MacroambienteAnche gli utenti comuni potranno taggare i prodotti su Instagram: la novità che guarda al social commerce

Anche gli utenti comuni potranno taggare i prodotti su Instagram: la novità che guarda al social commerce

A partire dagli Stati Uniti e in roll out progressivo, una nuova impostazione permetterà agli utenti comuni di taggare prodotti su Instagram.

Consapevole che spesso si prende ispirazione per i propri acquisti da amici e persone comuni che si seguono su Instagram, la piattaforma ora testa la possibilità di estendere a tutti la funzione per taggare prodotti.

Non più solo account business e content creator professionisti: presto tutti gli iscritti potranno taggare prodotti su Instagram per suggerire a chi li segue un nuovo brand di scarpe e borse vegan friendly, la casa di make-up appena scoperta che ha in catalogo solo trucchi con i colori di tendenza del momento, la poke bowl più buona del quartiere, per fare alcuni esempi.

Testate di settore e utenti ben noti per essere sempre pronti a svelare in anteprima le novità in arrivo sui social si erano accorti, infatti, già nei giorni scorsi che alcuni instagrammer americani visualizzavano una nuova impostazione per taggare nei post su Instagram i prodotti[1] esattamente come si possono taggare le persone presenti nelle foto. La conferma è arrivata, poi, dal team di Meta: la possibilità di taggare prodotti su Instagram sarà estesa a ogni iscritto[2], per il momento solo negli Stati Uniti e con un roll out progressivo com’è stato spesso per le novità di casa Zuckerberg.

Taggare i prodotti su Instagram: come sarà possibile per gli utenti comuni

L’unico requisito per poter taggare i prodotti nei propri post è che gli stessi siano disponibili nei negozi Instagram dei brand di riferimento.

taggare prodotti su Instagram

Fonte: The Verge

Come precisa tra gli altri The Verge, le aziende riceveranno una notifica ogni volta che un loro prodotto viene taggato dagli utenti su Instagram, anche dal momento che gli stessi post saranno visualizzati sul profilo aziendale nella sezione relativa ai post in cui si è taggati e potranno così segnalare se qualcosa non va, oltre che eventualmente decidere di disattivare a priori la possibilità di essere menzionati.

La possibilità estesa a tutti di taggare prodotti nei post e le strategie di Instagram per incentivare il social commerce

Basta un po’ di familiarità con le dinamiche tipiche degli ambienti digitali e un’occhiata ai più recenti social media trend per capire perché Instagram ha deciso di cominciare a estendere anche agli utenti comuni la possibilità di taggare prodotti su Instagram. È online che sempre più spesso si cerca ispirazione per i propri acquisti. Sui social agiscono meccanismi fiduciari tali per cui non è detto che ci si fidi solo dei consigli di esperti o testimonial vip; anzi, spesso è più facile immedesimarsi in utenti comuni o che facciano parte delle proprie cerchie, ossia i famosi micro influencer e nano influencer che le aziende coinvolgono sempre più spesso nelle proprie campagne di influencer marketing . In più comprare sui social è già un’abitudine per molti e il social commerce costituirà presto una buona fetta del fatturato ecommerce .

Fin dall’introduzione nel 2016 dei primi shoppable post e poi con passaggi intermedi che hanno visto man mano la possibilità di taggare i prodotti anche nelle Storie e quella di arrivare al momento del check-out senza mai uscire da Instagram, l’obiettivo della piattaforma sembra essere stato in questo senso quello di rendere quanto più fluida e nativa possibile l’esperienza di acquisto sui social.

Ora che si può scoprire con un semplice tap di che marca sono, in quante varianti sono disponibili, quanto costano quegli orecchini particolari visti indosso a un’amica e consapevoli che basta sempre un tap per acquistare direttamente le cuffie antirumore tanto consigliate dal vicino di scrivania, non sarà necessario interrompere la propria esperienza su Instagram per scoprire nuovi prodotti o per fare shopping: l’obiettivo è più prioritario di quel che si possa immaginare per una piattaforma che di fatto monetizza il tempo che le persone trascorrono connesse, oltre che le attività che compiono quando sono connesse.

Sicuramente anche numeri come quelli che parlano della popolarità degli shoppable post possono aver contribuito a convincere Instagram in questa mossa: anche prima che la piattaforma estendesse a tutti la possibilità di taggare i prodotti nei post c’erano persone (circa un milione e mezzo), come sottolinea The Verge, che taggavano almeno un prodotto alla settimana su Instagram.

Nel futuro di Instagram c’è un programma di affiliate marketing?

Più difficile è dire se sia questa una di quelle novità Instagram intese a favorire la creator economy, cioè a far sì che chi produce contenuti per Instagram e lo fa per professione possa guadagnare.

Una portavoce di Meta ha assicurato alla stessa testata che al momento non è prevista alcuna percentuale da corrispondere all’utente in caso di acquisti effettuati seguendo il tag dei prodotti nei propri post. Dalla compagnia, però, stanno effettivamente testando con un cerchia ristretta di creator un programma di affiliate marketing che solo in futuro e se i risultati saranno soddisfacenti potrà riconoscere una commissione a chi avrà taggato dei prodotti nei propri post Instagram e da questi generato conversioni.

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