Startup in Italia: di cosa hanno bisogno? E cosa si aspettano?

E' nato l'Osservatorio Startupper's Voice, che raccoglie le opinioni delle startup del nostro paese.

Startup in Italia: di cosa hanno bisogno? E cosa si aspettano?

Dopo il boom delle startup di qualche anno fa, la voglia di fare impresa oggi – anche nel nostro paese – è tutt’altro che esaurita. Ma cosa cercano i giovani imprenditori italiani? Cosa si aspettano? E quali sono le maggiori difficoltà che devono fronteggiare?

Per fare il punto sulla situazione è nato l’Osservatorio Startupper’s Voice, ideato da LVenture Groupholding  quotata alla borsa di Milano che nelle startup investe risorse finanziarie e competenze, e  SWG, società che si occupa di ricerche di mercato. Lo scopo è quello di raccogliere le opinioni degli startupper italiani, e i primi risultati sono già stati resi noti.

Contrariamente a quanto si possa credere in un periodo di forte disoccupazione giovanile come quello attuale, la domanda di lavoro che queste nuove imprese avanzano non riesce a coniugarsi con l’offerta, che risulta carente di competenze e know how. Ben il 78% delle startup intervistate (un campione di circa 200 imprese italiane) sta infatti cercando o cercherà a breve personale qualificato, e fatica a trovarlo. Solo il 15% di queste, infatti, dichiara di aver trovato quello che cercava. Le figure maggiormente richieste sono programmatori senior, social media marketer ed esperti in amministrazione e finanza: profili forse elitari e – per questo – spesso già impiegati altrove.

Ma oltre alla scarsità di figure specializzate, altri ostacoli allo sviluppo imprenditoriale sono, a detta degli intervistati, il forte peso della burocrazia (il 63% vorrebbe che diminuisse) e l‘incidenza ancora poco elevata degli investimenti privati (il 27% desidererebbe un aumento in questo ambito).

Le mete preferite per iniziare un’attività sono Londra, San Francisco, Berlino e New York. Ed è soprattutto in America che si trova la mentalità più “imprenditoriale”, secondo la quale il fallimento fa parte del gioco, essendo quasi un prezzo da pagare per poter poi emergere. In Italia, invece, questo pensiero non è ancora condiviso, anche se pian piano sta iniziando a farsi strada.


Pierangelo Polito
A cura di: Pierangelo Polito Autore Inside Marketing
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