Social Media Fail: la top 10 dei più imbarazzanti del 2015 – Parte 2

Pronti a gustarvi la seconda parte dei più epici social media fail del 2015? 

Social Media Fail: la top 10 dei più imbarazzanti del 2015 – Parte 2

Ok, avete già visto i primi 5 social media fail del 2015. Ora siete pronti per gustarvi il resto della classifica dei 10 momenti più imbarazzanti di brand e celebrities dell’ultimo anno.

6. Mai associare il football ai miti della cultura americana!

Per intenerire i suoi tifosi durante il SuperBowl, la squadra di football dei Seattle Seahawks quest’anno ce l’ha messa tutta e si è inventata una campagna in cui il suo quaterback Russell Wilson appare in lacrime dopo aver battuto i rivali Packers. Fin qui nulla di strano, se non fosse che la foto era accompagnata da una frase di Martin Luther King e dall’hashtag relativo al giorno in cui si ricorda la sua memoria #MLK. Putiferio: come si permettevano i Seattle Seahawks di usare l’immagine dell’eroe antirazzista per promuovere la propria? Va bene commemorate i grandi del passato, ma attenzione a non urtare la sensibilità delle persone!

7. Usare le emoji: lo state facendo nel modo sbagliato

Restiamo sempre nell’ambito dello sport, dove i tifosi si esaltano facilmente e spesso ci scappano delle belle figuracce. È andata anche peggio a questo supporter degli Houston Rockets, squadra USA di basket che ha pensato bene di esultare per la vittoria della sua squadra con un bel tweet: una pistola che spara ad un cavallo (simbolo della squadra avversaria, i Mavericks) e con scritto “Shhhhh. Chiudi gli occhi. Presto sarà tutto finito“. Il problema è che si trattava del Communication Manager degli Houston Rockets, subito licenziato. Per la cronaca: gli Houston sono stati, poi, eliminati alle NBA Conference Finals. Oops.

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8. Fat Jew fa infuriare i comici di mezzo mondo

Josh Ostrovsky, meglio conosciuto come The Fat Jew per i suoi 7,3 milioni di seguaci, è solito pubblicare divertenti meme per promuovere i prodotti di alcuni brand. Già in passato la sua vena comica era stata messa in discussione con l’accusa che avesse rubato alcune battute per i suoi post. Le cose sono andate anche peggio quando ha annunciato di aver firmato un accordo con una talent agency di Hollywood: questo ha fatto infuriare i comici statunitensi, che si sono scatenati su Internet aumentando le accuse di plagio e violazione del copyright. Non c’è niente di male nel cercare ispirazione, ma attenzione Fat Jew: scoprire chi copia è una specialità del web!

9. Football e porno? Basta un link.

Un errore di distrazione…ed è subito social media fail 2015. Il college football analyst Gerry Hamilton voleva tweettare un link su uno dei maggiori acquisti di giocatori dell’anno, quando sfortunatamente, invece dell’articolo prescelto, ha inviato un link ad un video di Porn Hub. Hamilton ha subito corretto l’errore ma nessuno è più veloce degli screenshoot di Internet. E così, tutto è ancora ben visibile. L’analista della ESPN non ha mai commentato l’episodio, proprio come se nulla fosse accaduto. Ci vuole una bella faccia di bronzo!

10. Pancake misogini e sessisti ne abbiamo?

IHOP, nota catena di fast food made in USA, famosa anche per la sua comunicazione irriverente, questa volta ha un pochino esagerato. Per pubblicizzare i suoi nuovi pancake, se ne è uscita con tale sofisticato tweet: “Flat but has a GREAT personality” (“Piatte ma con una grande personalità”). Evidente il riferimento, immediatamente colto dai follower, alle tette. Risultato? Fan infuriati per la battuta misogina e azienda costretta a scusarsi pubblicamente. Del destino del social media manager non abbiamo notizie.

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Carla Panico
A cura di: Carla Panico Autore Inside Marketing
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