ComunicazioneUno spot irriverente e unconventional per la sensibilizzazione sociale

Uno spot irriverente e unconventional per la sensibilizzazione sociale

Checco Zalone, protagonista di uno spot irriverente, invita a sostenere in maniera non convenzionale la ricerca a favore della SMA.

Uno spot irriverente e unconventional per la sensibilizzazione sociale

La pubblicità, se usata con professionalità, può rivelarsi uno strumento profondamente efficace per consentire al brand di emergere sul mercato – nel caso di spot commerciali – e di avere un posizionamento migliore rispetto ai concorrenti. L’obiettivo primario degli spot pubblicitari, infatti, è quello di comunicare qualcosa in modo incisivo, puntando direttamente al consumatore.

La pubblicità, però, non è solo quella commerciale: essa, infatti, può risultare molto efficace anche per campagne sociali e di sensibilizzazione.

A tal proposito è giusto menzionare uno spot che, negli ultimi giorni del settembre 2016, è diventato virale, catturando l’attenzione di molti nonostante diverse critiche ma anche tanti apprezzamenti: si tratta della campagna contro la SMA che vede come protagonisti Checco Zalone e Mirko, un bambino affetto da atrofia muscolare spinale. La raccolta fondi – valida fino all’8 ottobre 2016 – è promossa dalla Onlus fondata da genitori di bambini affetti da questa malattia.

Si è pensato di promuovere la raccolta fondi da destinare alla ricerca in un modo unconventional, facendo ricorso ad un personaggio come Checco Zalone che, con la sua simpatia e il suo essere politicamente scorretto, cerca di strappare un sorriso facendo riflettere sull’importanza della donazione.

Lo spot ha suscitato disappunto oltre che emozione: molti non hanno apprezzato l’ironia su una questione così seria e, in particolare, le critiche sembrano emergere su una sequenza in particolare. Prima di soffermarsi su questo aspetto, però, è opportuno procedere con una analisi dello spot, per comprendere se e perché si tratta di un esempio di comunicazione efficace.

Inquadramento dello spot: aspetti generali

Come già accennato precedentemente, lo spot in questione è relativo ad una campagna sociale promossa per aiutare la ricerca a favore dell’atrofia muscolare spinale, meglio conosciuta come SMA, una malattia che colpisce le cellule nervose del midollo spinale da cui partono i nervi diretti ai muscoli e che trasmettono i segnali motori.
La pubblicità è rivolta ad un pubblico generico  dai bambini, agli anziani, ai professionisti – e mira soprattutto a colpire gli spettatori per l’obiettivo principale, cioè sensibilizzare le persone, smuovere le coscienze, suggerendo l’importanza di un aiuto concreto per la ricerca.
Per rendere il tutto dal forte impatto visivo ed emotivo, come protagonista dello spot – insieme a Checco Zalone – si è scelto un bambino affetto da SMA che, grazie all’assistenza adeguata e all’aiuto quotidiano dei suoi familiari, riesce comunque a condurre una vita dignitosa. Osservare queste scene, provando ad immedesimarsi in quelle difficoltà, dovrebbe generare nella coscienza di ognuno la commozione per una situazione meno fortunata e anche incentivare a donare, con la consapevolezza di agire per una giusta causa.

Un’analisi audiovisiva

Oltre agli aspetti generali che caratterizzano lo spot, altri più specifici permettono realizzare un’analisi più dettagliata.

  • Aspetto sonoro. Oltre alle voci dei protagonisti, si ode in sottofondo una musica molto leggera, appena percepibile, e qualche rumore, come l’urto della carrozzella contro la macchina di Zalone o il suono meccanico della carrozzella stessa. Questi dettagli permettono all’ascoltatore di immedesimarsi per pochi istanti in quella realtà, sentendosi comparse di quelle scene. La musica sembra quasi un carillon e fa sì che lo spettatore resti concentrato sul messaggio: restare attenti e riflettere è l’unica cosa da fare.
  • Aspetto visivo. L’impatto visivo non è da trascurare. I protagonisti dello spot, Checco Zalone e Mirko, interpretano la parte di condomini. Vi è, quindi, uno spunto narrativo che ritrae momenti di vita quotidiana: dai rumori che si sentono dalla casa accanto e quindi l’impossibilità di dormire, al ritardo di Checco nel prendere un areo perché ostruito sulla rampa di scale dalla struttura che consente a Mirko di salire e scendere, fino ad arrivare al posto per l’auto riservato ai diversamente abili, di cui quindi non può usufruire Zalone. Insomma, scene quotidiane che indipendentemente dalla disabilità di Mirko potrebbero accadere a chiunque. Una di queste, in particolare, ha ricevuto diverse critiche: si tratta di quella del parcheggio. L’ironia e l’irriverenza di Checco Zalone non sono state apprezzate; il problema del posto per l’auto per persone diversamente abili, infatti, è un tasto dolente per la società odierna e fare ironia significherebbe sminuire la questione. In realtà, però, all’interno dello spot essa viene utilizzata soltanto come escamotage per creare un nesso con la parte finale dello spot, dove Zalone compone il numero e spiega perché è importante fare una donazione.
  • Aspetto verbale. Il linguaggio utilizzato per uno spot pubblicitario è essenziale. In questo caso specifico vi sono dialoghi tra l’attore e il ragazzino e il linguaggio che viene usato è molto comune, scherzoso in certi punti e accompagnato anche da gesti che non lasciano nulla all’immaginazione. Vi è, inoltre, una voce fuori campo che è proprio quella di Zalone, utilizzata per fare una brevissima presentazione alla scena che sta per avvenire. La parte più importante è sicuramente lo slogan: “45599, io chiamo la ricerca. Aiuta Checco a sconfiggere la SMA!“.

Far sorridere e affrontare diversamente una questione così delicata è sembrata la soluzione migliore per avvicinare gli italiani ad un problema così diffuso ma di cui si parla poco.
Questo, però, non è l’unico spot che ha visto protagonista l’attore: qualche anno fa è stato testimonial della campagna sociale a favore della ricerca sulla polineuropatia sensitivo-motoria sostenendo l’associazione AICMT Onlus (Associazione Italiana Charcot-Marie-Tooth), nella quale esorta a donare fondi per una malattia rarissima che viene trascurata.

Gli spot ed i messaggi sociali che vengono trasmessi sono davvero molti e diventa, dunque, di vitale importanza creare una pubblicità che riesca a catturare l’attenzione delle persone. Diffondere un numero di telefono, proiettare scene che fanno solo da sfondo ad un messaggio annunciato da un volto noto della TV o del cinema potrebbe risultare scontato.
Le persone amano sentirsi parte di qualcosa e il dramma e l’angoscia non sono sempre la chiave giusta per arrivare al loro cuore, anzi spesso portano a reazioni negative. Sorridere e sdrammatizzare, invece, può portare a risultare diversi, evitando così pietismo e retorica.


A firma di: Martina Eboli Contributor
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