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Lunedi 17 Dicembre 2018
MacroambienteCosa dicono le nostre ricerche su Google e co sul settore del fashion online

Cosa dicono le nostre ricerche su Google e co sul settore del fashion online

Quali sono le ricerche degli utenti riguardo al settore del fashion online? A rivelarle è uno studio di SEMrush riferito al 2018.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
Cosa dicono le nostre ricerche su Google e co sul settore del fashion online

In che direzione si sta muovendo il settore del fashion online? Quali saranno i trend e le tendenze a prova di appassionati di moda per i prossimi mesi? Per rispondere a domande come queste si potrebbe partire, tra le altre cose, dall’analizzare cosa gli internauti cercano sui principali motori di ricerca e il traffico dei principali siti fashion. Il primo SEMrush Fashion Study ha provato a farlo su dati riferiti all’ultimo anno, tanto all’Italia quanto ai paesi esteri, e i risultati sono insight interessanti su marche, capi, abbinamenti più amati da chi sta in Rete e, ancora, siti più frequentati ed eCommerce in cui si spende di più.

Il dato più macroscopico è che il settore del fashion online ha generato quest’anno almeno il 27% del traffico in più rispetto ai dodici mesi precedenti.

Settore del fashion online: che ricercHE si fanno in Italia e nel mondo

Cosa hanno cercato in Rete gli appassionati di moda? Sfruttando l’apposito tool, SEMrush ha analizzato le ricerche stagione per stagione, arrivando alla conclusione che ci sono grandi classici che rimangono invariati nonostante l’alternanza delle stagioni e le specificità culturali e d’appartenenza.

A livello globale, cioè, «stivali» e «scarpe» – con, rispettivamente, un volume di ricerca superiore a 14 e 7 milioni – sono i capi più cercati su Internet indipendentemente che sia autunno, primavera, estate o inverno. Sono soprattutto le ricerche stagionali, però, che appaiono significative per i player del settore quando si tratta di individuare o anticipare tendenze: è un dato di sicuro spessore, in altre parole, e per organizzare la produzione, la distribuzione, ecc., che le ricerche di «bikini» aumentino globalmente durante i mesi che precedono l’estate e che l’autunno-inverno sia invece il periodo di «anelli di fidanzamento» e simili. Allo stesso modo, ma più per questioni culturali e di abitudini di consumo, appare interessante che gli italiani siano tra le fashion victim di tutti i paesi i più interessati ad accessori come gli «orologi», che è, non a caso, il termine legato alla moda più ricercato in Italia durante tutto l’anno.

Non solo singoli accessori, però: le ricerche a tema moda riguardano sempre più spesso il binomio capo – o accessorio, appunto – più colore. A livello internazionale, così, gli abiti bianchi e gli abiti neri guidano la classifica degli item più ricercati sui motori di ricerca (con un volume di ricerca per «white dress» e «black dress» che è rispettivamente di oltre 450mila e 360mila ricorrenze), mentre in Italia si cercano soprattutto «magliette rosse».

Quando si parla del settore del fashion online, comunque, non si può non fare un discorso di brand. Sono due marchi del fast fashion come Zara e H&M che generano, sia a livello internazionale sia a livello italiano (e con unica differenza la posizione in classifica: Zara è prima in Italia ma seconda nel mondo per volume di ricerca e il contrario avviene con H&M), milioni di ricerche, seguiti solo a distanza da player più tradizionali del settore come Adidas, se si guarda agli insight globali, e da un brand di accessori come Pandora, nel caso italiano.

Il panorama non è molto diverso per quel che riguarda gli acquisti online: quando vogliono comprare outfit e accessori in Rete, gli internauti cercano direttamente la combinazione «nome del brand» più «online». E, ancora una volta, il primato è di H&M e Zara, seguiti in Italia da Primark e a livello internazionale da C&A.

Se si guarda all’eCommerce, interessante sembra poi il tentativo di SEMrush di fare una distinzione su base di genere: cosa cercano, in altre parole, uomini e donne in Rete? A venirne fuori è che, almeno a livello internazionale, le donne cercherebbe soprattutto Uggs, mentre gli uomini sarebbero interessati ancora una volta ai prodotti a marchio Zara (le differenze si annullano in Italia, dove per uomini e donne che comprano online il riferimento è indifferentemente Zara).

Dagli eCommerce ai siti fashion: un mondo di ricerche online e mobile

Per completare il discorso settore del fashion online e acquisti, lo studio in questione ha provato a fornire degli insight, almeno a livello macro, sulla pubblicità negli eCommerce di moda: ne è venuto fuori che gli annunci a pagamento riguardano quasi sempre, e in tutti i periodi dell’anno, prodotti come le scarpe e che gli sconti e le promozioni più pubblicizzate sono il 50% e il metà prezzo.

Quali sono, per finire, i siti di moda che generano più traffico? In Italia il primato è di Zalando (con un volume di ricerche superiore agli 8,6 milioni), seguito a distanza da Stileo e Bonprix (rispettivamente, un aggregatore di grandi brand e un sito di offerte), mentre nel mondo sembrano convincere soprattutto l’offerta di Macy’s, Asos e Supreme.

L’ultimo dettaglio segnato chiaramente da SEMrush e in diversi campi, dalle ricerche che riguardano i brand a quelle che hanno come oggetto i siti di eCommerce e per l’acquisto online, è l’ascesa del mobile. Chi compra vestiti e accessori, infatti, passa oggi con molta più fluidità di quanto avvenisse qualche tempo fa da un canale all’altro ed è per questo che nessun brand del settore del fashion può rinunciare a una strategia d’integrazione dei touch point.

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