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Domenica 09 Dicembre 2018
MacroambienteI segreti della Silicon Valley: vademecum per folli italiani

I segreti della Silicon Valley: vademecum per folli italiani

Silicon Valley, prima tecnopoli al mondo. Quali sono i segreti del suo successo? Riusciremo, un giorno, a realizzare qualcosa di simile anche in Italia?


A firma di: Michele Romano Contributor
I segreti della Silicon Valley: vademecum per folli italiani

«Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli!». Il celebre testamento spirituale lasciatoci da Steve Jobs -guru di Apple- in verità, è la migliore sintesi possibile per cercare di spiegare cosa sia effettivamente la Silicon Valley.

La prima tecnopoli del mondo, considerata oramai l’Eldorado del terzo millennio, deve il suo nome alla trovata del giornalista americano Don C. Hoefler: egli lo coniò nel 1971 per indicare la parte meridionale della San Francisco Bay Area, coincidente con la Santa Clara Valley nella Contea di Santa Clara, in California. Fu chiamata “Silicon” per la forte concentrazione iniziale di fabbricanti di semiconduttori e di microchip (entrambi basati sul silicio), che funsero da polo attrattore per l’insediamento successivo di aziende di computer, produttori di software e fornitori di servizi di rete.
Il capoluogo e città principale è San Jose, che è circondata da numerose cittadine, così da formare un’area metropolitana di circa 4 milioni di abitanti. La prima azienda di elettronica ivi insediata fu la Hewlett-Packard, fondata nel lontano 1939, mentre il vero boom si ebbe a partire dagli anni cinquanta del Novecento. Questa area, tuttavia, non è stata immune da crisi finanziaria, come quella del 2000: il ritiro di molti investitori causò un drastico calo in borsa e la chiusura di numerose imprese. Da allora, ciononostante, il momento di difficoltà è stato brillantemente lasciato alle spalle. E così, oggi, tra le aziende con sede nella Silicon, si ricordano produttori di componentistica come Adobe Systems Inc., Cisco Systems Inc., Apple Computer Inc. e Microsoft, nonché motori di ricerca e network quali Google, Yahoo, Facebook ed eBay.

siliconvalley

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Ora, nonostante negli ultimi anni il progresso tecnologico abbia favorito l’emergere di aree simili in altre zone del mondo (fra tutte, la città di Bangalore, in India, è stata soprannominata appunto “S.V. of Bangalore“), risulta davvero difficile immaginare esempi davvero concorrenti rispetto al caso californiano. Difatti, quello di imitare la Silicon è il gran sogno di ogni Paese (fa ridere, ma è anche il nostro) il quale, però, dovrebbe essere a conoscenza dei cosiddetti “segreti” della tecnopoli americana. Noi, allora, abbiamo deciso di svelarvene alcuni. Se siete Renzi, coraggiosi imprenditori o studenti visionari, vi consigliamo di prendere carta e penna e di segnarvi le prossime parole chiave:

Gotha: nella Silicon Valley esistono sia geni dalle elevatissime doti intellettive che poeti della creatività. Spesso entrambi.

Denaro: siete ricchi sfondati o squattrinati? In entrambi i casi (va bene comunque), riflettete sui desideri delle persone, lavorate su idee che possano rivoluzionare la vita della gente. Così avrete qualcosa da proporre a voi stessi od a qualche imprenditore con la mentalità 2.0 (casi più unici che rari in Italia).

Visionarietà: avete soldi e potere? Attenzione, se non siete visionari ed un po’ folli, probabilmente non farete alcuna rivoluzione tecno-culturale.

Tuttavia, potremmo aggiungere una quarta parola, che unisce le tre sopracitate a mo’ di abbraccio: trasparenza. Nella Silicon Valley, infatti, non è tutto oro quel che luccica. Sovente, difatti, i colossi tecnologici sono poco chiari quando si tratta di tasse, organizzazione interna e politiche aziendali anti-corruzione. A tal proposito, secondo uno studio di Transparency International, tra le 124 aziende più grandi al mondo 90 non dichiarano nulla sulle tasse pagate all’estero (e molte, ovviamente, hanno sede in California). Si parla molto di quanti soldi alcune di queste società dovrebbero dare ai vari Stati, Italia compresa, ma poi alla fine nulla ancora si è fatto per garantire una piena trasparenza di fronte ai cittadini onesti. Quindi, se sarete i prossimi Steve Jobs, Bill Gates, Larry Page o Sergey Brin, non scordatevi di essere anche e semplicemente trasparenti agli occhi del mondo!

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