Dieci strategie da adottare per migliorare la brand reputation

Durante il webinar di Digimind sono state illustrate le strategie più utili per creare engagement online e migliorare la brand reputation.

Dieci strategie da adottare per migliorare la brand reputation

Oggi la reputazione aziendale viene costruita sempre di più sui social network dove è possibile instaurare importanti legami con il consumatore e creare delle brand community. La capacità di generare conversazioni su prodotti o servizi offerti dall’azienda può risultare fondamentale per aumentare le vendite e, per questo motivo, investire nel miglioramento della customer experience – indirizzando le discussioni nel modo giusto – può fare la differenza. A questo proposito Digimind – azienda che si occupa della creazione e dello sviluppo di attività di social monitoring e competitive intelligence, attraverso l’utilizzo di software specifici, per valutare la brand reputation – nel corso del webinar “Social Media: Best Strategies for Brand Success“, tenutosi il 3 novembre 2016, ha elencato diverse strategie atte proprio a migliorare la reputazione, aumentando il coinvolgimento dei consumatori.

Daniel Spilsbury, speaker del webinar e Account Manager dell’azienda, ha sottolineato l’importanza delle attività di listening per i brand che non devono, quindi, trascurare il monitoraggio delle conversazioni che li riguardano su social media, blog e forum. In particolare è necessario soffermarsi su cinque aspetti essenziali: chi parla del brand, quando e dove lo fa, perché parla e cosa dice. A questo scopo software di analisi possono risultare essenziali per rilevare ognuno di questi elementi.

Di seguito dieci strategie che possono rivelarsi utili per un percorso aziendale di successo:

1. STORYTELLING

10 Strategie per il successo del brand

Partendo dal concetto di storytelling, Daniel Spilsbury ha spiegato che le storie permettono di «tirare fuori la personalità del brand», aspetto incredibilmente positivo, perché le persone se coinvolte dalla storia vengono poi attratte dal brand associato a quel racconto. È importante «renderlo personale», affinché i consumatori si identifichino in esso e, di conseguenza, diano un feedback all’azienda. Un modo per metterlo in atto in maniera efficace è fornire delle informazioni o delle curiosità che abbiano un impatto sulla quotidianità degli utenti, come ha fatto Sainsbury’s, la catena di supermercati del Regno Unito.

2. DISTINZIONE TRA I DIVERSI CANALI

Bisogna tener conto del fatto che i diversi canali possono essere funzionali a scopi e target diversi. Per questo motivo è necessario scegliere il contenuto adeguato ad ogni piattaforma social. Lo speaker del webinar ha spiegato, ad esempio, che Facebook è il canale ottimale per aumentare il coinvolgimento degli utenti e, per questo motivo, è quello più adatto all’inserimento di contenuti da condividere, come ad esempio i “friendly content”, con link esterni o video. Twitter invece richiede la condivisione di contenuti «ricchi e molto brevi», tenendo ben presente che il tweet perfetto deve avere un link e degli hashtag. Per quanto riguarda Instagram, invece, è naturale che i contenuti debbano essere adatti ad una piattaforma più «visuale», fornendo «una visione artistica delle cose».

Considerando che l’elaborazione delle immagini avviene nel nostro cervello in maniera molto più veloce rispetto a quella delle parole, Digimind ha segnalato l’importanza di un loro uso strategico. Se esse, infatti, sono accattivanti c’è una maggior probabilità che l’utente si fermi a leggere poi il contenuto. In generale, il contenuto condiviso sul web è sempre più visivo e non va sottovalutata questa tendenza, usando appunto le immagini per far risaltare il testo e, dunque, il messaggio che si intende comunicare.

3. ANALISI DELL’AUDIENCE

Un altro importante compito è l’analisi dell’audience che intendiamo raggiungere. Ovviamente a seconda del target dovrà cambiare la strategia da adottare. In più risulta utile a tale scopo individuare gli influencer che potranno dare un’importante spinta a livello di condivisione e visibilità.

4. USO DEI BIG DATA

I Big Data sono essenziali per svariati motivi, tra cui la definizione del target, l’analisi delle abitudini dei consumatori e la rilevazione di trend. 10 strategie per il successo del brandA tal proprosito Digimind ha consigliato di far leva sui trend attraverso il newsjacking, cioè riprendendo fenomeni, eventi o avvenimenti del momento all’interno di spot e campagne di comunicazione, cercando di trasmettere il messaggio, quindi, in maniera creativa, originale e al passo con i tempi. L’azienda nel webinar ha mostrato la pubblicità di Kit Kat che ha ripreso un argomento abbastanza discusso nell’arco del 2015, cioè il difetto dell’iPhone 6 Plus che ha portato alla facile rottura (break) del display. L’azienda ha deciso di collegarsi a questo avvenimento con il proprio slogan “Have a break, have a Kit Kat“.

È necessario, però, utilizzare questa strategia in maniera attenta, poiché riprendere argomenti che possano urtare la sensibilità del pubblico, come catastrofi naturali o attentati terroristici, può diventare controproducente, generando discussioni che possono danneggiare la reputazione del brand.

5. ESSERE INFORMATI

È necessario, per una corretta strategia, essere aggiornati su tendenze, strategie dei competitor, cambiamenti del mercato, opinioni del consumatore ma anche – come sottolineato in precedenza – sugli ultimi eventi sia nel contesto di riferimento (quello che ha a che fare direttamente con l’azienda) sia a livello globale. Mantenersi aggiornati permette di evitare sorprese, come cambiamenti radicali dei trend che potrebbero invece essere anticipati attraverso il «monitoraggio di eventi chiave», come ha spiegato l’Account Manager di Digimind.

6. VALORIZZARE L’AUDIENCE

La fiducia dei consumatori è alla base del successo di qualsiasi brand; per questo motivo bisogna curare il rapporto azienda-cliente, valorizzando il proprio target in maniera personalizzata e sistematica. È necessario, quindi, seguire una serie di attività, tra cui fornire feedback ai consumatori, rispondendo anche alle critiche, oppure suggerimenti su pagine social, blog o forum. Il target di riferimento, così, si sentirà non solo apprezzato e tenuto in considerazione dall’azienda, ma anche parte del processo di miglioramento del brand. Può essere utile, quindi, adottare una strategia di user generated content per la costruzione o il consolidamento della brand reputation.

7. VALORIZZARE LO STAFF

I dipendenti dovrebbero essere i primi a promuovere i prodotti e le idee dell’azienda per cui lavorano ed è probabile che questo avvenga se essi si sentono parte integrante del progetto nonché utili alla crescita. Occorre, quindi, che vengano create condizioni tali da permettere ai dipendenti di sentirsi stimolati professionalmente e anche di crescere e formarsi.

8. ANTICIPARE TREND

Anticipare i trend può essere molto utile, soprattutto per una ricorrenza come il Natale. Si potrebbero monitorare – come ha suggerito Digimind – le keyword associate ai brand utilizzate con più frequenza nei mesi che precedono le festività. Così è possibile comprendere le preferenze dei consumatori, ad esempio che tipo di prodotti cercano e quali bisogni intendono soddisfare.

9. BENCHMARKING

Le attività di benchmarking permettono all’azienda di definire il proprio posizionamento sul mercato rispetto ai competitor. Le analisi effettuate consentono di capire i punti di forza e i punti di debolezza del brand, ma anche quali strategie bisogna mantenere o cambiare, per una continua evoluzione e un progressivo miglioramento delle diverse attività.

10. ANIMAZIONE

L’uso di GIF o di qualsiasi altro tipo di animazione è molto apprezzato e sempre più usato dagli utenti per cui è necessario che il brand includa anche questa tra le proprie strategie comunicative per arricchire e diversificare i contenuti, rendendoli più friendly e creativi.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing
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