Lunedi 25 Giugno 2018
MarketingLa SEO è molto più di un semplice acronimo

La SEO è molto più di un semplice acronimo

Cosa è la SEO nel 2016 e quali caratteristiche deve avere un consulente professionale.


A firma di: Mariachiara Marsella Digital Strategist Consultant
La SEO è molto più di un semplice acronimo

“Secoli” fa, i primissimi corsi dedicati alla SEO (Search Engine Optimization) si limitavano (giustamente per i tempi) a insegnare come compilare tag title, meta name description, keywords e intestazioni Hx, sprattutto H1, acquistare/accaparrarsi qualche backlink alla rinfusa, redigere contenuto testuale più o meno originale. Questa, dicevo, era la SEO e parliamo del 2005/2006. Sono passati 10 anni; 10 anni per il web sono anni luce.
Il web pullula di infografiche e articoli che mostrano cosa accade su Internet in un solo minuto, solo per avere un’idea in 60 secondi vengono inviati oltre 400 mila tweet, ci sono oltre 3 milioni di ricerche su Google e su Facebook ecc. ecc. Una mole di dati (“segnali”) che 10 anni fa non avevamo a disposizione e non li aveva nemmeno Google.
Quindi, perché tutto dovrebbe evolversi ma non la SEO?

Pochi giorni fa,  15 gennaio 2016, durante un hangout la risposta data da John Mueller di Google a una domanda sul tag title ha, se non sconvolto, sicuramente “destabilizzato” molti SEO: “it’s not like the primary ranking factor of a page … it’s something that we use but it’s not the most critical part of a page”

La SEO, da sempre e soprattutto nel 2016, non è SOLO fattori on-page, né SOLO fattori off-page, non è SOLO contenuto né SOLO tecnica: è esattamente tutto questo e tutto insieme, nulla escluso.
I numerosi aggiornamenti degli algoritmi di Google (si veda Moz.com) sono anch’essi segnali che ci fanno comprendere la “direzione” verso la quale sta andando il motore di ricerca cosa che per altro non ha mai nascosto. Il 21 aprile 2015 per esempio Google ha espressamente dichiarato “its use of mobile-friendliness as a ranking signal” (da mobile).

I contenuti sono sempre stati oggetto prediletto e non solo di Google (che per altro li “guarda” solo dopo aver “guardato” l’intestazione http) ma anche e soprattutto degli utenti, ma scrivere SOLO per gli utenti può non bastare se la struttura del sito web rende questi contenuti testuali introvabili.
Poi, di che utenti parliamo? Chi sono, cosa fanno, cosa cercano e come lo cercano? Non basta una selezione keyword (sarebbe preferibile chiamarla selezione delle tematiche) non basta l’analisi dei competitor, non basta il briefing con il cliente, occorre tutto.

Il consulente SEO del 2016 deve quindi essere in grado di prendere in considerazione molteplici aspetti e non può ridursi a essere un mero esecutore delle volontà del proprio cliente, deve invece aiutarlo a comprendere nel migliore dei modi in cosa consiste il suo lavoro fornendogli informazioni dettagliate e formazione adeguata.
Il posizionamento organico fine a sé stesso era un dato di fatto che caratterizzava gli anni 2000, il voler essere sopra al proprio competitor solo per il gusto di esserci era un atteggiamento piuttosto diffuso. Il posizionamento organico del 2016 non può prescindere dal conseguimento delle conversioni e le conversioni possono essere di diversa natura.
Capacità di analisi tecnica e contenutistica, esperienza nelle strategie, onestà professionale, aggiornamento continuo, caratterizzano il SEO del 2016 e fanno della SEO una disciplina seria e indispensabile.

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