Tecnologia e sociale: un aiuto all'autismo

È indubbio e necessario l’aiuto che la tecnologia offre a varie campagne di sensibilizzazione, come quella per l'autismo.

Tecnologia e sociale: un aiuto all'autismo

Nel contesto attuale, pervaso da cambiamenti e miglioramenti apportati dallo sviluppo delle tecnologie e dal loro utilizzo, risulta auspicabile un loro impiego anche per problematiche sociali e patologie serie e di grande risonanza, come ad esempio l’autismo.

La Rai è stata premiata per lo spot – diretto da Andrea Tubili – realizzato in occasione della giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo, che cade il 2 aprile, durante  la cerimonia del 16 marzo a Barcellona.

Lo spot riesce a trasmettere in maniera efficace la caratteristica fondamentale dell’autismo e cioè chiudersi nel proprio guscio, distaccandosi dalla realtà. La pubblicità è difatti incentrata su un bambino che – manifestando la sua difficoltà nel prendere dei pastelli per colorare – si chiude in se stesso, rifugiandosi in un mondo completamente suo che lo esclude dall’esterno. Viene però offerta una speranza: la madre disegna un cuore sulla bolla che separa il bambino dal mondo che lo circonda, inducendolo a ricambiare quel gesto di amore con un altrettanto affettuoso gesto, consentendole cioè di entrare nel suo mondo.

Lo spot mostra come l’utilizzo di nuove tecnologie – quindi anche lo sviluppo di altri canali di divulgazione, tra cui Facebook, Twitter, YouTube  possa promuovere in maniera efficiente  la sensibilizzazione all’autismo.

Lo sviluppo dei new media, infatti, diviene un importante input per la realizzazione di campagne sociali di promozione, sempre più creative ed originali, che puntano a smuovere le coscienze, sensibilizzandole a una problematica seria come l’autismo.

Nello specifico, lo spot della Rai diviene il giusto mezzo attraverso il quale ricevere nell’immediato informazioni su questa patologia. Difatti offre a chi lo osserva già una prima, necessaria ed indispensabile chiave di lettura, mostrando l’introversione in cui si rinchiudono coloro che soffrono di autismo, ma anche la speranza di riuscire ad abbattere il muro di isolamento, valorizzando le straordinarie abilità che queste persone posseggono.

L’autismo è una patologia che si manifesta principalmente nella sfera relazionale, per cui chi ne soffre è incapace di instaurare e mantenere delle relazioni stabili e soddisfacenti con gli altri. Nei casi più gravi comporta anche serie difficoltà intellettive e motorie, ma altresì “dona” alla persona in questione una straordinaria attenzione ai dettagli, nonché un’accentuata immaginazione.

Da ciò si capisce quanto sia indispensabile poter eseguire un’analisi accurata sia delle difficoltà che delle risorse e potenzialità da cui partire per poter aiutare chi soffre di autismo a condurre una vita “normale”, a gestire autonomamente i bisogni fondamentali e primari, necessari alla sopravvivenza. Lo spot della Rai mostra quanto un aiuto concreto possa essere utile a chi soffre di questa patologia.

Emerge con chiarezza, dunque, quanto le nuove tecnologie e i new media possano contribuire allo sviluppo di conoscenza e consapevolezza dell’autismo, grazie ad una lettura in chiave creativa e originale, puntando ad una corretta e migliore “gestione”.


Giuliana Maria Volpe
A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing
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