Sabato 22 Settembre 2018
MacroambienteCome “semplificare” le semplificazioni per l’avvio di nuove start up

Come "semplificare" le semplificazioni per l'avvio di nuove start up

Le procedure amministrative per l’avvio delle start up devono essere comprensibili e semplici. E’ davvero così?


Angela Rita Laganà

A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing

Come

Qualche mese fa abbiamo parlato della circolare 16/E per le agevolazioni fiscali riguardanti le start-up innovative e gli incubatori certificati, dopo qualche tempo ci siamo chiesti di cosa hanno bisogno le Start Up italiane e cosa si aspettano. Oggi alla luce della sentenza 164/12 della Corte Costituzionale ci ritroviamo davanti ad un’affermazione rivoluzionaria: “le procedure amministrative delle PA sono prestazioni al cittadino e alle imprese e pertanto devono essere comprensibili e facilmente applicabili dagli utenti”.

Ma su quali procedure bisogna intervenire per rendere più efficaci le prestazioni?

SCIA

La SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività – è la dichiarazione che consente alle imprese di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (artigianale, commerciale, industriale), senza dover più attendere i tempi e l’esecuzione di verifiche e controlli preliminari da parte degli enti competenti.

Nasce con l’intento di semplificare ma complica la vita del neoimprenditore dal momento in cui le specifiche normative di ciascuna attività sono spesso ambigue, non esiste un termine chiaro entro cui l’ente effettua delle verifiche e anche in caso di esito positivo non esiste un attestato sulla correttezza della SCIA.

SUAP

Strumento di semplificazione amministrativa che mira a coordinare tutti gli adempimenti richiesti per la creazione di imprese, al fine di snellire e semplificare i rapporti tra la pubblica amministrazione italiana ed i cittadini. Anche in questo caso, la semplificazione è solo formale. Istituito in gran parte dei comuni italiani, le informazioni su procedure e modelli sono complesse, le tempistiche degli enti che intervengono nel procedimento non hanno tempistiche omogenee e i piccoli comuni non hanno gli strumenti informatici idonei per lo svolgimento delle attività

COMUNICA

Si legge sul sito www.registroimprese.it : “La pratica di Comunicazione Unica è un insieme di file così strutturato: modello di Comunicazione Unica (documento contenente i dati del richiedente, l’oggetto della comunicazione ed il riepilogo delle richieste ai diversi enti); modelli per il Registro delle Imprese; modelli per l’Agenzia delle Entrate; modelli per l’INPS; modelli per l’INAIL; eventuale SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive). Grazie al coordinamento fra questi enti è stato possibile avviare, nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, processi di semplificazione amministrativa che sfruttano i benefici offerti dalla telematica. Con la Comunicazione Unica, infatti, tutti gli adempimenti possono essere assolti rivolgendosi ad un solo polo telematico, il Registro delle Imprese, che è l’unico soggetto a cui inviare la pratica digitale contenente le informazioni per tutti gli enti.” Ma cosa succede se la Camera di Commercio non ha,giustamente, le competenze per verificare i file destinati agli altri enti e se non assicura agli utenti un contatto immediato con i vari enti competenti?

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