilità

Non è mancato comunque un tocco di comunicazione più classica – quasi istituzionale, verrebbe da dire – attorno a Sanremo 2020. Lo spot ufficiale del Festival, per esempio, giocava su una sorta di effetto nostalgia nel raccontare di un Amadeus bambino prima e adolescente poi appassionato del Festival e incapace di non cantarne i più grandi successi davanti alla TV.

Altro leitmotiv sembra essere stata la promozione del territorio e delle sue eccellenze, non solo grazie agli spot delle diverse regioni d’Italia mandati in onda durante la gara canora ma anche con aziende come Costa d’Oro. Sono stati prodotti infatti spot ad hoc per il Festival, interamente giocati sul valore del made in Italy, soprattutto in un settore come l’alimentare, e sull’importanza della filiera controllata.

Grande assente (o quasi) rispetto alle edizioni precedenti è stato quest’anno il real time marketing a tema Sanremo 2020, con i brand che sembrano aver capito che cavalcare i trend di discussione sui social del momento non è sempre una buona idea.

Più attenzione delle edizioni scorse invece ai temi della sostenibilità e del plastic free, con il Corepla (il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) che ha scelto la cittadina di Sanremo, durante le giornate del Festival, per lanciare la propria campagna “Cambia musica, non cambiare buone abitudini”: installazioni, clip mandate in onda sui videowall in giro per la città hanno mostrato quanto è già stato fatto e quanto c’è da fare ancora contro l’inquinamento da plastica e come anche i materiali di scarto più comuni possono essere riutilizzati per dar vita a strumenti musicali per esempio.

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