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MacroambienteDalla blockchain all’intelligenza artificiale: i tech trend su cui puntare nel 2022

Dalla blockchain all'intelligenza artificiale: i tech trend su cui puntare nel 2022

Non solo metaverso: dalla blockchain all'intelligenza artificiale con le sue numerose applicazioni, uno sguardo ai principali tech trend 2022.

Per aziende, soggetti pubblici, privati sarà indispensabile quest'anno familiarizzare con soluzioni tecnologiche come AI, blockchain, realtà aumentata: ecco i principali trend tech per il 2022.

Ci sono direzioni verso cui si muoverà la tecnologia piuttosto facili da indovinare: gli smart glasses nati dalla partnership tra Facebook e Ray-Ban[1] suggeriscono un futuro imminente fatto di dispositivi per la realtà aumentata e la realtà virtuale sempre più commerciali, accessibili nel prezzo e destinati a raggiungere per questo massa critica e questo è solo un esempio tra i numerosi possibili. Altri sviluppi in campo tecnologico avranno un impatto più strategico sui business e sulle persone certamente, ma anche su istituzioni e gestione della vita pubblica e, non a caso, soprattutto a questi guardano esperti e addetti ai lavori quando a provano a prevedere i tech trend 2022.

La blockchain protagonista del futuro imminente della tecnologia

Secondo il Future Today Institute – FTI un tema centrale per la tecnologia nel 2022 sarà la decentralizzazione. Si proveranno a decentralizzare la finanza, i social network, i sistemi di distribuzione di merci e servizi e ciò avrà vantaggi soprattutto in termini di sicurezza e invulnerabilità dei sistemi decentralizzati.

In ambito aziendale risultato della decentralizzazione saranno, come mettono in evidenza anche i tech trend 2022 analizzati da Gartner, le cosiddette distributed enterprises[2], cioè letteralmente delle “imprese distribuite” in cui le tecnologie digitali giocano un ruolo chiave nel dar forma tanto all’esperienza di dipendenti e forza lavoro, quanto ai touchpoint che permettono di raggiungere clienti e consumatori finali. Fattori contingenti, come il fatto che per far fronte a nuove ondate di contagio causate dalle più recenti varianti del coronavirus in molti sceglieranno di continuare a lavorare in remote working e di spostarsi con mezzi alternativi, renderanno con ogni probabilità vincente il modello delle distributed enterprise.

Decentralizzare e distribuire fanno rima, però, da un punto di vista operativo soprattutto con blockchain e non è un caso che la “catena bloccata” sia protagonista di molte previsioni tech per il 2022. Secondo Deloitte quelli a venire saranno i mesi in cui

«la blockchain e le piattaforme DLT [acronimo di distributed ledger technology] aiuteranno le aziende a reimmaginare come dar vita alla propria identità e gestirla insieme al proprio brand, ai dati che hanno a disposizione, al copyright e alle certificazioni professionali e qualsiasi altro asset fisico o digitale».

Di possibili applicazioni della blockchain ne esistono di popolari e spesso sotto i riflettori della cronaca, come le criptovalute e come sono diventati più di recente gli nft per esempio. Come però precisano molti degli esperti a cui FastCompany ha chiesto di definire quali saranno i principali tech trend 2022, la blockchain ha più applicazioni e in più campi di quanto comunemente si immagini: dalla finTech alla gestione delle filiere nei settori produttivi più diversi, solo per fare due esempi.

Usare la tecnologia per prendersi cura dei dati e della sicurezza digitale sarà un must nel 2022

La blockchain fungerà da tecnologia abilitante anche per il cosiddetto web 3.0: è «una versione del web che […] restituisce la proprietà dei dati in mano agli utenti», scrivono da FastCompany provando a riassumere uno degli aspetti più centrali nella complessa definizione di cos’è il web 3.0[3] e come funzionerà. È probabile che questa nuova evoluzione del web sarà qualcosa di molto vicino al web semantico e al web geospaziale che i fondatori della Rete hanno immaginato già da tempo.

Il focus sui dati dipende, però, da due forze per molti versi opposte. Come sottolinea Deloitte, sarà strategico per ogni tipo di organizzazione «sbloccare valore» dalla grande mole di dati che si ha a disposizione: ciò implica la necessità di rendere più semplice e immediata la condivisione delle informazioni e, aggiunge Gartner, l’approccio più funzionale potrebbe essere in vista di questo obiettivo quello dei data fabbric, ossia sistemi che garantiscono un’integrazione «flessibile e resiliente» dei dati presenti sulle diverse piattaforme e recuperabili da queste, rendendoli disponibili ovunque e indipendentemente dalla loro localizzazione originaria e abbassando – secondo alcune stime fino al 70% – sforzi e investimenti necessari in data management.

D’altro canto non si può ignorare, però, che sempre più stati, enti e istituzioni hanno posto – e continueranno a farlo in futuro – l’attenzione sui dati dei cittadini e sulla loro integrità emanando regolamenti, norme, principi di autodisciplina ad hoc: anche preservare i dati, servendosi dell’aiuto della tecnologia, sarà tra i tech trend 2022 e, come precisa Gartner, il privacy-enahancing computing, ossia tecniche di analisi e computazione dei dati con protezioni aggiuntive per integrità e riservatezza degli stessi, potrebbe essere una soluzione win-win.

Alla tecnologia, azzardano ancora gli esperti interpellati da FastCompany, sotto molti punti di vista sarà attribuito nei mesi che vengono il compito di «aggiustare Internet». Un tema centrale continuerà a essere, quindi, anche nel 2022 come la tecnologia e le sue applicazioni possano migliorare la cybersecurity e lo sarà a ridosso di un periodo in cui la pandemia non ha fatto che moltiplicare rischi e insidie informatici sia per i singoli utenti e sia per imprese e soggetti istituzionali.

Ancora secondo Gartner, una possibile soluzione viene da architetture capaci di integrare diversi sistemi e diverse soluzioni di sicurezza cosiddette self-standing allo scopo di ottenere quanta più protezione possibile contro ogni rischio informatico. Per Deloitte, invece, la soluzione contro ransomware, attacchi alla supply chain e a terze parti e altri più comuni rischi informatici è soprattutto nella cyber AI: l’intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity permetterà alle organizzazioni non solo di rispondere più velocemente agli attacchi, ma anche e soprattutto di prevenirli con largo anticipo attraverso una più efficiente analisi dei rischi.

Perché (e come) l’intelligenza artificiale guida i tech trend 2022

Più in generale l’intelligenza artificiale gioca da protagonista tra i tech trend 2022 grazie alle sue «enormi implicazioni in praticamente ogni business», come ha scritto il già citato Future Today Institute. Guardare alle principali tendenze per l’AI nel 2022 permette ad aziende, marketer e ogni altro soggetto di farsi meglio un’idea su perché e come conviene investire oggi in intelligenza artificiale.

I mesi a venire saranno in particolare quelli della cosiddetta generative AI, come sottolinea anche Gartner, ossia un’intelligenza artificiale capace di “imparare” da dati e informazioni già a sua disposizione e dar vita a nuove creazioni simili a quelle “modello”, ma in tutto e per tutto originali: le applicazioni più comuni della generative AI saranno, non a caso, nel campo dei contenuti.

Secondo gli esperti intervistati da FastCompany, il 2022 sarà però anche l’anno «del fai da te nell’AI»: una certa familiarità con questo tipo di tecnologie e con le loro applicazioni permetterà anche ai semplici utenti di personalizzarle a seconda delle proprie necessità e delle proprie preferenze e, perché no, persino di addestrare gli assistenti digitali che le sfruttano. Sempre più prioritari però, parlando di AI, secondo il FTI saranno anche temi come trasparenza, inclusione, bias: è tempo di cominciare a pensare a un’etica per l’intelligenza artificiale.

Regolamentare, automatizzare, responsabilizzare saranno parole chiave per la tecnologia nel 2022

Più che quelli passati, quelli che verranno saranno mesi di regolamentazione per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche e le loro applicazioni: è una previsione sui cui concorda la maggior parte degli addetti ai lavori.

Preludio ne sono state le deposizioni davanti al Congresso di Mark Zuckerberg e altre figure chiave all’interno di Meta quando i leak contenuti nei cosiddetti Facebook Papers[4] hanno insinuato che dalla compagnia fossero perfettamente consapevoli dei potenziali effetti dannosi dei propri servizi di punta sulla salute mentale degli utenti più giovani soprattutto o, prima ancora, la complessa e infinita guerra contro TikTok di Trump, ma anche – come fa notare il FTI – il tentativo di Pechino di sfruttare la posizione dominante che hanno compagnie come Baidu, Alibaba, Tencent nel mondo dell’ ecommerce e del gaming come grimaldello diplomatico e di politica estera.

Mentre l’attenzione dei media è catalizzata dal metaverso , senza dubbio tra i tech trend 2022 impossibili da ignorare, e le aziende si sforzano ad automatizzare o a «iperautomatizzare», come scrive Gartner, quanta più parte possibile dei processi al loro interno, ci sono questioni teoriche non meno importanti da affrontare.

Per esempio, occorrerà comprendere come rendere la tecnologia più sostenibile in un mondo costretto a fare i conti con il cambiamento climatico, con un Overshoot Day simbolo dell’esaurimento delle risorse disponibili che ogni anno cade sempre prima sul calendario. Come sottolinea FastCompany, la buona notizia è che non sono poche le startup innovative la cui idea di business è incentrata proprio sull’uso delle tecnologie per migliorare le condizioni del pianeta e dei suoi abitanti e, aggiunge il FTI, geoengineering – intesa proprio come processi ingegneristici che facciano bene alle condizioni di vita sulla Terra – potrebbe essere una delle keyword per lo sviluppo tecnologico nel futuro.

Anche quella della eHealth, ossia contribuito che le tecnologie possono dare per la salute e il benessere delle persone, sarà una questione sempre più centrale. I quasi due anni di pandemia hanno mostrato con evidenza, infatti, quanto importante sia, oltre a investire in cure e trattamenti altamente innovativi come sono gli stessi vaccini a mRNA come ricorda ancora il FTI, disintermediare il rapporto medico-paziente e strutture sanitarie-paziente per rendere più efficienti le prestazioni delle prime, ma anche recuperare la centralità del secondo.

Buone opportunità verranno nell’immediato futuro proprio dall’applicazione delle novità high tech in ambito sanitario (in parte vengono già, come dimostra tra l’altro una case history italiana, quella del portale So.Re.Sa premiato a SMAU Napoli 2021, per la gestione automatizzata e innovativa di dati e fascicoli sanitari durante l’emergenza coronavirus).

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