Social network: e se le idee contassero più delle persone?

Le persone sono da sempre al centro delle logiche social, ma se si provasse prima di tutto a connettere idee e interessi? Ci ha pensato Imzy

Social network: e se le idee contassero più delle persone?

Sfruttare il capitale sociale degli iscritti, connettere persone che hanno interessi, contatti, conoscenze comuni, permettere loro di “fare rete”: è questa l’essenza dei social. Non a caso anche un social professionale come LinkedIn sfrutta un principio ben più longevo dell’era di Internet e degli ambienti digitali: fare networking e ottimizzare quello che, nella teoria delle reti, è chiamato capitale di bridging, cioè l’insieme dei contatti eterogenei e variegati che ogni professionista ha e che possono risultare strategici se utilizzati in maniera inclusiva.

Le persone, insomma, sembrano essere la vera essenza dei social network. E lo sottolinea anche la strana grammatica che segna la nostra vita 2.0: stiamo su Facebook&co come staremmo in una piazza, segno di come simili piattaforme siano diventate nel tempo luoghi familiari dove si va, prima di tutto, per incontrare persone.

Un social per le idee e non per le persone

imzy-logo

Il logo di “Imzy”.

Provare a cambiare prospettiva? Mettere in contatto non persone che già si conoscono tra di loro, seppure indirettamente o per via traverse, ma idee, interessi, gusti e quindi, solo dopo, utenti che li condividono? Ci ha provato Imzy, l’ultimo arrivato nell’affollato panorama dei social network. Niente richieste d’amicizia da inviare, niente follower o persone da seguire né cerchie da organizzare o contatti di cui confermare le competenze. Una volta iscritti su Imzy (cosa che fino a poco tempo fa poteva avvenire solo su invito, a conferma dell’“esclusività” dell’ambiente, ndr), si ha solo la possibilità di scegliere le community di cui entrare a far parte. Ce ne sono per tutti i gusti: da quelle per gli amanti delle citazioni e dei motivational quotidiani, a quelle per i fan di cantanti e gruppi musicali, passando per quelle dei gruppi politici e per le più “tecniche” dedicate a chi si occupa di informazione, ICT, etc.

Le community: un antidoto contro flaming e hate speech

La prima regola, però, è chiedere permesso: non si può entrare in una community, infatti, senza aver fatto richiesta di unirsi al gruppo. È un po’ «come se fossi in un ristorante e sentissi la conversazione dei clienti del tavolo accanto: avvicineresti mai la sedia per unirti a loro senza prima aver chiesto il permesso di farlo?», spiega uno dei co-fondatori di Imzy che, anche per questo, si è già guadagnato la nomea di “social della gentilezza”. Ogni community, poi, delle regole precise da rispettare che hanno per lo più a che vedere con chi può dare il via alle conversazioni – nella maggior parte dei casi solo pochi “contributor” selezionati, anche se poi i commenti sono aperti a chiunque si sia unito alla community – o la lunghezza massima dei messaggi postati e, soprattutto, il loro tono. A guardarlo da vicino, infatti, l’intento di Imzy sembra essere quello di proporsi come alternativa sana e più vivibile ai più comuni social network. Se Facebook, Twitter e simili sono il regno dell’hate speech, del flaming e delle polemiche a tutti i costi, il valore aggiunto di Imzy sembrerebbe quello di offrire luoghi “chiusi” e selezionati, in cui dovrebbe ritrovarsi solo chi è veramente interessato a un argomento e a discuterne in maniera costruttiva.

Perché (e a chi) donare dei soldi su un social network?

Tanto più che, in una logica che ricorda quella dei “vecchi” forum del web 1.0, nelle community di Imzy ci sono “leader incaricati di garantire la qualità e la sicurezza dell’ambiente, moderando post e commenti e che possono essere ricompensati per il lavoro che fanno. Quello che di diverso ha Imzy dagli altri social network sembra essere, infatti, la possibilità di donare mance ai moderatori di ogni community o ai suoi membri più attivi. Naturalmente il social rimane gratuito per le sue funzioni e usi di base, ma ogni utente può scegliere quanto e a chi donare. Ovviamente si può donare anche direttamente a Imzy e pare sia la formula voluta dagli ideatori per garantire ai propri utenti un social privo di pubblicità e attento alla riservatezza dei dati condivisi.

Perché e da chi è nato Imzy?

Che per ora doni solo una percentuale minima di utenti è un dato da mettere in correlazione con la storia relativamente recente del social. Fondato nella primavera del 2016, Imzy ha oggi circa 50mila iscritti e no, non bisogna aspettarsi molti utenti italiani o molte community dedicate a topic nostrani, perché il social ha ancora penetrazione scarsissima nel nostro Paese. La nota curiosa riguarda, però, i fondatori, tutti “pentiti” dei big del social networking come Twitter e Reddit. Delle piattaforme mainstream, del resto, Imzy replica alcune logiche ben note a chi frequenta i social: i like ai post degli altri con cuoricini che ricordano da vicino quelli di Twitter/Instagram, la possibilità di condividerli, la ricerca targettizzata e le nuove community suggerite in base agli interessi già espressi, la possibilità di creare sondaggi (ancora sul modello Twitter) e quella di condividere link, contenuti multimediali, etc. Come a dire che il nuovo è sempre anche un po’ “rimediazione” del vecchio.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

VIDEO: Inbound Strategies 2017

Inbound Strategies 2017
Ivan Cutolo | La SEO per l'eCommerce
Ivano Di Biasi | Acquisire informazioni per il web semantico
Matteo Zambon | Google Tag Manager e gestione dei referral
Andrea Saletti | Usare il neuromarketing per ottimizzare i siti web
Inbound Strategies | Giovanni Le Coche e Pierfrancesco Rizzo
Inbound Strategies | Alex Cannava e Franz Amalfitano
Inbound Strategies | Valentina Viganò
Inbound Strategies | Christian Baraldo
Inbound Strategies | Fulvia Viglione
Inbound Strategies | Mirko Nevi
Inbound Strategies | Elisa Gerardis
Valentina Turchetti | Quali sono i contenuti che convertono?
Antonella Apicella | eCommerce: come creare una scheda prodotto efficace
Eleonora Rocca | Content marketing per le strategie B2B
Le vostre Opinioni
ComunicazioneSocial network: e se le idee contassero più delle persone?
Iscrizione Newsletter Settimanale

Vuoi essere sempre aggiornato su ciò che avviene nel mondo del marketing e della comunicazione? Iscriviti alla newsletter di Inside Marketing

Acconsento ed ho letto Privacy Policy

Grazie per esserti registrato!

A breve riceverai una mail di conferma per attivare la tua registrazione.

Se non ricevi la mail di conferma, controlla nella cartella "posta indesiderata" ed aggiungi insidemarketing.it ai mittenti attendibili

In caso di problemi puoi contattarci all' indirizzo redazione[at]insidemarketing.it