Giovedì 14 Novembre 2019
MacroambienteScontro tra Google e Huawei: sospesa la licenza Android per i cellulari fuori dalla Cina

Scontro tra Google e Huawei: sospesa la licenza Android per i cellulari fuori dalla Cina

È scontro tra Google e Huawei: Big G sospende la licenza Android per i dispositivi cinesi. Quali le conseguenze per i consumatori?


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Scontro tra Google e Huawei: sospesa la licenza Android per i cellulari fuori dalla Cina

Dopo che l’amministrazione Trump ha inserito il colosso tecnologico cinese nella lista nera delle entità commerciali per motivi di sicurezza nazionale, si accende lo scontro tra Google e Huawei, con potenziali ripercussioni per i consumatori a seguito dalla sospensione, da parte del primo, di diverse attività portate avanti insieme: viene, per esempio, tolta la licenza Android alla società di telefonia cinese. Quali sono le conseguenze per i consumatori in possesso di questi dispositivi?

Scontro tra Google e Huawei: cosa succederà ai cellulari Android?

La domanda che tutti gli utenti probabilmente si stanno ponendo in questo momento è “Cosa succederà agli smartphone Huawei che hanno il sistema operativo di Google, ovvero Android?“. Per tutti i dispositivi Huawei – e dunque non solo cellulari – venduti fuori dalla Cina la “minaccia” sarebbe l’impossibilità di accedere agli aggiornamenti di questo sistema, così come a tutti gli altri servizi Google quali Play Store, YouTube, Drive e Gmail, come riportato dall’agenzia Reuters.

Si tratterebbe, quindi, di serie conseguenze per i clienti Huawei, anche in Europa, motivo per cui da Mountain View si starebbero ancora «valutando le ripercussioni»; dall’account Twitter di Android, però, gli utenti vengono rassicurati: «ti assicuriamo che, mentre rispettiamo tutte le condizioni del governo USA, servizi come Google Play e le protezioni di sicurezza di Google Play Protect continueranno a funzionare sul tuo dispositivo Huawei esistente», si legge.

I dispositivi dell’azienda cinese avranno comunque accesso alla versione open source di Android, che ha meno funzionalità rispetto a quelle fornite da Google.

Comunque, Huawei ha rassicurato i propri clienti, dicendo che continuerà a fornire «aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, coprendo sia quelli già venduti sia quelli in stock a livello globale», anche se c’è incertezza circa l’accesso alla versione proprietaria di Google da parte dei futuri dispositivi Huawei. Il problema, quindi, non si pone per i dispositivi già venduti e, al momento, le prove effettuate con dispositivi Huawei sulle funzionalità di Android non riscontrano defezioni.

Le conseguenze per la tecnologia e l’innovazione

Al di là dello scontro tra Google e Huawei, la guerra commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti ha coinvolto anche altre aziende tra cui le grandi case americane produttrici di chip e microchip, quali Intel, Qualcomm e Broadcom, che hanno anch’esse sospeso la fornitura di componenti al gigante cinese.

Fermare la vendita di risorse critiche a Huawei potrebbe portare a serie implicazioni per le aziende americane fornitrici e frenare l’implementazione delle reti wireless 5G a livello globale, considerando che il gigante tech in questione è all’avanguardia nella realizzazione di questa tecnologia, come ha fatto notare l’azienda in un tweet pubblicato il 17 maggio 2019: «le azioni di Washington contro Huawei serviranno solo a indebolire la competizione, rallentare l’innovazione 5G e impedire ai consumatori e aziende nordamericane di accedere alle tecnologie della comunicazione più avanzate al mondo». Huawei è uno dei principali partner di Android a livello globale e in un comunicato ha difeso la propria posizione, ricordando il proprio contributo allo sviluppo e alla crescita di questo sistema operativo nel mondo.

La risposta della Cina all’azione di Google e le preoccupazioni per l’Italia

Di fronte alla decisione del governo americano di inserire l’azienda cinese (e le sue settanta filiali) nella blacklist delle entità commerciali e alla recente mossa di Google, il governo di Pechino ha affermato di sostenere le società cinesi nel ricorso «ad armi legali a difesa dei loro diritti legittimi», come riportato da un Lu Kang, portavoce del ministero degli Esteri.

Poiché l‘Italia è il paese europeo a vendere più smartphone e tablet Huawei, è facile immaginare che ci saranno conseguenze per aziende e consumatori. Roberto Tascini, presidente dell’Associazione di Difesa e Orientamento dei Consumatori, ha dichiarato a tal proposito che «gli attuali possessori di prodotti Huawei rischiano di trovarsi, entro breve tempo, con un device non utilizzabile o quantomeno limitato», invitando Google, le istituzioni europee e italiane a «far chiarezza sulle effettive ripercussioni a danno dei consumatori», sollecitando inoltre l’azienda di Mountain View a garantire gli aggiornamenti di sicurezza a tutti gli utenti in possesso di un dispositivo Huawei.

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