Lunedi 13 Agosto 2018
MacroambienteSessualità e internet: dal contatto fisico al virtuale

Sessualità e internet: dal contatto fisico al virtuale

La sessualità ai tempi di internet ha stravolto le relazioni interpersonali, rivoluzionandone gli approcci e i sentimenti.


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Sessualità e internet: dal contatto fisico al virtuale

La sessualità figlia dell’amore sentimentale, quello fatto di sguardi, tenere carezze, dolci parole sussurrate all’orecchio, sembra essere oggi un lontano ricordo. In effetti, la contemporaneità ci restituisce un’immagine piuttosto desolante dei rapporti interpersonali, pervasi da “fredde” foto che non lasciano trasparire l’intensità di uno sguardo o di un sorriso oppure da frasi eccessivamente romantiche che perdono il reale carico passionale dinanzi al dispositivo dal quale vengono inviate e ricevute. Si fa riferimento, in particolare, ad una sessualità che – sebbene risulti moderna, al punto da poterla definire sessualità 2.0 – sembra essere completamente snaturata e privata della sua insita e intima dimensione affettiva.

Il progresso della tecnologia e la diffusione dell’uso dei social stanno paradossalmente contribuendo alla regressione delle relazioni affettive, creando una sessualità virtuale e irreale. Infatti, se in passato, prima di Internet, era considerato piacevole incontrarsi per caso,  essere incredibilmente e gradevolmente sorpresi per la condivisione di pensieri ed opinioni, scoprirsi emozionati da un semplice sfiorarsi, ora tutto ciò sembra essere stato accantonato.

Il reale contatto fisico tra persone sembra aver lasciato il campo libero a un coinvolgimento del tutto virtuale. A questo punto sorge spontanea una domanda: tutto ciò non è riduttivo? Non è forte il rischio di annullare la componente umana nelle relazioni?

Sessualità e internet: dal contatto fisico al virtuale

Foto di Angelo Sorrentino, scattata durante lo Young Media Campus 2016, curato da Inside Marketing al Social World Film Festival.

È proprio questa riflessione a guidare il pensiero dell’attrice e regista Veronica Pivetti che, in occasione di un’intervista al Social World Film Festival 2016 (visibile a fondo articolo), esprime ai nostri microfoni la propria preoccupazione per il cambiamento delle relazioni interpersonali, dell’amore e della sessualità, ormai figli della modernità. A partire da una frase del suo film “Né Giulietta né Romeo” – in concorso al Festival – spiega il suo timore: «siamo la generazione del sesso via cavo».

Infatti, riconoscendo priorità alla dimensione sentimentale all’interno dei rapporti di coppia, la Pivetti afferma che: «prima della sessualità c’è l’affettività, la tenerezza e tutti i gesti che ho paura che i ragazzi facciano poco perché non hanno dimestichezza con la sessualità, dal momento che basano le loro relazioni sul digitare e scrivere cose anche fortissime che senza il contatto fisico rischiano di diventare pericolose. La sessualità è fatta di parole, ma soprattutto di azioni».

La conseguenza del continuo digitare e dell’essere rinchiusi in un mondo del tutto virtuale sembra essere, dunque, l’azzeramento dell’affettività che precede il comportamento sessuale in sé, che trasforma così l’atto passionale in “un’aggressione” dovuta e pretesa dal momento che «i ragazzi non conoscono quello che viene prima» e questo determinerebbe la loro scarsa dimestichezza con la sessualità che, a sua volta, si ripercuoterebbe sull’intensità con cui la si vive.

Se in tempi passati il raggiungere e vivere la sessualità costituiva un traguardo anelato e desiderato con trepidazione e spasmo, oggi il valore psichico ed emotivo viene svilito e annullato dal voler ottenere quello che si desidera in tempi super ristretti e dalla smania di “tagliare il traguardo” solo perché si è ansiosi di condividerlo sui social e, così facendo, omologarsi alla massa. Quindi l’affettività connessa alla sessualità viene accantonata in virtù di un senso di soddisfazione egocentrica che non è avulsa da conseguenze pericolose.

Sessualità e internet: dal contatto fisico al virtuale

Foto di Gabriele Visconti, scattata durante lo Young Media Campus 2016, curato da Inside Marketing al Social World Film Festival.

Difatti, negli ultimi tempi la considerazione che i ragazzi hanno della Rete è diventata a tal punto un’ossessione da dare origine a vari fenomeni di dipendenza, ma anche a veri e propri disturbi della sfera sessuale, uno su tutti il sexting, fenomeno per si scambiano messaggi dal contenuto sessuale tramite cellulari e social network. I primi approcci dei pre-adolescenti con la sfera sentimentale avvengono proprio sui social, dove i ragazzi si imbattono in legami virtuali, cominciando a vivere in questo modo anche la sessualità, privata però dell’affettività e dell’umanità che la caratterizzava un tempo. Come sottolinea l’attrice, però, «la rete è importantissima, non dà tante cose, come la fisicità». 

Proprio in questa prospettiva si inserisce una sua conclusiva riflessione su un altro fenomeno che deriva dalla diffusione di internet e dei social: il multitasking. L’attrice a riguardo sostiene: «è preoccupante la contemporaneità con cui i ragazzi guardano un film, digitano al cellulare, mangiano e giocano a un  videogioco. Questo multitasking a tutti i costi cosa lascia? Si è poi più capace di recuperare il piacere di concentrarsi su un’unica cosa? Il piacere di guardare solo un tramonto e di leggere solo un libro è un valore da salvaguardare». 

Una riflessione che, assieme a quella sulla sessualità, denota l’urgenza di un’inversione di tendenza, mirando a recuperare l’umanità del contatto fisico alla base delle relazioni e, al contempo, il piacere di prendersi una pausa dai ritmi frenetici della quotidianità per riscoprire il sano piacere del concentrarsi su una singola attività; in altri termini, denota l’urgenza di un ritorno alle origini per progredire e non regredire.

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