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Giovedi 13 Dicembre 2018
ComunicazioneGli utenti dei principali social network: un identikit

Gli utenti dei principali social network: un identikit

Una strategia digitale efficace parte dall’identikit dell’utente tipo di ogni social network e dall’analisi della sua attività online.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
Gli utenti dei principali social network: un identikit

Non solo per le aziende: una chiara strategia digitale è indispensabile per qualsiasi soggetto (pubblico, mediatico, etc.) che voglia sfruttare la visibilità offerta da social e simili. Per evitare di sprecare tempo e risorse, però, serve conoscere l’ambiente in questione, il target di riferimento di ciascuna piattaforma e, ovviamente, la compatibilità con il proprio. Nel caso contrario, infatti, il rischio è di sviluppare strategie focalizzate su piattaforme e linguaggi non adatte ai propri clienti e stakeholder, se non addirittura contrarie alla propria immagine di brand.

Per orientarsi? Il primo passo è conoscere l’identità dell’utente tipo di ogni social e le abitudini che contraddistinguono la sua esperienza in Rete. La grande abbondanza di piattaforme, infatti, fa coppia con la specializzazione; nessuno, quindi, userebbe LinkedIn per contenuti leggeri e “d’intrattenimento”, esattamente come nessuno proverebbe ad ampliare il suo network professionale su Snapchat e simili.

A dare una mano a chi vuole conoscere l’utente tipo e l’attività principale di ciascuna piattaforma ci ha pensato, così, Smart Paper’s Help che ha tracciato una sorta di carta di identità degli utenti dei principali social network.

Facebook: social generalista e a prova di influencer

Alcuni degli insight sembrano confermare verità ben note a chi frequenta i social: Facebook, per esempio, con il suo miliardo e mezzo di utenti al mondo che spende sulla piattaforma più di 20 minuti al giorno, è il social più “generalista”, utilizzato per una serie di propositi, dal business all’intrattenimento. La creatura di Zuckerberg, però, sembrerebbe essere anche il luogo ideale per fare influencer marketing: se la necessità è rendere virale e puntare alla shareability del contenuto, infatti, l’ideale è farlo in un ambiente che, per natura, premia le interazioni tanto con gli altri utenti quanto con i contenuti.

Twitter e il mito del real time

Tante e discordanti sono, poi, le opinioni riguardo all’opportunità di utilizzare Twitter per il business. Ciò che tiene lontano aziende e simili dalla piattaforma dei cinguettii è il “mito” del real time: nato per il micro-blogging, Twitter si presenta come il social dell’aggiornamento continuo, evidentemente in contrasto con i tempi e le risorse di un’azienda. In realtà, secondo le rilevazioni di Smart Paper’s Help, degli oltre 320 milioni di utenti attivi al mese, almeno il 44% non ha mai inviato un tweet.

LinkedIn: il social per chi vuole fare network professionale

Tra le conferme dello studio in questione? Anche l’uso “professionale” di una piattaforma come LinkedIn: sembra essere, infatti, il posto migliore per incontrare over 35 dalla carriera già ben avviata (e che spesso peccano di superbia!) che usano il social per fare network. Anche le aziende, però, sembrano essersi accorte delle potenzialità strategiche di Linkedin: almeno il 59% dei soggetti business, infatti, ha creato pagine aziendali.

Instagram vs Snapchat

Persino la lotta Instagram vs Snapchat, acuita dall’introduzione delle Stories, assume sfumature nuove alla luce dell’identikit degli utenti. Il primo è il social dei Millennials, mentre al fantasmino di Snapchat sembrano essere affezionati soprattutto gli under 34 (sono oltre il 70%). Gli utenti Instagram, poi, condividono per lo più foto e video, mentre l’attività degli snapchatter consiste quasi sempre nella condivisione e nella scoperta di storie: la sezione Discovery, infatti, ha 60 milioni di utenti al giorno. Piccola curiosità? Almeno l’8% degli utenti Instagram, in realtà, sono dei bot.

YouTube e gli altri: i social a prova di video

Quanto al consumo di video, leader indiscusso rimane YouTube con un miliardo di utenti unici al mese – di cui almeno l’82% è formato da adolescenti – e un tempo di permanenza media di 40 minuti al giorno. Sul fronte live streaming, Periscope sembra aver raggiunto i 10milioni di utenti registrati  di cui il 15% sono brand – e un totale di 350mila ore di contenuti trasmessi ogni giorno.

Alcune curiosità su Google+ e Pinterest

I dati più curiosi, tra quelli raccolti da Smart Paper’s Help, sono però quelli riferiti a Google+ e Pinterest. Il social di casa Google, nello specifico, sembra essere per lo più ‘maschile’ (il 51% degli utenti è rappresentato da uomini) e viene utilizzato per creare cerchie, ma è tra i meno attrattivi: il tempo speso su Google ogni mese non supera in media i 7 minuti. Pinterest è, invece, il social di chi cerca ispirazione: salvare i pin più interessanti è la motivazione che spinge almeno il 66% degli utenti, dei 100 milioni totali, ad accedere al social.

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Fonte: Smart Paper’s Help

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