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Comunicazione“Sound Without Boundaries”: la nuova campagna Skullcandy è dedicata ai movimenti di giustizia sociale del 2020

"Sound Without Boundaries": la nuova campagna Skullcandy è dedicata ai movimenti di giustizia sociale del 2020

La nuova campagna pubblicitaria "Sound Without Boundaries" di Skullcandy omaggia i movimenti di giustizia sociale che hanno caratterizzato il 2020 e lo fa selezionando venti testimonial: artisti, musicisti, atleti accomunati dal desidero di rendere il mondo un posto migliore.

Sound Without Boundaries” è la nuova campagna pubblicitaria di Skullcandy, brand leader negli Stati Uniti per la vendita di cuffie e auricolari wireless nella fascia “under $100”. L’obiettivo del brand, come si legge nel comunicato stampa rilasciato in occasione del lancio della campagna, è quello di ispirare il cambiamento, spingere i consumatori con prodotti inediti a superare ogni limite. L’azienda statunitense nella propria iniziativa marketing intende porre l’accento sui movimenti di giustizia sociale che hanno caratterizzato il 2020, dal Black Lives Matter, dopo la morte di George Floyd, fino alle lotte per contrastare il cambiamento climatico, capitanate da Greta Thunberg. Non sono poi mancate le iniziative a tutela della salute mentale, della parità di genere o dei diritti per la comunità LGBTQI+.

«Come tutti, siamo stati profondamente colpiti dagli eventi del 2020. Per questo motivo, Skullcandy si è sentita in dovere di utilizzare la propria piattaforma e le proprie risorse per promuovere un cambiamento positivo» ha affermato Jessica Klodnicki, capo della sezione marketing del brand.

Il messaggio è chiaro: la musica, unita alla tecnologia di Skullcandy, permette alle persone di «vivere wireless», concede a tutti la possibilità di oltrepassare i propri confini. D’altronde, la missione che da sempre Skullcandy cerca di realizzare è quella di rendere la musica e il potere che essa detiene alla portata di tutti. Questo concept si sposa perfettamente con i principi di inclusività e accettazione dei movimenti di giustizia sociale.

Molteplici sono i volti che rappresenteranno, volta per volta, l’essenza della campagna “Sound Without Boundaries” Skullcandy: atleti multidimensionali, musicisti, visual artist. Si tratta di personaggi celebri, più o meno noti al grande pubblico statunitense, che utilizzano la fama costruita sui social non solo per diffondere la propria arte, ma anche per aiutare il prossimo, per sostenere organizzazioni no profit che apportano cambiamenti concreti alla quotidianità di molti. Essi creano, ogni giorno, contenuti che possano ispirare gli altri a fare bene, a migliorare il mondo con semplici gesti e sono stati definiti “Boundary Breakers”.

«Sound Without Boundaries è il nostro modo di mettere in luce le persone che si elevano al di sopra dello status quo per sostenere cause che i nostri consumatori Millennial e Gen Z hanno a cuore. Siamo orgogliosi di essere un canale autentico, che offre playlist che ispirano le persone a superare i propri confini» ha proseguito Jessica Klodnicki.

Chi sono i Boundary Breakers?

I protagonisti di “Sound Without Boundiers” Skullcandy sono personalità che hanno abbattuto frontiere e limiti nella musica, nello sport, nell’arte, cimentandosi anche in argomenti estremamente critici che riguardano la società in cui viviamo e che vengono spesso ignorati o considerati pericolosa propaganda.

Kai Jones, attivista contro il cambiamento climatico

Primo testimonial ad apparire sui canali social Skullcandy è Kai Jones, sciatore professionista di soli quattordici anni. È un vero e proprio bambino prodigio: a soli undici anni ha affrontato una pericolosa e scoscesa scogliera di trentacinque piedi nel Wyoming e vinto l’International Freeskiers Association’s North American championship, competizione per atleti di età inferiore ai dodici anni. Utilizza la fama che ha conquistato nel corso degli anni per educare follower e appassionati alla tutela dell’ambiente, spiegando loro le drammatiche conseguenze del cambiamento climatico. «Amo profondamente i luoghi in cui pratico ski, le montagne e la neve sono nel mio sangue e farò del mio meglio per proteggerli» ha affermato Kai nel suo video di presentazione.

Hannah e Tim Eddy promuovono la salvaguardia e il contatto con la natura

L’amore per il mondo naturale trova espressione anche nei lavori di Hannah Eddy, illustratrice, pittrice e muralista. Appassionata di snowboard, skate e surf, Hannah e suo marito Tim sono costantemente impegnati in attività all’aperto, sempre alla ricerca di avventure. Con colori accessi e illustrazioni divertenti, la ragazza cerca di evocare il contatto con la natura nel modo più giocoso e armonioso possibile. Nelle sue opere è possibile trovare un mix di linee, personaggi e lettere attraverso cui Hannah tenta di creare paesaggi immaginari e personaggi femminili funky impegnati ad abbracciare il mondo naturale.

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Hanna Eddy nella foto rilasciata da Skullcandy per il lancio della campagna pubblicitaria.

Mothica e la sua testimonianza contro la dipendenza da droghe e alcool

Mothica è una cantante indie pop. Ha acquisito notorietà quando, su TikTok, ha deciso di raccontare la propria storia, che parla della violenza sessuale subita in tenera età, dell’autolesionismo, del tentato suicidio, dell’ospedalizzazione e della dipendenza da droghe e alcool. Il video promozionale del suo nuovo singolo, “VICES“, ha raggiunto in poco tempo circa 4.8 milioni di visualizzazioni e, nel giro di un paio di settimane, il brano ha conquistato il secondo posto nella classifica Pop iTunes, finendo su Billboard, Rolling Stones e BuzzFeed. Attraverso i suoi contenuti cerca di sensibilizzare sull’importanza della salute mentale e il superamento della dipendenza.

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Mothica nella foto rilasciata da Skullcandy.

Desiree Melancon e Jaime Tworkowski impegnati nella tutela della salute mentale

Desiree Melancon è snowboarder, fotografa e artista. I suoi montaggi hanno stravolto (e continuano a farlo) i limiti dello street riding femminile. È fortemente impegnata nella promozione della salute mentale e dell’inclusività nel mondo outdoor.

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Desiree Melancon, snowboarder e “Boundary Breaker”. Fonte: Skullcandy

A essere affrontato, dunque, è il tema della salute mentale, su cui lavora anche Jaime Tworkowski, autore del bestseller “If You Feel Too Much” e fondatore di un’organizzazione no profit, To Write Love on Her Arms, attivamente impegnata nella tutela di un tipo di benessere che non è fisico ma psicologico ed emotivo. L’obiettivo di Jaime è potenziare i sistemi di prevenzione e contrasto al suicidio, oltre che sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questa tematica. Non sono mancate vere e proprie tournée in giro per il mondo: università, concerti, conferenze, l’attivista statunitense ha sempre condiviso messaggi di speranza.

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Foto di Jaime Tworkowski rilasciata da Skullcandy.

Vasu Sojitra racconta i pregiudizi che circondano la disabilità

All’atleta Vasu Sojitra a soli nove mesi è stata diagnosticata la setticemia, che ha poi portato all’amputazione di una delle gambe. Il confronto continuo con la disabilità ha potenziato i suoi sentimenti di empatia e accettazione. Tramite il suo lavoro cerca di dare voce a chi una voce fatica a trovarla, sfida i pregiudizi affrontati dalle persone nere con disabilità, promuove negli sport esterni diversità, equità e inclusione.

Vasu Sojitra in una foto estratta dal mosaico rilasciato da Skullcandy.

Nolan Cooley: autismo e arte

Sulla stessa scia di Vasu, tra i “Boundary Breakers” vi è anche Nolan Cooley, un talentuoso artista visivo affetto da autismo. Lo spirito creativo del ragazzo è emerso quando, all’età di sei anni, ha iniziato a disegnare quasi ossessivamente lo stesso motivo artistico. Egli riversa la sua passione su qualsiasi cosa e superficie, dalle tavole da surf a quelle da skate e molto altro.

Nolan Cooley nella foto rilasciata da Skullcandy.

A rappresentare l’universo femminile e la comunità LGBTQ+ in “Sound Without Boundaries” di Skullcandy, ci sono Briana King, Dorian Electra, Ishita Malaviya e Anna Grasser.

Briana King insegna skateboard a donne e membri della comunità LGBTQ+

Briana King è una skateboarder e modella americana che utilizza i social per organizzare incontri che permettono a ragazze e skater appartenenti alla comunità LGBTQI+ di riunirsi. I meeting intendono creare un ambiente caloroso e privo di pregiudizi dove praticare e imparare questo sport. Da dove nasce quest’idea? In Australia, Briana era solita andare al parco e guardare gli skater divertirsi, senza però avere mai il coraggio di unirsi a loro. Ciò le ha permesso di comprendere quanto sia importante uno spazio sicuro che non metta le persone a disagio. Sorge così l’iniziativa “Girl & Queer Skate Sesh” un vero e proprio tour sponsorizzato anche da brand come Rebook e Vans.

Briana King, fondatrice di “Girl & Queer Skate Sesh”. Fonte: Skullcandy.

Dorian Electra, artista irriverente

Dorian Electra è un’arista statunitense non-binary (genderfluid). La musica di Dorian appare slegata dal binarismo di genere e spesso si incentra sulla sfida agli stereotipi di identità e alle aspettative culturali. I temi delle canzoni appaiono il più delle volte controversi, come dimostra “Ode To The Clitoris“. Il video ripercorre la storia della clitoride e la sua genesi dall’antica Grecia ai moderni modelli tridimensionali. Tra gli argomenti trattati vi è soprattutto il ruolo della donna e il senso più profondo e intimo della femminilità.

Dorian Electra in una foto estratta dal mosaico rilasciato da Skullcandy.

Ishita Malaviya, prima surfista indiana

Nata a Mumbai, Ishita Malaviya è la prima donna indiana che si è cimentata nel surf. A soli vent’anni, la ragazza ha fondato una delle primissime scuole di formazione presenti in India, Shaka Surf Club, pensata per i principianti e impegnata in un’intensa attività di promozione dello sport nel Paese. Non stupisce quindi l’apparizione di Ishita nella rubrica di Forbes dedicata agli under 30. La sua passione e determinazione l’hanno resa un modello di riferimento per tantissime giovani ragazze e donne in giro per il mondo che vogliono imparare a surfare.

Anna Grasser lotta per una maggiore inclusione delle donne nello snowboard

Vincitrice di una medaglia d’oro alle Olimpiadi, Anna Grasser si batte da sempre per una maggiore presenza di donne nel mondo dello snowboard. L’austriaca, grazie al suo immenso talento, è divenuta una delle migliori atlete negli sport d’azione femminile, oltre a essere vincitrice di innumerevoli podi Winter X Games. La speranza di Anna è di aver spianato la strada alle giovani donne che vorranno dedicarsi all’air riding.

Rasums King, surfista talentuoso

Non c’è nulla che Rasums King non sappia fare. La sua carriera nello sport è iniziata quando aveva soli sedici anni. Insieme al fratello Kyuss, l’australiano si è ritagliato un posto sulla piattaforma Skullcandy per la sua capacità di dominare nel mondo del surf. Nonostante la giovane età, il ragazzo lavora attivamente anche nell’industria musicale e cinematografica. La sua prima apparizione, in veste di attore, è stata nel film “Bosch and Rockit”.

La surfista Rasmus King nella foto rilasciata per la campagna “Sound Without Boundaries” Skullcandy.

Gianni Lee, attivista contro le discriminazioni razziali

Nella lotta contro le discriminazioni razziali, l’azienda propone Gianni Lee, artista multidisciplinare, affermato stilista di moda e DJ. Il suo lavoro si concentra su soggetti, dalle sembianze extraterrestri, capaci di esplorare il nuovo clima tecnologico, politico, sociale e di rappresentazione razziale che ritroviamo in America e in tutto il mondo.

Gianni Lee, impegnato attivamente nella lotta contro le discriminazioni razziali. Fonte: Skullcandy.

Zeb Powell, volto di una generazione di atleti di colore nello snowboard

Tra i “Boundary Breakers” vi è anche Zeb Powell. Snowboarder un po’ impacciato, è divenuto in uno sport dominato prevalentemente da bianchi uno dei più veloci e tra i più noti talenti. Il salto mortale all’indietro che l’ha visto protagonista durante la competizione “Knuckle Huck“, che premia l’ innovazione su neve, gli è valso la medaglia d’oro e la notorietà sui social. Benché non si sia mai sentito marginalizzato nello snowboarding, il successo gli ha permesso di divenire il volto di una generazione di atleti neri poco rappresentati in competizioni di questo tipo.

Zeb Powell nella foto rilasciata da Skullcandy per la campagna Sound Without Boundaries.

Matthias Dandois, rider con la passione della fotografia

Incoronato miglior BMX flatlander (stile libero su bicicletta, eseguito su superfici piatte e lisce) all’età di soli diciannove anni, Matthias Dandois è divenuto pioniere di uno stile di guida ibrido che unisce salti, giri sui muri e mezze giravolte. La bicicletta non è però l’unica passione del francese: nel tempo libero, Matthias si immerge totalmente nella fotografia, con cui dà sfogo alla propria creatività. Un talento, quello del rider, che nel corso degli anni ha catturato l’attenzione della rivista Vogue, portandolo a conquistare la prima pagina. Le sue foto sono state persino raccolte in un libro in edizione limitata, intitolato “Into the Un(Known)“. Ad accomunare le due passioni, secondo Dandois, l’assenza totale di regole.

Matthias Dandois immortalato nella foto rilasciata da Skullcandy in occasione del lancio della campagna pubblicitaria.

Eero Ettala, snowboarder e regista

In “Sound Without Boundaries” Skullcandy è stato dato spazio anche all’atleta Eero Ettala, uno dei migliori snowboarder di tutti i tempi. Il finlandese ha vinto tante competizioni, eppure oggi ammette di non essere più interessato al mondo agonistico. Viaggia molto e crea contenuti di grande effetto, sia in contesti di città che in quelli di campagna. Non solo un’atleta quindi, ma anche regista e produttore.

Andy Anderson, modello di riferimento per i più giovani

Andy Anderson è uno degli skateboarder più talentuosi del settore. Sui social, incoraggia le persone a dare voce alla propria creatività. In uno sport come lo skateboard, infatti, l’obiettivo ultimo deve essere sempre quello di sorprendere il pubblico. A renderlo un vero e proprio modello per i più giovani è il suo senso di responsabilità: preferisce, per esempio, la sicurezza all’intrattenimento e non si rifiuta mai di indossare il casco. Spera di poter rappresentare il Canada alle Olimpiadi di Tokyo 2021 con la squadra nazionale di skateboard.

Guapdad 4000, rapper e produttore dai contenuti comici

La lista dei “Boundary Breakers” si chiude con Guapdad 4000, rapper e produttore. La comicità dei suoi contenuti ha contribuito al suo successo sui principali social. Ha cambiato, si legge nel comunicato stampa di Skullcandy, il significato di «personalità di Internet».

Guapdad 4000, rapper, è uno dei “Boundary Breakers”. Fonte: Skullcandy

Le collaborazioni per la campagna “Sound Without Boundaries” Skullcandy

Oltre a celebrare le storie dei “Boundary Breakers”, il brand promette di dare vita anche a delle collaborazioni, consentendo di lavorare con marchi progressisti nel campo della musica, dell’arte e della cultura alla realizzazione di prodotti in edizioni limitate.

Le personalità e le società con le quali Skullcandy collaborerà sono anch’esse impegnate socialmente. Ne è un esempio Louis Wes. Incredibilmente preso dal mondo telematico, Louis Wes è illustratore e animatore con una passione, come si legge sul suo blog , per «la nostalgia e i colori luminosi». Attraverso le sue opere sostiene la “net neutrality”, il principio secondo cui gli Internet service provider non debbano interferire con ciò che le persone guardano e leggono online. Le persone devono quindi avere la possibilità di poter accedere allo stesso portale, «alla stessa Rete».

Trailer della campagna “Sound Without Boundaries” Skullcandy

Sui principali account social di Skullcandy è già apparso un primo video dai toni quasi cinematografici, simile a un trailer. Ad accompagnare le immagini dei protagonisti di “Sound Without Boundaries” Skullcandy una voce che sottolinea la necessità di andare oltre ogni confine e la volontà dell’azienda di distruggere le barriere che ci dividono.

Il brand così nel video sottolinea un messaggio importante:

Ogni giorno ci confrontiamo con un mondo che pone limiti attorno alle nostre idee, credenze e alle nostre ambizioni. Ci viene costantemente detto cosa possiamo e cosa non possiamo fare, dove possiamo o non possiamo andare, cosa è o non è possibile. Siamo qui per celebrare quelle persone che non vedono alcun limite, le quali credono che quelle barriere siano state create solo per essere distrutte. Loro sono i “Boundary Breakers”. Non permettono a niente e nessuno di definire ciò che sono. E quando cadono si rialzano sempre. Più e più volte. Distruggono gli stereotipi, abbracciano le loro differenze, agiscono soltanto […]

Resta quindi solo una domanda che Skullcandy probabilmente vorrebbe rivolgere ai consumatori: sono disposti anch’essi partecipare al cambiamento?

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