Giovedì 12 Dicembre 2019
ComunicazioneI social network nascondono i like: cosa cambierà per aziende e influencer?

I social network nascondono i like: cosa cambierà per aziende e influencer?

Perché i social network nascondono i like? Facciamo il punto della situazione e analizzamo le conseguenze per aziende, utenti e influencer.


Simona Rossi
A cura di: Simona Rossi Autore
I social network nascondono i like: cosa cambierà per aziende e influencer?

Quella che fino a poco tempo fa era stata annunciata come una remota possibilità potrebbe ben presto trasformarsi in realtà: l’era dei like sembra essere giunta al termine. Dopo i test di Instagram, anche Facebook potrebbe iniziare a nascondere il contatore di mi piace e reazioni, mentre YouTube, seguendo la stessa tendenza, ha dichiarato che non mostrerà più il numero esatto di utenti iscritti a un canale. Tra annunci ufficiali, smentite e rumors, è opportuno fare il punto della situazione sul perché i social network nascondono i like, ma soprattutto bisogna comprendere come tutto questo impatterà su brand, influencer e, soprattutto, sugli utenti stessi.

Instagram: dopo il Canada al via i test negli USA

Dopo i test in Canada dello scorso aprile, oggi arriva a quota otto il numero dei paesi che hanno sperimentato la scomparsa dei like dalla piattaforma dei cuoricini rosa. Come annunciato da Adam Mosseri – CEO del popolare social network di proprietà di Facebook –, nel corso della Wired24 conference, gli utenti statunitensi si aggiungeranno ben presto a quelli di Canada, Irlanda, Giappone, Italia, Brasile, Australia e Nuova Zelanda. Anche negli Stati Uniti, quindi, il conteggio dei like sarà visibile ai creator ma non agli altri utenti, che potranno vedere solo il nome di chi ha messo mi piace al contenuto, ma non il numero.

Instagram nasconde i like

Fonte: Instagram

Ancora una volta, nascondendo il contatore, Instagram vuole che i follower si concentrino sulla qualità di ciò che si condivide e non sulla “popolarità” di chi li diffonde. «Vogliamo vedere come questo influenzerà il modo in cui le persone utilizzano la piattaforma, come interagiscono e come ciò cambierà l’ecosistema della creazione di contenuti» ha spiegato Mosseri.

Nonostante le dichiarazioni del CEO, attualmente Instagram è ancora in fase di test e si riserva la possibilità di valutare, ancora per un po’ di tempo, l’impatto di una modifica così rilevante sulla piattaforma. Dai primi feedback, però, gli utenti sembrano aver apprezzato l’idea di non dover più dipendere dai like, mentre sono ancora molti i timori di influencer e presunti tali che potrebbero vedere diminuire anche drasticamente  i guadagni ottenuti proprio in base alle famosa metrica social. «L’idea è quella di depressurizzare il social network ha spiegato Mosseri – renderlo meno competitivo e dare agli utenti più spazio per focalizzarsi sulla connessione con le persone che amano e le cose che li ispirano».

Anche Facebook eliminerà i like? Per ora solo test

Non è ufficiale ma anche Facebook potrebbe seguire presto la scelta del fratello minore eliminando quegli stessi mi piace entrati ormai a far parte dell’immaginario collettivo quando si parla del “gigante blu”. L’indiscrezione è stata lanciata dalla ricercatrice Jane Manchun Wong che, analizzando il codice dell’app di Facebook per Android, ha individuato un prototipo dove il conteggio dei mi piace e delle reazioni è nascosto agli utenti.

La notizia è stata poi confermata ai microfoni di TechCrunch da un portavoce del social network che ha tranquillizzato i lettori, ribadendo che «attualmente si tratta solo di un test e che la modifica non è ancora entrato in vigore per gli utenti della piattaforma». L’azienda non ha poi rilasciato ulteriori informazioni e non è ancora chiaro, dunque, se Facebook seguirà o meno la stessa sorte di Instagram.

Ad ogni modo, le motivazioni alla base della scelta di Mark Zuckerberg sembrano essere le stesse che hanno guidato i test su Instagram: contenuti di qualità e una migliore esperienza utente. Motivazioni che, a loro volta, sembrano essere in linea con quel futuro privato preannunciato dallo stesso Mark Zuckerberg durante la scorsa conferenza per gli sviluppatori.

YouTube e il nuovo contatore per gli iscritti

Dopo Instagram e Facebook, anche YouTube segue le orme dei competitor. Da settembre 2019, infatti, il colosso dello streaming ha deciso di non mostrare più il numero esatto degli iscritti ai propri canali, ma solo una stima approssimativa.

Come riportato sul blog ufficiale dell’azienda, l’aggiornamento ha riguardato tutte le piattaforme – comprese la versione desktop e le applicazioni per Android e iOS – e tutti i canali ad esclusione di quelli con meno di 1000 follower (che continueranno a vedere la cifra esatta). Anche in questo caso l’ultima novità di casa Google riguarda solo l’interfaccia utente, in quanto i creator potranno ancora visualizzare il numero totale di iscritti nella sezione analytics della piattaforma.

Youtube nasconde il numero esatto di iscritti ai canali

Fonte: YouTube

In merito alle motivazioni che hanno spinto tale scelta, anche per YouTube il benessere della community e l’esperienza utente sembrano essere al primo posto. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, con il passare del tempo la modifica contribuirà sia a migliorare la coerenza grafica dell’interfaccia utente, sia a ridurre lo stress dei creator nel monitoraggio in tempo reale del numero di iscritti raggiunti, migliorandone la concentrazione e il benessere.

Come per Instagram, anche per YouTube non sono mancate le critiche sia da parte della community che da realtà come Social Blade, l’azienda di servizi statistici che si basa proprio sulle API di YouTube per l’elaborazione di report e classifiche.

I social network nascondono i like : cosa cambierà per aziende e influencer?

Se Instagram e Facebook nascondono i like e YouTube ripensa il contatore delle visualizzazioni, sorge spontaneo, allora, domandarsi come cambierà il rapporto tra aziende e infuencer e, soprattutto, quali saranno le conseguenze per gli utenti.

Come ha spiegato in un’intervista a Marketers World 2019 Francesco Agostinis, co-founder e Facebook ads expert di Loop agency, possiamo ipotizzare che la rimozione dei like darà una «forte spinta verso la qualità dei contenuti».

Gli utenti potrebbero sentirsi più liberi di pubblicare per il piacere di farlo e non perché spinti da una qualche forma di pressione sociale, concentrandosi su «ciò che vale veramente, ciò che siamo, ciò che ci rende umani».

Quanto agli influencer, no, non stiamo assistendo alla fine di Chiara Ferragni e colleghi, ma alla transizione verso «forme di interazione più pura, non filtrata da bolle di numeri». Ad andare avanti sarà chi riuscirà a concentrarsi sull’originalità del contenuto senza essere «schiavo dell’engagement», mentre potremmo dire – finalmente – addio a bot e fake influencer.

In questo scenario il compito delle aziende sarà quello di ripensare i tradizionali modelli di business – se così possiamo definirli – legati all’influencer marketing. Come precisa Agostinis «le aziende non avranno più un parametro di visibilità a cui affidarsi e devono capire se e come andare a segmentare gli influencer per delle nuove forme di collaborazione».

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