seminario neuromarketing

Snapchat Discover: il servizio di news social che conquista anche i giornali studenteschi

Snapchat Discover: dalla storia del servizio ai principali usi da parte dei media e alla partnership con alcuni giornali universitari.

Snapchat Discover: il servizio di news social che conquista anche i giornali studenteschi

È di settembre 2017 la notizia secondo cui Snapchat Discover avrebbe chiuso una partnership con alcuni giornali di college e università americane. Con il suo servizio dedicato alle news, in altre parole, il social del fantasmino ha deciso di dare sostegno, dopo i grandi editori, a realtà come The Daily Californian dell’UC Berkeley o The Badger Herald dell’università del Wisconsin: ospiterà le loro storie, oltre a dare loro l’opportunità di vendere spazi pubblicitari. Certo, gli aggiornamenti saranno filtrati su base geografica e molto probabilmente solo chi si trova all’interno del campus universitario potrà accedere agli snap dei giornali studenteschi. L’inedita partnership, però, è una spia evidente di come giovani e giovanissimi abbiano una sempre maggiore propensione a consumare contenuti dal carattere informativo direttamente sui social e di come, nel tempo, Snapchat Discover sia riuscito a intercettare gusti e bisogni di un target molto specifico, anche nel tentativo di tenere a bada la concorrenza delle stories su Instagram e Facebook s’intende.

Chi (e perché) si informa su Snapchat?

Che i media tradizionali abbiano toccato livelli di fiducia più bassi di sempre, del resto, è ampiamente noto. C’è uno studio del Pew Research Center sul consumo di news sui social network, però, che mostra chiaramente come nel corso degli ultimi tre anni sia aumentato il numero di utenti che si rivolgono a queste piattaforme per aggiornarsi: Snapchat, nello specifico, è passato dal 17% di utenti che lo usavano per informarsi nel 2013 al 29% del 2016.

Le ragioni sono facili da immaginare: c’entrano la velocità e la possibilità d’informarsi senza uscire dall’app, ma non si può negare che un ruolo strategico gioca anche il formato completamente mobile native. Gli snap sono stati riconosciuti da più voci, infatti, come il primo prodotto a sfruttare esteticamente e narrativamente il formato dei video verticali, più “friendly” a un consumo da smartphone o da altri device mobili.

Una breve storia di Snapchat Discover

Fu questa del resto una delle prime ragioni del successo fin dal lancio di Snapchat Discover nel gennaio 2015. Insieme a una grammatica che rendeva le notizie su Snapchat in tutto simili agli altri snap di amici, beniamini famosi, eccetera. Anche per le news di Discover, infatti, basta fare tap sullo schermo per decidere se e quali aspetti della storia approfondire o se passare direttamente a quella di un’altra testata, esattamente come si fa con le storie degli amici in una versione tutta 2.0 del vecchio zapping televisivo.

Esplorare storie è, insomma, la missione di Snapchat Discover. E il social del fantasmino si è servito per farlo, come si accennava, della partnership con alcuni big dei media americani: dalla CNN a National Geographic, passando per il Daily Mail e People. I vantaggi? Sono reciproci. Da un lato c’è per Snapchat l’opportunità di avere a disposizione contenuti sempre “freschi” e aggiornati secondo una logica editoriale, che sostituiscano o completino una strategia di contenuti proprietari.  Senza contare che la piattaforma potrebbe riservarsi di chiedere ai gruppi editoriali almeno parte del ricavato pubblicitario. D’altro canto, le testate ne guadagnano in visibilità – soprattutto dopo l’ultimo aggiornamento di Snapchat Discover grazie al quale un’anteprima delle news viene mostrata direttamente nelle stories, la sezione principale del social, con un rimando diretto al canale Discovery, nel tentativo di aumentare le visualizzazioni. Una visibilità mirata, tra l’altro, presso un segmento di pubblico specifico, quello dei Millennial, strategico per giornali ed editori almeno quanto affezionato a un consumo tutto “social” di notizie e informazioni.

Quale strategia per chi voglia provare Snapchat Discover?

La vicenda degli editori americani che hanno trovato una partnership con Snapchat Discover, però, dimostrano anche come non ci si possa approcciare alle opportunità offerte dalla piattaforma con una semplice strategia di “rimediazione”. Non si può pensare, in altre parole, di “riproporre” semplicemente su Snapchat contenuti pensati per altri canali: servono storie originali, che usino la grammatica degli snap e lo facciano andando incontro ai gusti e alle abitudini degli snapchatter. Per questo, per esempio, The Wall Street Journal ha oggi un team di cinque persone che si occupano appositamente di Snapchat e lo stesso succede per la maggior parte degli altri partner di Discover, e qualcuno, come Fusion, ha persino un team dedicato formato da dieci persone. Un investimento importante, s’intende, ma che è controbilanciato comunque da risultati come quello di Cosmopolitan che, proprio grazie a Snapchat Discover, avrebbe generato nel 2016 oltre 19milioni di visite al mese (cosmoolitan.com, secondo la stessa fonte, ne genererebbe 20milioni al mese, appena un milione in più, ndr).

È spontaneo, allora, chiedersi come i media stanno utilizzando Snapchat Discover all’interno della loro strategia editoriale. Non c’è una ricetta unica, soprattutto in virtù del fatto che anche la presenza su questa piattaforma va tarata su gusti, abitudini, dieta mediatica del proprio target di lettori. Nella maggior parte dei casi, comunque, i media outlet hanno approfittato della novità di Snapchat per creare un’esperienza di lettura completamente inedita e in qualche misura “partecipativa”: colori brillanti, immagini dinamiche, titoli accattivanti e cliccabili fanno pienamente parte della grammatica delle notizie su Discover.
Su un piano contenutistico, come succede anche per l’uso giornalistico di Instagram Stories, c’è chi sceglie di usare Discover soprattutto per pubblicare teaser delle proprie notizie e cercare così di incuriosire gli utenti e convogliarli verso gli altri canali. Nella maggior parte dei casi, però, vengono condivisi contenuti pensati ad hoc e già “finiti” in sé, cioè contenuti che hanno anche giornalisticamente il valore di storie.
Diverse sono, infine, anche le strategie d’agenda. C’è chi usa Snapchat Discover per pubblicare il meglio delle proprie pubblicazioni giornaliere: è quello che fanno CNN o National Geographic, selezionando le dieci o venti top news del giorno e riadattandole a un pubblico di snapchatter. In qualche altro caso, invece, si è fatto un uso monotematico di Snapchat Discover con un risultato finale che per certi versi ricorda reportage o pezzi di giornalismo investigativo. Nel 2015, per esempio, ancora la CNN realizzò una serie di contenuti dedicati alla marijuana appositamente per Snapchat Discover che ebbero un discreto successo. La sezione news di Snapchat, poi, si rivelò un ottimo strumento di narrazione durante le presidenziali americane del 2016: vennero presentati candidati, programmi elettorali, exit poll e fu un modo efficiente per avvicinare i più giovani al dibattito politico che si stava consumando quei giorni sui social e non solo.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti
Le vostre Opinioni
ComunicazioneSnapchat Discover: il servizio di news social che conquista anche i giornali studenteschi
Iscrizione Newsletter Settimanale

Vuoi essere sempre aggiornato su ciò che avviene nel mondo del marketing e della comunicazione? Iscriviti alla newsletter di Inside Marketing

Acconsento ed ho letto Privacy Policy

Grazie per esserti registrato!

A breve riceverai una mail di conferma per attivare la tua registrazione.

Se non ricevi la mail di conferma, controlla nella cartella "posta indesiderata" ed aggiungi insidemarketing.it ai mittenti attendibili

In caso di problemi puoi contattarci all' indirizzo redazione[at]insidemarketing.it