Sabato 22 Settembre 2018
MacroambienteSEO, SERP e posizionamento: le novità degli algoritmi e lo stato dell’arte

SEO, SERP e posizionamento: le novità degli algoritmi e lo stato dell'arte

Google ha annunciato aggiornamenti ai propri algoritmi per contrastare il fenomeno fake news. Quali le novità e i cambiamenti in ottica SEO?


Giuseppe Petrellese

A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing

SEO, SERP e posizionamento: le novità degli algoritmi e lo stato dell'arte

Google ha annunciato a maggio 2017 alcune importanti modifiche al suo algoritmo di ricerca che lo renderà ancora più efficace nella lotta alla diffusione delle fake news. L’obiettivo principale dell’azienda pare essere molto simile a quello che ha spinto Brin e Page alla creazione del motore di ricerca più utilizzato al mondo, cioè dare un significato all’enorme mole d’informazioni per poi renderle fruibili agli utenti in modo tale da poter trovare i dati desiderati direttamente dalla pagina dei risultati di ricerca. Tra tutti gli algoritmi il più famoso è sicuramente PageRank, capace di assegnare un peso numerico a ogni pagina web e misurarne l’importanza per ordinare i risultati di ricerca. Ormai, però, non è più l’unico a essere utilizzato per indicizzare un sito nella sua SERP, anche se probabilmente resta il principale.

Non è un mistero che molti individui abbiano cercato di “ingannare” gli algoritmi per apparire in posizioni migliori nei risultati di ricerca, nonostante contenuti di bassa qualità, testo nascosto e numerose pratiche scorrette. Proprio per questo il team di Search lavora costantemente agli aggiornamenti del servizio e degli algoritmi per introdurre sempre più funzioni utili alla tutela dell’integrità del sistema.

Uno dei nuovi metodi utilizzati per ingannare il sistema sfrutta a suo vantaggio uno degli ultimi fenomeni esplosi in Rete: proprio quello delle fake news. Queste ultime sono veicolo d’informazioni palesemente errate e ingannevoli, delle vere e proprie bufale, spesso offensive e di scarsissima qualità. Qual è la portata di questo fenomeno? Google ha dichiarato che circa lo 0,25% del traffico giornaliero ha restituito dei risultati riconducibili al fenomeno descritto in precedenza. L’ultimo aggiornamento, denominato Project Owl, offre agli utenti due modi per segnalare i risultati discutibili o offensivi offerti dal motore di ricerca. Oltre alle macchine, comunque, l’azienda si servirà di diversi team di persone per offrire informazioni più affidabili.

NUOVE LINEE GUIDA PER I VALUTATORI DELLA QUALITÀ DELLA RICERCA

In questo nuovo processo sarà sperimentata la figura del valutatore, una persona che oltre a valutare la qualità dei risultati offerti da Search fornirà un feedback alla società riguardo alle sperimentazioni in atto. Il lavoro di questi utenti però non influirà sul posizionamento delle pagine nella SERP, ma verrà utilizzato per raccogliere dati e informazioni sulla qualità dei risultati di ricerca per migliorare le aree dove vi sono delle carenze. Uno degli ultimi aggiornamenti delle Linee Guida per i valutatori include dei veri e propri esempi di pagine di scarsa qualità, così da rendere più efficace ed efficiente il lavoro di queste figure. Queste novità serviranno ad aiutare gli algoritmi a far perdere posizioni a pagine che offrono contenuti di scarsa qualità e farne guadagnare a quelle di qualità superiore.

CAMBIAMENTI DI POSIZIONAMENTO E NUOVI STRUMENTI

Per decidere quali risultati mostrare agli utenti per una ricerca vengono combinati tanti segnali: dalla data di caricamento del contenuto alle volte in cui compare la parola chiave. Nell’ultimo aggiornamento sono stati modificati anche questi segnali rendendo più semplice ai contenuti autorevoli emergere e allo stesso tempo far retrocedere i risultati discutibili. Il completamento automatico e i Featured Snippets sono due funzionalità del motore di ricerca che, oltre a rendere l’esperienza migliore, sono efficaci nel velocizzare l’operazione di ricerca. Il primo è utile soprattutto perché è in grado di prevedere i termini di ricerca che potremmo digitare così da offrire in modo più veloce le informazioni che ricerchiamo; il secondo, invece, offre una selezione delle informazioni rilevanti che riguardano la nostra ricerca.

Ciò che viene mostrato da queste due funzioni è generato da un algoritmo e riflette ciò che le persone cercano in Rete attraverso il motore di ricerca di Big G. Proprio per questo motivo spesso è facile incappare in risultati inattesi, di scarsa qualità o offensivi. Con il nuovo aggiornamento di Search le persone che trovano questi risultati hanno la possibilità di segnalare direttamente a Google i contenuti inappropriati che appaiono tra i risultati del completamento automatico e nei Featured Snippets.

L’azienda californiana negli ultimi mesi ha ricevuto numerose domande sul perché fra le previsioni di ricerca comparissero suggerimenti piuttosto discutibili e offensivi. In seguito a queste richieste da parte degli utenti, Google – oltre ad averle migliorate ed aggiornate – ha pensato di pubblicare le policy sul contenuto sulla sua Guida. I nuovi aggiornamenti saranno rilasciati gradualmente, ma un numeroso gruppo di utenti potrebbe riceverli entro la seconda settimana di maggio, come afferma un portavoce della società.

Per valutare l’autorevolezza dei contenuti e dei risultati la compagnia non si affiderà ai computer ma a team composti da persone pagate per migliorare i risultati di ricerca. I loro report serviranno ad allenare gli algoritmi all’eliminazione di contenuti a sfondo ingiurioso e ingannevole.

IL PARERE DELL’ESPERTO

Per capire gli effetti delle modifiche e degli aggiornamenti apportati a Search abbiamo chiesto a Francesco Margherita, consulente SEO, di rispondere ad alcune domande relative all’argomento trattato.

Avrà sicuramente letto DEGLI ultimi aggiornamenti degli algoritmi Search DI GOOGLE. Cosa ne pensa? Quali SARANNO le novità introdotte in ambito SEO?

«Google cercherà di colpire i siti web che lavorano sulle fake news e al tempo stesso premiare quelli che lavorano bene sulle fonti. Dal mio punto di vista è un’innovazione importante nella direzione dell’author rank, cioè la considerazione della fonte di un messaggio come fattore di ranking. Un’indicazione che posso trarne è quella di coltivare la propria credibilità nel tempo, attraverso relazioni con altri interlocutori allo stesso modo credibili e con un pubblico di riferimento realmente interessato all’argomento. In questo senso, ottenere menzioni e altri segnali di fiducia è un passo importante per costruire il vero posizionamento, quello di mercato. Quello su Google è e sarà sempre di più una conseguenza del primo». 

Le novità riguardano anche i Featured Snippets. Ora che i contenuti di qualità saranno valorizzati, quanto SARÀ importante arrivare all’ambito risultato zero?

«Arrivare in posizione zero su Google conta indipendentemente dalla qualità del contenuto. La posizione zero può portare molto traffico e aumentare l’autorevolezza di un sito web agli occhi del proprio pubblico di riferimento. L’unico problema è che ad oggi non riusciamo a capire i criteri di attribuzione del featured snippet, perché variano di continuo. È probabile che Google conduca test in questo senso per studiare i propri utenti, i loro comportamenti». 

A parità di contenuto di qualità, l’algoritmo avvantaggerà la piccola testata online o il grande gruppo editoriale?

«Credo che questa domanda contenga un vizio, perché non possono esistere due pagine web di pari qualità. No è solo una questione di topic trattati, ma più complessivamente legata a tutti gli elementi che compongono la pagina, dalla distribuzione dei link interni alla scelta dell’anchor text, alle dimensioni del font, all’interlinea ecc. Per dare una risposta secca, stiamo riscontrando un miglioramento nei posizionamenti rispetto ai siti web che hanno un brand più forte, quindi sì, in questo momento le grandi testate tendono ad andar meglio». 

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