Stress da lavoro? Arriva lo smart working

Uno degli aforismi più famosi recita “il lavoro nobilita l’uomo”, ma perché è in continuo aumento il fenomeno dello stress da lavoro?

Stress da lavoro? Arriva lo smart working

Sono diversi i fattori correlati al lavoro che, se non gestiti adeguatamente, possono causare stress, malessere e insoddisfazione. Da qui nasce la necessità di correre ai ripari e, difatti, il recente Jobs Act ha provveduto a fornire una regolamentazione atta a ridurre il pericolo di stress da lavoro correlato. Come? Grazie allo smart working, il lavoro agile, quello che può essere svolto sia in azienda sia all’esterno, ovvero nei luoghi più comodi per il lavoratore, rispettando ovviamente gli orari previsti dal contratto di riferimento.

Quali sono i fattori di rischio dello stress da lavoro correlato?

I fattori che generano stress da lavoro sono vari, ma tra i principali vengono annoverati quelli causati da una cattiva gestione sia del proprio tempo che delle proprie risorse, nonché delle emozioni legate a spiacevoli percezioni nate sul luogo di lavoro.

Nel dettaglio, i fattori di rischio dello stress da lavoro sono:

  • la presenza di richieste eccessive a cui non si riesce a far fronte;
  • la mancanza di controllo personale;
  • la mancanza di un supporto adeguato;
  • i comportamenti inaccettabili sul luogo di lavoro;
  • il conflitto di ruolo o assenza di trasparenza.

Tutte le situazioni ambigue e irrisolte sono, quindi, dannose e risultano stressanti per l’uomo e di conseguenza per la sua produttività lavorativa. In questo contesto si inserisce anche un’altra spinosa questione: la conciliazione lavoro-famiglia che, producendo una spiacevole sensazione di impotenza e di mancanza di controllo, genera ansia e stress da lavoro. L’unica soluzione sembrerebbe essere dunque lo smart working.

Con il “lavoro agile” gli individui risolverebbero lo stress legato alla questione della conciliazione lavoro-famiglia, perché lo smart working permetterebbe loro di lavorare fuori dall’azienda, stando tranquillamente a casa. Questo avrebbe chiaramente effetti positivi sia sulla sanità psicologica del lavoratore che sulla sua produttività lavorativa, ma non solo. Lavorare da casa, o comunque in luoghi più confortevoli al lavoratore, diminuirebbe l’eccessivo carico di richieste a cui far fronte, perché permetterebbe di autogestire il proprio tempo e il proprio lavoro, avendone un maggiore controllo e riducendo così lo stress.

Inoltre con lo smart working si ridurrebbero, esponenzialmente, le ore lavorative in azienda, con la conseguente diminuzione della percezione delle immancabili ingiustizie lavorative, azzerando lo stress da lavoro dovuto alla spiacevole sensazione del confronto tra colleghi.

Il “lavoro agile” interverrebbe, inoltre, anche sul conflitto dei ruoli, poiché l’individuo per lavorare da casa dovrebbe avere già chiare le proprie mansioni e il proprio ruolo, cosa che annullerebbe la sensazione di ambiguità e di confusione che causa stress.

In conclusione è possibile affermare che si è vicini ad una svolta importante nel mondo del lavoro, grazie proprio allo smart working che sembra essere in grado di ridurre tutti quei fattori che causano stress in un lavoro in loco. 


Giuliana Maria Volpe
A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing
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