Venerdì 15 Novembre 2019
Dalle AziendeCon un buon sito e una buona strategia SEO si vince la sfida della digitalizzazione: parola di Meta Line

Con un buon sito e una buona strategia SEO si vince la sfida della digitalizzazione: parola di Meta Line

Ogni soggetto alle prese con la digitalizzazione dovrebbe partire da strutturare bene sito web e strategia SEO: i consigli di Meta Line.


Redazione
A cura di: Redazione
Con un buon sito e una buona strategia SEO si vince la sfida della digitalizzazione: parola di Meta Line

Far accadere le proprie idee è spesso la sfida più grande per aziende, imprenditori, liberi professionisti, soprattutto oggi che la digitalizzazione impone di curare strategicamente ogni aspetto anche della propria presenza online e distinguerla da quella dei competitor in vista di obiettivi precisi come, prima tra tutti, la crescita aziendale. Un buon sito – veloce, performante, ben ideato quanto ad architettura dell’informazione – è ancora una priorità in questo senso? Il dubbio può sorgere spontaneo, specie a chi non pratichi quotidianamente marketing e strategie digitali. Proprio per questo la risposta a un altro interrogativo piuttosto comune tra imprenditori e aziende che stanno per intraprendere un percorso di digitalizzazione, se occuparsi in house dei principali step o esternalizzarli a professionisti specializzati, è semplice: meglio affidarsi ad agenzie come Meta Line che possono vantare anni di esperienza quando si tratta di supportare brand, aziende, soggetti B2C e B2B e chiunque abbia in mente un progetto di diversa natura nel percorso di digital transformation.

L’importanza di una buona strategia SEO davanti alle sfide della digitalizzazione

Chiedere una consulenza a realtà come queste significa appunto scoprire che, sì, un buon sito web è ancora essenziale per chi ha un’idea di business e vuole farla crescere. Così come essenziale è investire su una buona strategia SEO come ribadisce Marco Ronco, co-titolare dell’agenzia, digital marketing specialist e tra i primi in Italia a occuparsi di formazione in campo SEO appunto.

Cosa significa fare SEO nel 2019 e chi (piccole e medie imprese, aziende e fornitori di servizi B2B, liberi professionisti, eccetera) non può proprio farne a meno ?

Fare SEO oggi significa soprattutto comprendere gli intenti di ricerca per intercettare le persone giuste al momento giusto. Dall’introduzione dell’algoritmo di RankBrain nel 2015, che si occupa di identificare i comportamenti degli utenti e le loro intenzioni di ricerca, Google è diventato sempre più abile nell’identificare cosa cercano le persone a seguito di una query; un errore che vedo spesso commettere da chi fa SEO è la tendenza a ragionare per parole chiave, ma non è così che ragionano i motori di ricerca. Se una volta era sufficiente scrivere un testo applicando le comuni best practice di ottimizzazione on page, ora occorre prestare più attenzione a cosa vogliono le persone.

strategia SEO google engineers

strategia SEO Rankbrain

Fonte: backlinko.com

 

Ecco un esempio pratico: se facciamo una ricerca in incognito su una keyword competitiva come «addominali», scopriamo che i primi siti che si posizionano parlano di «X esercizi per una pancia piatta» o «Errori da evitare quando si fanno addominali» oppure contengono brevi tutorial video o fotografici. Cosa ne deduciamo? Che le persone che cercano «addominali» cercano un modo veloce per farli, possibilmente illustrato per capire meglio. Google cerca di promuovere sempre di più questo tipo di contenuti e testa i risultati che egli stesso presenta mostrandoli in posizione diverse, in momenti diversi. Lo scopo diventa quindi capire quello che vogliono le persone e dare loro quel tipo di contenuto.

Penso che nessuno dovrebbe fare a meno della SEO: sicuramente esistono altre opportunità, come i social e altri tipi di canali per acquisire traffico in target, ma perché precludere uno specifico canale? Sicuramente posizionarsi nelle SERP non è sempre facile, vi sono settori più competitivi di altri; con un’accurata analisi delle long tail keyword, ossia ricerche super-nicchiate e specializzate, è molto probabile riuscire a trovare un segmento di mercato meno concorrenziale, sul quale fare affidamento per posizionare le proprie pagine grazie alla SEO.

Attraverso una buona strategia SEO si possono davvero aumentare le vendite e, più in generale, che tipo di lead concreti si riescono a ottenere?

Certo che sì, si possono aumentare le vendite con la SEO, a patto di capire quando questa è effettivamente utile: a differenza di quanto accade su Facebook, dove veniamo interrotti dalla pubblicità mentre non stiamo cercando attivamente, quando apriamo Google è perché abbiamo un problema da risolvere, un interesse o una esigenza da soddisfare. Ed è proprio in fase di ricerca diretta che Google e la SEO ci aiutano.

Tuttavia, a meno che non si tratti di keyword transazionali, cioè parole chiave che indicano un chiaro intento di acquisto o la propensione alla conversione, è raro che indirizzare gli utenti direttamente a una pagina di vendita tramite SEO o inserzione si concluda con l’acquisto immediato. Le persone si informano in maniera autonoma e hanno bisogno di vederci più volte prima di essere pronte ad acquistare.

strategia SEO lead generation

Fonte: McKinsey & Digital Marketing Agency

Vi riporto un esempio di una campagna fatta per un cliente che opera nell’editoria indipendente nell’ambito della nutrizione e del fitness: abbiamo tracciato tutti gli utenti che entravano nella pagina del sito relativa al bodybuilding e li abbiamo poi “nutriti” con altri contenuti informativi e, solo alla fine, dopo che avevano dimostrato interesse e sono stati informati più volte sul contenuto, abbiamo inserito la spinta commerciale per l’acquisto del libro specifico su quell’argomento. In questo caso il ruolo della SEO è stato quello di aiutare il cliente a farsi trovare nel momento in cui le persone cercavano risposta a un’esigenza specifica come saperne di più sul bodybuilding.

strategia SEO esempio campagna Meta Line

Il retargeting su Facebook o Google Ads ci ha poi permesso di fare una pubblicità altamente targettizzata sulle ricerche fatte da questi utenti. Se riusciamo a intercettare i potenziali lead con la SEO partendo dalla parte bassa della loro piramide dei bisogni, li coltiviamo con altri contenuti e infine li agganciamo con il retargeting pubblicitario, siamo in grado di ottimizzare i costi, incrementare i risultati e attirare lead qualificati. Nel lungo periodo abbiamo potuto constatare come questa strategia sia stata per il cliente molto più economica e redditizia rispetto a una forma di adv tradizionale pura e semplice.

Quanto è importante impostare una strategia SEO già dal momento in cui si pensa all’architettura del sito web, di cosa è fatta e quali sono i principali errori da evitare?

È sicuramente importante avere già l’architettura del sito in mente prima di realizzare il sito completo. L’architettura, definita anche architettura a silos, è quella che permette al motore di ricerca di comprendere in modo facile e veloce i contenuti del nostro sito senza sprecare crawl budget.strategia SEO e architettura sito

Siamo portati a pensare che un colosso come Google abbia risorse pressoché infinite, ma non è così. A ogni sito viene assegnato un determinato “budget” di crawling con cui il motore di ricerca andrà a scansionare un numero finito di pagine. Troppi errori 404 nel sito o troppe pagine inutili che disperdono la navigazione vanno a erodere sempre più questo budget. Ciò significa che prima di vedere indicizzate le nostre pagine potrebbe passare anche molto tempo. Una corretta architettura a silos permette quindi di migliorare allo stesso tempo il crawl budget e il posizionamento delle pagine del sito, creando correlazioni semantiche tra contenuti, categorie e tag. E questo è proprio l’argomento di cui parlerò durante il workshop che terrò il 5 novembre a SMXL durante The XL Searchers, il bootcamp di workshop presieduto da Francesco Margherita.

Fare SEO in house Vs affidarsi ad agenzie o professionisti: qual è la scelta migliore in quale occasione e perché?

La differenza la fa il mercato che si vuole approcciare. Mi spiego: se si opera in un mercato semplice o locale, in città medio/piccole o con prodotti per i quali non c’è molta competizione, allora si può anche pensare di fare il lavoro in casa. Ci si informa attraverso corsi o libri e se non vi è competitività è possibile anche ottenere buoni risultati. Ovviamente occorre dotarsi degli strumenti necessari, come le SEO suite online in abbonamento. Per identificare la competitività delle parole chiave ci si può aiutare ad esempio con strumenti come SEOZoom o SEMrush. Invece, se operiamo in un mercato dove c’è più competizione, dove c’è qualcuno che sta già lavorando bene lato SEO o dove la competitività delle keyword è alta, allora ha senso affidarsi a dei professionisti capaci di guidare il cliente ed evitargli errori o sprechi di tempo nell’acquisizione di tecniche che loro conoscono già e sanno come impiegare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Iscriviti alla newsletter! Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e recensione libri
Potrai anche usufruire di offerte esclusive per libri, eventi e corsi.

Iscriviti
© Inside Marketing 2013 - 2019 è un marchio registrato ® P.iva 07142251219
×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

loading
MOSTRA ALTRI