Mercoledi 17 Luglio 2019
MacroambienteStartup in Italia: numeri, caratteristiche e ultime tendenze

Startup in Italia: numeri, caratteristiche e ultime tendenze

Qual è la situazione delle startup in Italia? È una realtà radicata o ancora fatica a crescere all'interno dell'economia italiana?


Francesca Paola Esposito
A cura di: Francesca Paola Esposito Autore
Startup in Italia: numeri, caratteristiche e ultime tendenze

Quella delle startup, imprese nuove e innovative, è ormai una realtà molto diffusa. Anche l’Italia mostra di non aver nulla da invidiare agli altri paesi e di essere il bacino di moltissimi incubatori e di progetti decisamente meritevoli. Per conoscere a fondo le startup in Italia, però, è necessario ricorrere a strumenti che permettono la consultazione di dati affidabili e precisi.

Uno di questi è il Registro delle Imprese, che custodisce i dati ufficiali delle varie Camere di Commercio del Paese e mette a disposizione elenchi di aziende registrate filtrabili secondo numerosi parametri. Attraverso il suo impiego, infatti, Viking, un portale per la vendita di materiale da ufficio, ha potuto analizzare più di 10mila startup (precisamente 10.164) e creare una mappatura completa della situazione delle startup in Italia. I risultati sono stati presentati nell’articolo “Analisi delle startup in Italia”.

I settori più gettonati: vincono IT e software

Nonostante il percorso verso la digitalizzazione delle aziende sia ancora lungo, l’Italia mostra di volerci investire sempre di più: ben 4324 startup si occupano di IT, tecnologia e di software. Subito dopo, ma con un netto e visibile distacco sui “numeri”, si colloca il settore della ricerca e dello sviluppo (1355). Il resto dell’elenco si colloca al di sotto delle migliaia: delle imprese coinvolte, 921 si occupano di servizi d’informazione, 306 della produzione di materiale informatico, 262 di attività di consulenza e 259 di architettura o ingegneria. Chiude la lista il settore legato a alloggio e turismo, di cui si occupano solo 15 aziende.

Il successo riscontrato, però, non compensa il fatto di essere tutt’altro che realtà altamente remunerative. Basta infatti pensare che su un totale di 10.164 solo 4000 aziende (quasi la metà del campione) dichiarano un capitale annuo che va dai 5mila ai 10mila euro. A guadagnare più di 5 milioni è praticamente solo una società, mentre 18 aziende guadagnano tra i 2.5 e i 5 milioni.

Le regioni con maggiore concentrazione di startup in Italia

La distribuzione delle aziende non è omogenea. A influire sulla collocazione e la radicalizzazione nel territorio sono, ovviamente, innumerevoli fattori, tra cui: materie prime, servizi, risorse e trasporti. La regione che sembra essere riuscita a coniugare tutti questi bisogni è la Lombardia, che si posiziona al primo posto con una media di circa 2,6 startup ogni 100mila persone. Subito dopo ci sono il Lazio e l’Emilia-Romagna, rispettivamente con 1.142 e 902 startup registrate.

All’interno delle regioni stesse, i capoluoghi, grazie alle loro specifiche peculiarità, mostrano una maggiore o minore tendenza a ospitare queste aziende dal taglio innovativo e originale. Non stupisce quindi avere conferma del fatto che Milano rimane la capitale italiana dell’industria, ponendosi come capofila, seguita da Roma e Bologna.

Startup e gender: quante donne founder e CEO in Italia?

È importante, perché un’analisi sia realmente completa, dare un occhio alle menti che si nascondono dietro ai singoli progetti. Soffermandosi sul genere, il numero di donne CEO, in Italia, è ancora troppo basso: solo 453 donne guidano, da sole, una startup, costituendo solo il 4,4% del campione. Si tratta però di casi in cui alla gestione dell’azienda vi è una sola figura. In altre circostanze la situazione è mista, ma rimane necessario puntare a un continuo miglioramento.

In tal senso la Lombardia conquista un ulteriore primato: 264 delle quasi 3000 aziende presenti sul territorio hanno tra i capi una donna. Il settore che canalizza maggiormente questa tendenza è quello dell’artigianato.

Ulteriori dati sulle startup secondo i criteri di età, nazionalità e titolo di studio

Altri criteri che hanno permesso una mappatura dettagliata della situazione delle startup in Italia sono età, nazionalità e titolo di studio. I giovani scalpitano, ma costituiscono ancora un numero limitato proporzionato al numero di imprese prese ad esame: solo 811 startup hanno giovani alla propria guida, mentre 1.046 hanno quadri, CEO e fondatori di età miste.

Stesso discorso vale per gli stranieri, in numero decisamente minore rispetto agli italiani: i CEO sono solo 125. Una loro maggiore presenza è registrata sempre in Lombardia, che può vantare un altissimo tasso di eterogeneità nelle proprie strutture gerarchiche, senza mostrare tendenze stagnanti e non includenti.

Il titolo di studio, invece, non costituisce un fattore discriminante: il 75% non ha frequentato l’università o ha solo la laurea triennale e solo 2.623 startup contano capi laureati magistrali o che hanno conseguito il dottorato.

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