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Social network ed editoria: nasce un programma per la formazione

Nasce il Facebook Journalism Project, un programma volto a formare giornalisti e utenti per migliorare l'esperienza sul social.

Social network ed editoria: nasce un programma per la formazione

Negli ultimi mesi del 2016 si è parlato tanto della questione riguardante la presenza e la diffusione di fake news sulla piattaforma social più frequentata nel mondo occidentale, cioè Facebook. Zuckerberg, attraverso alcune dichiarazioni, ha confermato la tendenza a non considerare più la sua “creatura” esclusivamente come un social network. Ricopre sempre più, infatti, un ruolo fondamentale nell’informare le persone, come rivelano alcuni studi che attestano come Facebook – e più in generale la Rete – sia ormai tra le fonti principali di informazione. Il Facebook Journalism Project nasce per questo motivo. Il progetto agirà su tre fronti, aiutando a migliorare il rapporto tra social network e testate giornalistiche.

COLLABORAZIONE CON I PARTNER NELLA CREAZIONE DI CONTENUTI

Il primo punto, denominato “Collaborative development of news product”, porterà la compagnia di Menlo Park a collaborare con diversi partner per la creazione di contenuti. Questa fase sfocerà nell’ideazione di nuove piattaforme per la narrazione e di modi innovativi di fare storytelling che permetteranno di presentare le notizie in un modo diverso, migliorando anche gli strumenti attuali, come le dirette video e gli Instant Articles. Il progetto si concentrerà anche sulle notizie locali, considerate come base per la creazione di un nuovo grande giornalismo; l’obiettivo di Facebook, secondo il direttore dello sviluppo Fidji Simo, è quello di creare collaborazioni con i partner locali per promuovere i media indipendenti, supportando le loro news e creando anche modelli di business atti a sviluppare nuovi metodi per monetizzare.

LA FORMAZIONE DEI GIORNALISTI

Il punto successivo è quello che riguarda la formazione: i giornalisti avranno a disposizione diversi strumenti, tra cui una serie di corsi e-learning su prodotti e servizi che offre la compagnia. Questa idea non è comunque nuova: infatti, nel novembre del 2016 l’azienda aveva già presentato il Facebook online training for journalistsGli editori, invece, potranno servirsi di CrowdTangle: uno strumento che consente di rendere più efficiente la diffusione delle notizie sulla piattaforma social per poi valutare l’operato attraverso analytics.

La compagnia visita regolarmente le redazioni ed i team di giornalisti di tutto il mondo per discutere su come migliorare la distribuzione di news sul social network blu. In futuro le redazioni locali verrano costituite attraverso collaborazioni con vari enti che si occupano di giornalismo, come Knight Foundation, Detroit Journalism Cooperative, Institute for NonProfit News e Institute for Journalism in New Media.

La compagnia, inoltre, ha notato che numerosi giornalisti utilizzano Live per trovare e condividere notizie, connettendosi con il proprio pubblico; a tal proposito sta lavorando per implementare delle feature che possano rendere questo servizio più efficiente per gli addetti ai lavori.

Verranno presi in considerazione anche i cosiddetti testimoni oculari (o street journalists), cioè quegli utenti che filmano e scattano foto di alcuni avvenimenti in tempo reale, caricandoli in Rete. Questi soggetti, infatti, sono diventati con il tempo una delle fonti più importanti per i giornalisti.

L’obiettivo dell’azienda di Zuckerberg è, comunque, sfruttare la collaborazione con il First Draft Partner Network, una coalizione di piattaforme ed editori che collaborano alla creazione di una guida su come cercare, verificare e poi pubblicare contenuti estratti dai social network.

L’ALFABETIZZAZIONE DEGLI UTENTI

L’ultimo punto è quello relativo alla formazione degli utenti. Oltre a supportare la formazione di nuovi giornalisti, la compagnia di Menlo Park sta lavorando anche sul come istruire o, meglio, alfabetizzare gli utenti per permettere loro una scelta intelligente delle notizie da leggere. Sarà messo a disposizione degli utenti del materiale per una nuova alfabetizzazione digitale; l’operazione avverrà in collaborazione con organizzazioni esterne e con educatori e ricercatori universitari.

Nel breve termine, invece, la collaborazione con il News Literacy Project porterà alla produzione di diverse pubblicità progresso per informare gli utenti del famoso social network sulle fake news. Simo ha dichiarato che quello delle bufale è un problema più grande e vasto di qualsiasi piattaforma. La collaborazione tra editori, giornalisti, utenti e network sarà di fondamentale importanza per ridurre al minimo la sua portata.

IL SOCIAL E GLI AVVENIMENTI RECENTI

In Germania è stata vagliata la possibilità di introdurre una serie di misure e di disegni di legge per prevenire ciò che è successo nella campagna elettorale statunitense, in vista delle elezioni che nel 2017 si svolgeranno nei paesi europei. L’idea – che desta non poche preoccupazioni in ottica di legittimità costituzionale – sarebbe quella di fornire all’azienda di Mark Zuckerberg 24 ore per la rimozione di una notizia falsa; nel caso in cui ciò non avvenga la compagnia dovrebbe pagare una multa di 500mila euro per ogni bufala non eliminata. Qualche giorno dopo questa proposta, però, al social network si è aggiunto un tool che permette agli utenti tedeschi una segnalazione più rapida al team di Facebook che invia a terzi la notizia incriminata affinché verifichino l’attendibilità della fonte.

Questo è comunque solo l’inizio di un’impresa che richiederà molto lavoro e tempo, soprattutto se l’obiettivo è fornire agli utenti un nuovo metodo di fruizione delle notizie.


Giuseppe Petrellese
A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing
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