MarketingAssoinfluencer è il primo sindacato degli influencer italiani

Assoinfluencer è il primo sindacato degli influencer italiani

sindacato degli influencer italiano

Da associazione di categoria si occupa di giusto compenso e difesa legale dei creator digitali, ma tra le missioni di Assoinfluencer c'è molto di più, compreso far sì che gli influencer siano riconosciuti come professionisti.

Assoinfluncer, il primo sindacato degli influencer italiano o – sarebbe meglio dire – la prima associazione di settore riconosciuta come tale dal Ministero dello Sviluppo Economico e inserita nell’apposito elenco ufficiale, esisteva già nel 2018. A darle vita un duo di avvocati, Jacopo Ierussi e Valentina Salonia, che già allora sembravano aver indovinato il ruolo sempre più prominente che avrebbero assunto influencer e creator digitali.

Perché si è cominciato a parlare del sindacato degli influencer italiani

È solo in questi giorni però che il nome di Assoinfluencer rimbalza sulle pagine dei giornali.

Sarà perché l’associazione ha di recente dato il via a una campagna di tesseramento che chiama direttamente in causa chi ogni giorno lavora sul Web, e sul Web «grazie ai propri numeri produce valore», a difesa dei diritti che gli spettano come professionista. Nel comitato promotore della campagna ci sono, tra l’altro, volti noti e personaggi della Rete come Angelo Greco, Luis Sal, Lorenzo Prattico (@prattquello), Arianna Chieli, Manuel Spadaccini, Lucrezia Artegiani (@inworldshoes), Alessio Dandi , Alessandro Autiero, Emiliano Spinelli (@thesvenom).

Solo qualche mese fa il sindacato degli influencer italiani ha avuto un ruolo chiave nella vicenda che ha portato, tramite il cosiddetto “DDL Concorrenza”, al riconoscimento legale della professione di content creator.

Né si può negare che il chiacchiericcio attorno alla prima associazione di settore degli influencer che si dà forma e partecipa alla vita pubblica ed economica del paese è erede di un dibattito, ben più antico, sulla necessità di regolamentare, e non solo tramite codici etici e di autodisciplina, quello che è forse il settore dell’economia digitale su cui si è intervenuti di meno in assoluto.

Il mercato dell’ influencer marketing è un mercato che vale oggi in Italia quasi trecento milioni di euro, con almeno un’azienda su due che ha all’attivo campagne con influencer e creator digitali: regolamentarlo è a tripla tutela dei consumatori, delle aziende che investono in questa branca del marketing e dei professionisti che ci lavorano, spesso considerati ancora poco più che amatori e hobbisti. L’estate del 2022, del resto, è stata l’estate in cui sono venute alla luce una serie di frodi fiscali[1] commesse dagli influencer, e non sono stati pochi i casi in cui professionisti del campo hanno denunciato e provato a tutelarsi da finti influencer che minavano l’autorità dell’intera categoria.

Di cosa si occupa Assoinfluencer, la prima associazione di categoria per i creator digitali

La missione di Assoinfluencer, come quella di ogni altra associazione di categoria, è proprio tutelare i diritti di chi fa l’influencer per professione.

L’impegno è a farlo partendo dal garantire un equo compenso. Perché chi crea contenuti digitali sia remunerato in misura appropriata, il sindacato degli influencer si è inventato la formula, ispirata a quella della relatività di einstainiana memoria, dell’AI²: indica che «i numeri hanno valore» e cioè, molto più pragmaticamente, che è a partire dai numeri della fanbase del singolo creator che va determinato il valore del suo lavoro.

Il sindacato degli influncer si occupa anche di contrattazione e di tutela legale degli aderenti e ha già promesso che farà attività di lobbying perché possa migliorare sempre più lo status di questi professionisti digitali in Italia e che offrirà agli ultimi momenti di confronto e di networking, oltre che di formazione.

Tra le attività di Assoinfluencer c’è, però, anche uno sportello al cittadino: chi voglia più informazioni sulla professione, sugli standard qualitativi richiesti agli iscritti all’associazione ma anche chi da committente di una prestazione professionale abbia bisogno di aprire un contenzioso con il singolo influencer può rivolgersi, cioè, al sindacato degli influencer, e farlo anche online, per ottenere assistenza. È uno dei tanti modi in cui l’associazione prova a garantire su «qualità e livello di professionalità degli associati».

Note
  1. AGI

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