ComunicazioneQuali saranno i principali trend per i social media nel 2023?

Quali saranno i principali trend per i social media nel 2023?

Dall'attenzione alla privacy alla centralità dell'esperienza utente anche nei suoi risvolti più sensoriali: principali social media trend 2023

Come ogni anno gli esperti provano ad anticipare le principali tendenze che prenderanno piede negli ambienti digitali: privacy, personalizzazione, esperienze immersive saranno tra le parole chiave per gli investimenti social.

Alcuni dati, come quelli che mostrano che per diversi trimestri consecutivi gli utenti Facebook non sono cresciuti e i ricavi di Meta risultano anche per questo in calo[1], sembrano la prova più evidente di una certa maturità raggiunta dalla maggior parte delle piattaforme social. Mentre varia considerevolmente la quantità di tempo che gli utenti trascorrono sui social e – cosa non meno importante – i social in cui abitano e le tipologie di attività, per chi intende investire in social media marketing è fondamentale così strutturare strategicamente i propri investimenti per continuare ad assicurarsi un ritorno soddisfacente dalle proprie attività.

È più facile farlo se si conoscono le principali tendenze del momento e tenendo conto soprattutto di come cambiano le aspettative dei consumatori nei confronti dei brand, tanto più che il rapporto tra brand e consumatori si è fatto nel tempo «simbiotico»[2], come lo definisce Talkwalker nella propria analisi dei social media trend 2023.

Social media trend 2023: i dieci principali secondo Talkwalker

Per l’ottavo anno consecutivo la società ha analizzato – quest’anno in collaborazione con Khoros – le principali tendenze quanto ad abitudini degli utenti e investimenti da parte delle aziende, provando a risalire ai fenomeni da cui dipendono e a immaginare con l’aiuto di professionisti ed esperti della materia quelli a cui possono dare vita. Da qui i dieci principali social media trend 2023 secondo Talkwalker.

L’apocalisse dei cookie e l’importanza del social listening

Il primo ha a che vedere con la tanto discussa apocalisse dei cookie. Rimandata da Google al 2024 – almeno – è già in atto di fatto con i consumatori che si mostrano sempre più attenti alla propria privacy e a come vengono utilizzati i propri dati e le aziende alla ricerca di soluzioni capaci di rimpiazzare i cookie di terze parti. Gli utenti, più nel dettaglio, sembrerebbero provare «frustrazione» quando non hanno abbastanza certezze rispetto a chi utilizza i propri dati personali e in che modo ed è questo un insight che l’analisi di Talkwalker condivide con altre che riguardano proprio come aziende e consumatori si approcciano diversamente al tema della privacy.

Per mostrarsi compliant alle norme in materia, ma soprattutto per non tradire la fiducia dei propri consumatori le aziende dovranno puntare tutto sui dati di prima mano di cui sono già in possesso: quando si tratta di investimenti in social media marketing ciò è reso più semplice dalla possibilità di sfruttare il social media listening, e gli svariati tool che permettono di monitorare i social, per conoscere interessi, abitudini, stili di vita, temi cari o di tendenza che appassionano i propri utenti e sulla base di questi insight costruire la propria strategia.

La forza del brand a garanzia dei contenuti che condivide sui social

Per restare a come sui social e negli ambienti digitali si riesce a nutrire la fiducia dei consumatori nei confronti dei brand, Talkwalker mette gli ultimi in guardia da bufale, notizie non verificate, media manipolati (i cosiddetti deepfake). Non è certo un mistero, infatti, che le fake news possono minare la reputazione aziendale.

Dopo aver visto crescere esponenzialmente la loro diffusione dall’inizio della pandemia anche da parte di soggetti come politici e rappresentanti delle istituzioni, e nonostante si reputino «più scaltri», come dichiara il campione dello studio, e abili nell’identificarle, gli utenti si aspettano che le aziende facciano da garante dell’affidabilità e dell’autenticità dei contenuti che condividono tramite i propri canali social. Questo vuol dire anche vigilare, per esempio, che eventuali content creator e influencer con cui si collabora non condividano informazioni controverse o di dubbia natura.

L’ascesa delle piattaforme decentralizzate è tra i social media trend 2023 secondo Talkwalker

Dalle impostazioni legate alla privacy al tipo di contenuti visualizzati nei feed sembra emergere chiaramente la volontà degli utenti di avere maggiore controllo per quanto riguarda l’esperienza vissuta sui social.

Tra i social media trend 2023 Talkwalker non può non citare, così, l’ascesa delle piattaforme decentralizzate che promettono ai propri iscritti più autodeterminazione sui contenuti da pubblicare, sulla conservazione dei dati, sulle tipologie di filtri da attivare sui contenuti, ecc. Sono piattaforme come LOL, Phaver, Solcial ma anche e soprattutto BeReal, il social “anti Instagram”[3], com’è stato ribattezzato, campione di download del momento, e il trend ricorda da vicino la fascinazione che già in passato si ebbe per il private social networking.

I tempi potrebbero ancora non essere maturi per investimenti strutturati su queste piattaforme, ma i business farebbero bene a tenere in mente che esistono e che essere tra gli early adopter potrebbe avere vantaggi come la possibilità di essere coinvolti in partnership ufficiali o quella di trasformarsi negli utenti più influenti al loro interno.

È tempo di pensare all’esperienza social come a un’esperienza multisensoriale

Tra le nuove piattaforme che potranno prendere sempre più piede quest’anno la società cita anche quelle legate alla cosiddetta “Internet dei sensi”. Mentre gli sviluppatori sono ancora al lavoro per rilasciare i primi social network multisensoriali, e che stimolino cioè anche sensi come l’olfatto o soprattutto il tatto, le aziende possono continuare a provare a rendere più immersive le esperienze social che sono già in grado di offrire alle proprie community scegliendo i formati come soprattutto i video brevi e verticali alla TikTok.

Il 2023 forse (non) sarà ancora l’anno del social commerce

Non c’è stata analisi delle tendenze per il social media marketing negli scorsi anni che non abbia citato come fenomeno imprescindibile da tenere sotto osservazione il social commerce . Eppure le vendite tramite i social media non sembrano decollare, non nel contesto italiano almeno (ci sono mercati come quello cinese in cui quasi un utente su due avrebbe già fatto almeno un acquisto tramite social[4] ).

Per il futuro prossimo sarà utile considerare, così, che il boom di acquisti digitali lascito della pandemia e del carovita che spinge alla ricerca di soluzioni che permettono di risparmiare potrebbe effettivamente portare più persone a sperimentare anche con gli acquisti sui social network. Per le aziende sarà fondamentale, però, tenere conto che ci sono piattaforme – come Pinterest, WhatsApp soprattutto nella sua versione business, YouTube – più votate di altre al commercio elettronico e, soprattutto, nicchie di utenti più propense di altre a chiudere direttamente sui social le proprie transazioni.

Le aziende alla scoperta del metaverso

Nonostante una certa difficoltà da parte degli esperti a giungere a una definizione condivisa, anche “ metaverso ” è una delle parole chiave nell’analisi di Talkwalker dedicata ai social media trend 2023.

La società non può fare a meno di notare come «il concetto stia entrando in un momento critico che potrebbe trasformarsi in una guerra di formati, analogamente a quanto avvenuto tra VHS e Betamax, o tra Blu-Ray e DVD HD; alcuni metaverso cresceranno, mentre altri verranno rapidamente abbandonati. I metaverso vincenti o perdenti saranno designati dai consumatori che decideranno se queste nuove realtà soddisfano i loro bisogni reali». Per le aziende la sfida più urgente è capire come poter sviluppare al meglio la propria voce nel – o nei – metaverso.

L’analisi predittiva sarà fondamentale per il successo delle strategie social

Le attività di social listening, l’analisi dei dati che la maggior parte dei software di crm raccoglie e mette a disposizione di chi li utilizza e la possibilità di sfruttare a scopi analitici l’intelligenza artificiale potrebbero far assumere nell’immediato futuro un ruolo chiave all’analisi predittiva anche nel campo degli investimenti in social media marketing.

Riuscire a fare in anticipo previsioni accurate sull’andamento delle campagne aiuta, infatti, se l’obiettivo è massimizzare l’efficacia delle stesse e il ritorno sull’investimento iniziale ed è questa solo una delle possibili applicazioni dell’analisi predittiva al social media marketing. Il 2023 sarà, secondo Talkwalker, l’anno in cui le aziende ne sperimenteranno numerose altre.

Parlare di sostenibilità sui social? Sì, con le dovute cautele

Diverse analisi dedicate ai temi di discussione più caldi sui social negli scorsi mesi, in concomitanza con appuntamenti importanti come le politiche 2022 in Italia per esempio, hanno mostrato chiaramente come tra le emergenze che preoccupano di più gli internauti ci siano al momento quella ambientale e quella legata al cambiamento climatico.

Per riuscire a essere parte del flusso delle conversazioni, così, le aziende potrebbero trovare imprescindibile parlare di sostenibilità: non a caso è un’altra delle parole chiave quando si tratta di social media trend 2023 secondo Talkwalker.

Prima di impegnarsi sui social in conversazioni attorno al tema della sostenibilità le aziende farebbero meglio ad assicurarsi, però, di avere piani di corporate social responsibility aggiornati e coerenti con la propria storia e missione aziendale e a condividere con social media manager e community manager un documento contenente risposte esaustive ai più comuni dubbi, domande, perplessità che potrebbero essere sollevati dagli utenti sui social quanto alle azioni concretamente intraprese dal brand a tutela dell’ambiente.

Dal green marketing al greenwashing il passo rischia di essere breve e alto è, cioè, il rischio per chi semplicemente prova a cavalcare il trend della sostenibilità di dover gestire vere e proprie crisi sui social.

Far vivere sui social una customer experience soddisfacente sarà tra i social media trend 2023

Il customer journey si è fatto più articolato e omnicanale, come dimostrato ripetutamente dalle analisi sui comportamenti d’acquisto degli ultimi mesi. Nel futuro prossimo sarà importante, così, per le aziende assicurarsi che quella porzione di customer experience che i propri clienti vivono sui social sia in tutto e per tutto paragonabile a quella che vivono altrove e soddisfacente allo stesso modo.

Cosa questo voglia dire nel concreto Talkwalker prova a spiegarlo con alcuni esempi: se si registrano ritardi nelle spedizioni o nella logistica , cosa che potrebbe succedere sempre più spesso in considerazione del maggior numero di persone che fa acquisti online, meglio essere chiari e proattivi nel comunicarlo anche sui social ai propri clienti e lo stesso vale con le difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime come quelle che negli scorsi mesi ha sofferto soprattutto il settore automotive; fondamentale è soprattutto rispondere quanto prima e con cura a quei post con cui i clienti chiedono sui social assistenza riguardo a un acquisto non andato a buon fine, post che non è raro peraltro diventino virali e acquisiscano molta visibilità all’interno di determinate cerchie.

Non è solo nell’ambito della social customer care, insomma, che «un’interazione o un contatto diretto con il brand sarà quasi sempre considerato in modo positivo dai consumatori», scrivono da Talkwalker. Garantire una customer experience ottimale sui social non vuol dire necessariamente «avere valori di engagement elevatissimi: si tratta di creare interazioni personali e cambiare le vite dei clienti, a piccoli passi».

Il protagonismo delle community (e dei creator che le animano)

L’ultimo ma non meno importante social media trend 2023 evidenziato da Talkwalker ha a che vedere con il progressivo superamento del concetto delle buyer personas .

I consumatori di oggi sono troppo «mutevoli», cioè hanno interessi e motivazioni che li spingono all’acquisto troppo vari e differenziati per poter essere riassunti nel profilo, ideale quanto astratto, delle buyer personas “tipo” di ogni azienda. Per i brand sarà di fondamentale importanza, così, conoscere l’ecosistema più ampio entro cui si muovono i propri possibili clienti. Per farlo potrà avvalersi soprattutto delle collaborazioni con influencer e content creator tra quelli che godono di maggiore credibilità nelle singole community e che le stesse considerano come punti di riferimento.

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