IntervisteSocial Roots: innovare in modo sostenibile

Social Roots: innovare in modo sostenibile

Antonio Dell’Atti della Fondazione Brodolini ci presenta Social Roots, piattaforma per l’innovazione sociale nel settore agri-food.

Social Roots: innovare in modo sostenibile

La nutrizione del pianeta è il tema principale di Expo2015 e della contemporanea economia dei consumi. Sempre restando in tema di innovazione sociale,  Antonio Dell’Atti, Project Manager presso la Fondazione Brodolini presenta Social Roots, piattaforma per l’innovazione sociale nel settore agri-food, nata con lo scopo di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di modelli, processi, prodotti e servizi che innovano in modo sostenibile.

Quando nasce la piattaforma Social Roots e chi sono i principali promotori dell’iniziativa?

Social Roots nasce da un’idea della Fondazione Giacomo Brodolini che da alcuni anni è impegnata nella gestione e promozione di progetti e attività con un forte impatto sociale. In particolare, dalla fine del 2012 gestiamo FabriQ, l’incubatore d’innovazione sociale del Comune di Milano, in partnership con Impact Hub Milano. Lavorare con startup a vocazione sociale ci ha permesso di approfondire alcuni temi che più di altri si prestano a ricadute sulla società, come il settore del cibo e dell’agricoltura che a noi piace chiamare “agri-food”. Così abbiamo deciso di mettere a frutto l’esperienza acquisita in questo settore e con un finanziamento ottenuto grazie ad un bando del MIPAAF, a febbraio 2015 siamo partiti con Social Roots. Social Roots è una piattaforma aperta di collaborazione e networking nel settore agri-food, con la missione di fare incontrare domanda e offerta di innovazione da parte di una varietà di attori del mondo profit e no profit. I risultati attesi di questa piattaforma sono l’accelerazione e l’incubazione di nuove idee e realtà imprenditoriali che abbiano un impatto sulla sostenibilità sociale e ambientale delle filiere del valore del settore, in Italia e all’estero. I partner che ci accompagnano in quest’avventura fin dall’inizio sono INEA, ItaliaCamp e il Parco Tecnologico Padano, ma Social Roots è un cantiere e siamo all’opera per accogliere altri soggetti che ci aiutino a popolare di contenuti e idee la nostra piattaforma, oltre che offrire ulteriori opportunità per i progetti. Da poco si sono infatti aggiunte due università, quella di Cassino e quella del Sannio.

Il “Raccolto delle Idee” è una mappa dei casi di innovazione sociale nel settore agri-food a livello nazionale e internazionale. Quali sono i requisiti per entrare a far parte del Raccolto?

Per essere “raccolti” da Social Roots basta compilare un form nella sezione apposita del nostro sito. Vi possono partecipare associazioni, startup, cooperative, progetti di ricerca nazionali e internazionali che si caratterizzano per un altro grado di innovazione di prodotto ma anche di processo. All’interno del Raccolto, i progetti avranno una grande visibilità e ci auguriamo che fungano da ispirazione per trasformare il settore agroalimentare in un comparto all’avanguardia dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

All’interno del “Raccolto delle Idee” troviamo tre realtà italiane: “Le verdure del mio orto”, “Orange Fiber” e “Zolle”. Qual è il loro contributo in termini di innovazione sociale?

Siamo partiti con questi tre progetti perché rappresentano realtà ormai solide e che riguardano temi diversi accomunati dall’utilizzo dei prodotti della terra ad impatto positivo per la società e per l’ambiente: si passa dalla filiera corta e dalla valorizzazione dell’agricoltura locale e quindi dei piccoli produttori, al riutilizzo di scarti alimentari per produrre tessuti altamente sostenibili, fino ad arrivare all’adozione di piccoli orti.

Lo scopo del progetto Expo Camp è quello di fornire, a un ecosistema di imprese, luoghi e istituzioni, degli strumenti per operare nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Quali sono questi strumenti?

EXPO Camp, così come la Call for Solutions e il Raccolto delle Idee devono essere viste come delle opportunità per diversi attori di incontrare innovazioni e innovatori, tecnologie e processi che gli facciano esplorare nuovi mercati, trovare business partner, aumentare il valore delle loro azioni e migliorare l’impatto sociale ed ambientale delle loro attività. In particolare, EXPO Camp prevede sessioni di formazione, che aiuteranno l’aspirante innovatore sociale o il giovane imprenditore a mettere a fuoco il contesto nazionale e internazionale in materia di innovazione sociale nel settore agri-food con approfondimenti nel mercato di riferimento di ciascuna idea; analizzare le dinamiche collaborative e di partecipazione, e il loro impatto socio-economico, legate allo sviluppo dei business e dei mercati considerati; sviluppare, ri-focalizzare e mettere a punto l’idea/progetto con l’ausilio di strumenti quali Business Canvas e Business Plan. Ma EXPO Camp sarà anche un moltiplicatore di opportunità: sono previsti infatti momenti di incontro con potenziali partner e talenti, finanziatori e grandi imprese.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing
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