Mercoledì 12 Agosto 2020
MacroambienteCosì gli smartphone ricondizionati convincono gli amanti dell’elettronica grazie a qualità, risparmio, sostenibilità

Così gli smartphone ricondizionati convincono gli amanti dell'elettronica grazie a qualità, risparmio, sostenibilità

La scelta degli smartphone ricondizionati ha tanti vantaggi: dalle ottime performance alla minore produzione di rifiuti elettronici.


Redazione
A cura di: Redazione
Così gli smartphone ricondizionati convincono gli amanti dell'elettronica grazie a qualità, risparmio, sostenibilità

Le soluzioni più sperimentali provano a trasformare vecchi cellulari in sistemi per spiare i boscaioli abusivi e proteggere, in questo modo, le foreste pluviali. Quelle più classiche hanno a che vedere, invece, con il recupero di quante più componenti hardware possibili di smartphone, tablet, PC portatili ma, anche, condizionatori o lavatrici per esempio. La direzione segnata sembra essere, insomma, rendere più sostenibili anche gli acquisti di elettronica di consumo e l’aumento di vendite di smartphone ricondizionati sembra in perfetto accordo con questo trend.

Smartphone ricondizionati: una scelta conveniente davvero?

Di che prodotti si tratta? Il mercato degli smartphone ricondizionati è, in realtà, molto più vasto e diversificato di come potrebbe apparire agli occhi di chi è alle prime armi: ci sono cellulari usati ricondizionati, telefoni invenduti ricondizionati, smartphone ricondizionati dalle stesse case produttrici, solo per fare qualche esempio. Si tratta, in tutti i casi, di dispositivi che presentavano imperfezioni hardware o malfunzionamenti software e che hanno subito degli speciali trattamenti prima di essere rimessi sul mercato come nuovi (o quasi).

Uno dei principali vantaggi per il cliente finale nell’acquistare uno smartphone ricondizionato è, così, la possibilità di acquistare un telefono cellulare anche di ultima generazione, come un iPhone X, ma a un prezzo decisamente vantaggioso – fino al 70% più basso di quello di mercato, sottolineano da Back Market, uno dei marketplace più forniti quanto a prodotti di elettronica di consumo ricondizionati – e dalla qualità e dalle performance che rimangono, però, alte e in tutto e per tutto paragonabili a quelle di un device nuovo.
Se si opta per un ricondizionato garantito o per un ricondizionato certificato, del resto, chi acquista dovrebbe avere più garanzie anche rispetto all’acquisto di dispositivi usati o di seconda mano, tanto più che i principali operatori del campo si affidano a tecnici ricondizionatori professionisti certificati e a processi in grado di rispettare i più alti standard qualitativi previsti in materia. Uno smartphone ricondizionato, poi, al contrario di un semplice smartphone di seconda mano è in genere dotato di garanzia di minimo 12 mesi, estendibile fino a 36 mesi a seconda della formula scelta dal venditore. Tra le note positive non si può non accennare, infine, al fatto che la maggior parte di venditori di smartphone ricondizionati sono venditori online, nota perfettamente intonata all’attuale successo degli acquisti digitali.

Il ricondizionamento come strategia sostenibile per il mondo dell’elettronica di consumo

Per tornare, però, al discorso sostenibilità nell’acquisto di oggetti di elettronica di consumo, più smartphone ricondizionati in circolazione vuol dire anche e soprattutto meno rifiuti elettronici da smaltire. Chi si è chiesto almeno una volta, infatti, che fine fanno vecchi smartphone, vecchi tablet, vecchi PC una volta che ci se ne è liberati, dovrebbe considerare che la fetta maggiore di rifiuti elettronici – che richiedono iter di smaltimento ad hoc e tutto tranne che agili – provengono proprio da questo tipo di oggetti. Il ricondizionamento, insomma, non solo fa risparmiare sul costo di device anche top gamma ma, soprattutto, allungando la vita di uno smartphone, contribuisce a ridurre drasticamente la quantità di rifiuti elettronici e il loro impatto ambientale: basti pensare che solo il già citato Back Market, dalla sua nascita, ha fatto sì che venissero prodotte oltre 1500 tonnellate in meno di rifiuti elettronici e 72 mila tonnellate in meno di materiali grezzi da smaltire.

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