Sabato 23 Giugno 2018
MarketingSocial influencer marketing: i trend 2016

Social influencer marketing: i trend 2016

Il 2016 sarà l'anno della consacrazione del social influencer marketing. Scopriamo quali sono gli scenari e le ipotesi di sviluppo che ci attendono.


Gerardo Grasso

A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing

Social influencer marketing: i trend 2016

In uno scenario in cui le social media star vantano una considerazione e un’autorevolezza pari o maggiore delle celebrity e le piattaforme Social si sono trasformate in potenti strumenti per creare buzz intorno ai propri prodotti e servizi, c’è da aspettarsi che il 2016 segnerà una crescita sostanziale dei piani di social influencer marketing e che svolgeranno un ruolo sempre più vitale nelle strategie di marketing di brand e aziende di ogni livello.

Un recente studio di McKinsey sull’impatto di post e tweet sulle vendite  condotto su un campione di ventimila consumatori europei su circa 30 aree merceologiche e oltre 100 brand negli ultimi due anni evidenzia che la social raccomandation determina in maniera significativa il customer journey e le decisioni di acquisto degli utenti. Il word-of-mouth è in grado di generare un volume di vendite doppio rispetto alla pubblicità e un retention rate maggiore del 35%.

In una simile prospettiva, è un dato certo che il 2016 rappresenterà l’anno della maturazione per il social influencer marketing. Vale la pena, dunque, approfondire alcune delle tendenze che molto probabilmente caratterizzeranno lo scenario.

Innanzitutto, sarà sempre più imprescindibile il ricorso ad una piattaforma affidabile per scoprire e connettersi con il giusto set di influencer.  Solo in questo modo le attività di social influencer marketing potranno trasformarsi da blando esercizio di branding ad un piano strutturato in grado di costruire relazioni stabili con gli influencer e a produrre risultati significativi in termini di ROI, oltre che reputazione on-line.

Che si tratti di blogger, tweetstar, celebrity di Instagram o Youtube, ogni webmarketer alla ricerca di connessioni di rilievo deve essere in grado di scegliere la piattaforma che meglio soddisfi i propri obiettivi di marketing. Da TapInfluence a NeoReach, da Traakr a Wordperks  – solo per citarne alcuni – è bene fare un attento benchmark per valutare quale piattaforma sia più efficiente rispetto al piano di influencer marketing che si vuole realizzare e ai KPI che lo fondano.

Inoltre, è ipotizzabile che i programmi di influencer marketing siano destinati a diventare più costosi. Da un lato i marketer diventeranno sempre più selettivi nello scegliere e coinvolgere gli influencer, concentrandosi solo sulle personalità considerate più credibili e leali. Per questo motivo, gli influencer dovranno trovare il giusto mix tra contenuti sponsorizzati e organici – oltre a lavorare sulla qualità e sulla pertinenza – perché possano sostenere la propria autorevolezza e non essere percepiti come spammer. Certamente una scelta più oculata delle collaborazioni con brand e aziende è un’ottima via per dimostrare coerenza e affidabilità.

Inoltre, prenderà strada un approccio più sistematico e ragionato all’influencer marketing con il consolidamento di un orientamento coerente ai KPI: in primis il coinvolgimento degli utenti, il numero di visitatori acquisiti, le condivisioni generati ma anche l’acquisizione di clienti o lead, la quantità di media conquistati.

In uno scenario in cui i contenuti visuali – e i video – generano il livello massimo di engagement e soprattutto in un anno in cui è esploso lo streaming live a partire da Periscope, è possibile che il 2016 segnali la consacrazione degli Instagrammers e degli YouTubers: già oggi sono le piattaforme con la più elevata generazione di contenuti user-generated e di condivisione in tempo reale, profilandosi come vere e proprie piattaforme di intrattenimento. In questo scenario, non è difficile immaginare quale sia la configurazione più efficace di un piano di influencer marketing: l’esperienza diretta con un brand o prodotto. Un’esperienza autentica, non filtrata, veicolata attraverso uno storytelling personale. È questo il genere di contenuti in grado di generare passaparola e incidere significativamente sulla reputazione di un’azienda, rispetto alle recensioni blande e molto spesso artificiose.

In ultima analisi, quali sono gli influencer da tenere d’occhio per il nuovo anno? Entrepeneur ha compilato una lista delle personalità, esperti e opinion leader che vale la pena seguire perché condividono le proprie competenze e la propria conoscenza su una vasta gamma di temi di marketing digitale. Solo per fare alcuni nomi: Rand Fiskin, CEO di Moz ed esperto di SEO; Larry Kim, un’autorità in fatto di Pay per Click, nonché fondatore di WordStream; Brian Halling, co-founder di HubSpot e vero guru dell’inbound marketing, Joe Pulizzi, autore e founder del Content Marketing Institute; Jeff Bullas, nominato da Onalytica l’influencer numero uno in materia di Content Marketing. La lista è stata elaborata sulla base dell’autorevolezza e della utilità dei loro blog e dei post pubblicati sui propri canali Social, l’ampiezza della propria audience, il livello di coinvolgimento generato dai loro contenuti presso la propria Community, oltre che dai libri pubblicati e premi ricevuti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti
Iscriviti alla newsletter!

Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e recensione libri
Potrai anche usufruire di offerte esclusive per libri, eventi e corsi.
Cosa aspetti?!

Iscriviti