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Giovedi 13 Dicembre 2018
MacroambienteSmart working: perché ricorrere al Mobile Device Management

Smart working: perché ricorrere al Mobile Device Management

Sicurezza e politiche di Mobile Device Management sono le condizioni necessarie per favorire la produttività dei lavoratori in mobilità.


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
Smart working: perché ricorrere al Mobile Device Management

Internet è stato rivoluzionario per molti versi: abbiamo la possibilità connetterci a ogni ora del giorno e dovunque siamo. Se una volta serviva il computer, ora basta avere uno smartphone, un tablet, uno smartwatch e tra non molto si potrà essere connessi anche dalla propria auto.

Secondo i dati del Cisco Visual Networking Index 2016 entro il 2020 saranno circa 4 miliardi gli utenti di Internet, più del 52% dell’intera popolazione terrestre. Tutto ciò sarà possibile grazie alla diffusione di connessioni wireless e, soprattutto, all’aumento del numero di dispositivi connessi che dai 16,3 miliardi attuali raggiungerà quota 26,3.

L’Internet diffuso o l’Internet of everywhere avrà conseguenze notevoli anche sul modo di lavorare. In molte aziende e per numerose professioni la normalità oggi si chiama smart working o lavoro agile che comporta, il più delle volte, flessibilità di orari e di luoghi di lavoro e per i lavoratori si traduce in autonomia nel gestire i propri orari e il proprio tempo libero. Per consentire una vita facile a chi sceglie di lavorare in modalità smart working, una priorità per le aziende potrebbe essere quella di adottare soluzioni di Mobile Device Management.

Si tratta dell’insieme di strategie che permettono ai lavoratori di utilizzare i propri dispositivi in azienda e in situazioni di mobilità, garantendo sicurezza e protezione ai dati interni. Sarebbe, dunque, una soluzione in grado di soddisfare da un lato le esigenze dei lavoratori e dall’altro quelle di analisti CIO e responsabili IT perché potrebbe rappresenterebbe un’unica piattaforma per la gestione e il controllo di tutti i dispositivi connessi alla rete aziendale.

Per capire in Italia quale sia l’approccio più diffuso per affrontare il problema è utile leggere i dati di una survey realizzata da NetworkDigital4 in collaborazione con MobileIron, società americana specializzata in sistemi di Enterprise Mobility Management, su un campione di 400 aziende. Un primo dato interessante è che quasi otto aziende su dieci (il 76%) utilizzano una piattaforma di Mobile Device Management per permettere al personale che lavora in mobilità di avere accesso ai sistemi aziendali. Il Mobile Device Management, se implementato adeguatamente, effettivamente può essere una opportunità di rilevanza strategica, in quanto si creerebbero condizioni favorevoli alla produttività delle risorse che lavorano in mobilità.

Ad oggi le aziende si dividono tra quelle che consentono soltanto di accedere alla posta elettronica aziendale e quelle che hanno un’apertura maggiore permettendo l’accesso a documenti, alla intranet aziendale, offrendo anche servizi di assistenza da remoto.

Per quanto riguarda i dispositivi, 7 aziende su 10 consentono l’utilizzo di quelli aziendali anche nel privato (modello COPE: Corporate Only, Personal Enabled); 3 aziende su 10 optano, invece, per il COBO (Corporate Owner, Business Only) ovvero i dipendenti usano dispositivi aziendali esclusivamente per lavorare. Massima libertà di accedere ai sistemi aziendali sia con dispositivi aziendali sia con i propri è una opportunità concessa solo dal 2% delle aziende (modello BYOD: Bring Your Own Device).

Una delle priorità per le aziende è sicuramente la sicurezza, per questo motivo qualunque modello di Mobile Device Management si decida di adottare andrebbero utilizzati strumenti utili a gestire i dispositivi connessi, ma soprattutto a monitorare eventuali problematiche da risolvere garantendo sempre la sicurezza dei sistemi aziendali e dei diversi dispositivi in uso, nonché la massima produttività del personale.

Nonostante, quindi, il lavoro in mobilità e lo smart working siano le modalità sempre più scelte dai lavoratori, è necessario che ci siano politiche efficaci di Mobile Device Management affinché si realizzino. La strategia ottimale in grado di coniugare le esigenze dei lavoratori 2.0 con la produttività aziendale è quella dell’ultimo modello illustrato, il BYOD.

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