Martedi 18 Settembre 2018
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Social media manager: 10 compiti per una professione ancora da scoprire

Il social media manager non posta solo contenuti su Facebook, Twitter, etc. Ecco dieci mansioni indispensabili che riassumono la professione.


Virginia Dara

A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Social media manager: 10 compiti per una professione ancora da scoprire

Secondo delle stime ci sarebbero oggi solo su Facebook oltre 50 milioni di pagine business che in qualche caso arrivano a raccogliere più di 2.5 miliardi di commenti ogni mese e che, per questo, non possono permettersi di improvvisare. Una gestione efficace della pagina e dei contenuti condivisi, il coinvolgimento della fanbase e la risoluzione in tempo reale delle eventuali “crisi”, del resto, sono task fondamentali per chi ha intenzione di investire sui social e su una strategia digitale coerente. Per farlo, però, è necessario affidarsi a professionisti: non a caso quella del social media manager è tra le nuove professioni digitali richiestissime dal mercato ma altrettanto difficili da trovare e le aziende – le più sensibili a una cultura digitale, almeno – sono ormai disposte a investire budget cospicui per assicurarsi al proprio interno le social media skill indispensabili.

Chiunque sia convinto che il lavoro del social media manager si limiti a postare contenuti su Facebook, Twitter e simili, e al massimo a rispondere a un paio di commenti, si sbaglia. Curare i canali social di un’azienda, un ente, un’associazione o qualsiasi altro soggetto pubblico, infatti, significa mettere in gioco non solo conoscenze tecniche (rispondendo a specifiche domande, come: quali sono i tool migliori per la propria strategia digitale, come si calcola il ritorno sopra gli investimenti e come fare per massimizzarlo, quali sono le scelte di contenuto che premiano il coinvolgimento delle community), ma anche una serie di soft skill che hanno a che vedere, per esempio, con le dinamiche delle interazioni umane e i rapporti interpersonali.

Che sia responsabile di pagine con centinaia di migliaia di follower o che si occupi di gestire la pagina Facebook del bar di paese, insomma, un social media manager non può prescindere, a sentire gli esperti, da alcune “mansioni” fondamentali.

1. Sviluppare una social media strategy

Se non è basato su una chiara strategia anche l’essere sui social rischia di passare inosservato. Prima di cominciare a condividere post, twittare o pubblicare foto su Instagram, chi si occupa di social media management deve stabilire, allora, a cosa serve la propria presenza digitale: si vuole aumentare la propria brand awareness o il traffico verso il proprio sito web? Oppure serve, invece, incrementare le conversioni e gli acquisti se si tratta di un eCommerce, per esempio? Stabilire degli obiettivi e perseguirli, insomma, è indispensabile per la gestione efficace dei propri canali.

2. Fare del brand il protagonista

A partire dalle basi, anche quando si tratta semplicemente della scelta delle immagini di profilo e di copertina o di altri elementi dell’identità visiva, i canali social e i contenuti ospitati al loro interno devono rispecchiare completamente e al meglio l’immagine e i valori del brand. Ciò non significa, però, che essi non vadano customizzati al target specifico a cui ci si rivolgono.

3. Pianificare e programmare

Un social media manager che si rispetti non vorrà mai lasciare nulla al caso e al momento. Meglio, quindi, pianificare il proprio calendario editoriale, almeno su una base mensile che tenga conto di festività, occasioni speciali, lancio di prodotti o promozioni, etc. A livello operativo, poi, potrebbe essere più comodo programmare i post in anticipo con uno dei numerosi software pensati ad hoc. Questo serve a evitare che un imprevisto, una consegna da rispettare, una riunione dell’ultima ora che tengono lontani da ufficio e PC impediscano di seguire e rispettare il calendario social.

4. Rispondere a commenti e messaggi

Non è solo un luogo comune: i tassi di risposta a commenti, messaggi, menzioni, tag degli utenti da parte delle pagine ufficiali sono quasi sempre bassissimi. Il risultato? Ci si limita a utilizzare pagine Facebook, account Twitter e simili come fossero vecchi canali unidirezionali. Un buon social media manager deve assicurarsi, allora, di rispondere a qualsiasi commento o messaggio ricevuto ed entro un arco di tempo ragionevole. Nel secondo caso è più semplice: basta settare almeno una risposta programmata che avvisi l’utente della ricezione del messaggio e che qualcuno risponderà quanto prima alla sua richiesta. È un sinonimo di attenzione e cura nei confronti dei propri potenziali clienti.

5. Ascoltare la Rete

Non si tratta solo di accontentarsi di metriche di vanità come il numero di like alla pagina o di follower oppure le interazioni con i singoli post. Si tratta di tenere conto, per esempio, delle conversazioni in cui il proprio brand è coinvolto spontaneamente. In un contesto social ciò è reso più semplice dalla possibilità di tracciare hashtag e keyword correlati al proprio business o a quello dei propri competitor.

6. Gestire i propri follower

Quando il budget lo permette, meglio affidarsi a un community manager che ben conosce e può interpretare le dinamiche di relazione tra fan di una pagina e utenti social. Ci sono, però, step che anche un semplice social media manager può compiere: organizzare, ad esempio, dove le piattaforme lo permettono, gli utenti in liste, in modo da riconoscere influencer e leader d’opinione, media, clienti “fedeli”, etc.

7. Fare social media advertising

Il social media marketing da solo non basta, soprattutto se si considera quanto è affollato l’ambiente e quanto scarsa è l’attenzione degli utenti. Un buon social media manager, quindi, deve essere in grado di pensare anche a un investimento strategico in ads che consenta di massimizzare i risultati con budget spesso tutt’altro che cospicui.

8. Puntare su contest e premi

Lo hanno dimostrato alcune delle campagne social più riuscite per il Natale 2016: organizzare contest, concorsi e giochi a premi può essere una strategia social piuttosto riuscita. Il brand? Ne guadagna in termini di semplice visibilità e di engagement della propria fanbase. Senza contare che se la partecipazione è vincolata ad una registrazione tramite mail non si fa altro che arricchire il proprio database.

9. Monitorare i propri risultati

Lo si può fare producendo un report su base mensile, per esempio. È un modo per vedere quali obiettivi sono stati già raggiunti e cosa, invece, c’è ancora da fare. Serve anche, però, a rivedere in corso d’opera la propria strategia social e adattarla al proprio target di riferimento.

10. Parola d’ordine: aggiornamento

Quello dei social media è un mondo in continua trasformazione: cambiano gli strumenti, cambiano gli algoritmi e, a volte, non basta “copiare” dai contenuti più virali del periodo i principi per una strategia social vincente. L’unica cosa che si può fare è rimanere costantemente aggiornati sulle novità del settore e imparare dalla propria stessa presenza in questi ambienti, anche quando ciò significa esporsi al rischio fail.

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