Spam ad ogni costo: effetti e legittimità

Può uno spammer obbligarti a ricevere le sue email "promozionali". Quali sono le conseguenze giuridiche e gli strumenti di tutela?

Spam ad ogni costo: effetti e legittimità

Lo spam, come lo conosciamo oggi, nasce con internet all’inizio degli anni ’90. Non è del tutto chiaro come sia emerso; tuttavia è sicuro tragga spunto da uno sketch del gruppo comico inglese dei Monty Python, risalente al ’70, in cui due avventori di una bettola domandando cosa offra la casa, si rendono loro malgrado conto che ogni pietanza è comicamente incentrata sullo spam (abbreviazione di spiced pork and ham). Lo spam era una marca di carne in scatola che durante l’ultima guerra rappresentò un alimento basilare sia per i civili inglesi, che per i militari alleati, tanto da rimanere vivo nell’immaginario collettivo per decenni.

Oggi, invece, con il termine spam (o spamming) s’intende l’invio, talora massiccio e ripetuto, tramite operatore o con modalità automatizzate, di comunicazioni non richieste (tramite telefono, email, posta etc.), senza che il destinatario abbia prestato il proprio consenso a tale ricezione.

Come agire contro in caso di comunicazioni elettroniche (email) non desiderate?

Beh, anzitutto, è buona norma e regola contattare direttamente il mittente chiedendo la rimozione del proprio recapito dal database (opt-out), esercitando così i diritti riconosciutigli dall’art. 7 del codice privacy.

Se ciò non dovesse bastare, si può ricorrere al Garante per la protezione dei dati personali, ovvero al Giudice ordinario per l’eventuale risarcimento del danno.

Nonostante i significativi strumenti di tutela riconosciuti all’interessato (ovvero colui al quale i dati personali si riferiscono) dal codice della privacy, ancora oggi gli spammer sottovalutano le potenziali conseguenze giuridiche determinate dall’illecito trattamento dei dati personali. Perché di illecito trattamento si tratta!

Come se non bastasse, vi è anche chi (in maniera maldestramente velata) obbliga l’interessato alla ricezione di email promozionali non richieste. Storia di oggi, in breve i fatti:

  • l’interessato riceve l’ennesima email promozionale dall’Azienda/Ente X per cui lavora;
  • l’interessato chiede di essere rimosso dalla mailing list;
  • lo spammer risponde «ma proprio non vuoi lavorare nell’Azienda/Ente X eh :)».

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Tralasciando per un istante i profili e le conseguenze giuridiche di un siffatto illegittimo trattamento, quali credete siano gli effetti da un punto di vista comunicativo e di marketing di una tale risposta? di un tale obbligo a subire lo spamming altrui? 


A firma di: Davide Borelli Contributor
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