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Tecnologie indossabili per migliorare la produttività a lavoro

Le tecnologie indossabili sembra migliorino produttività e benessere dei lavoratori. Qual è lo stato dell'arte nel 2017?

Tecnologie indossabili per migliorare la produttività a lavoro

La tecnologia digitale sta cambiando profondamente il mondo del lavoro ed anche l’approccio alle stesse attività lavorative per la cui realizzazione diventa sempre più necessario ricorrere a tecnologie indossabili (wearable technologies). Uno dei principali effetti del digitale, infatti, è la facilità con cui oggi si può essere sempre connessi, reperibili e operativi anche durante il tempo libero; non c’è da stupirsi allora se molti lavoratori vedono aumentare la propria mole di lavoro correndo il rischio di essere sovraccarichi e non sempre produttivi con effetti negativi anche sullo stato di salute. Nell’epoca del digitale si sta assistendo alla diffusione di un paradosso: più si è oberati di lavoro e più sono le ore da dedicare alle proprie attività, ma allo stesso tempo più si lavora e meno si è produttivi. Come poter, quindi, incrementare la produttività a lavoro e allo stesso tempo riuscire a gestire il proprio tempo libero prendendosi cura di sé?

Tecnologie indossabili: vantaggi e stato dell’arte

Le soluzioni potrebbero essere diverse: dal lavoro on demand ad ambienti friendly, da orari flessibili all’uso di nuovi device come, appunto, nel caso di tecnologie indossabili. Oggi sono proprio i dispositivi ad essere preferiti a strumenti analogici e tradizionali perché, tra i vari vantaggi, permettono di risparmiare molto tempo.

Durante le riunioni con i propri clienti attraverso l’utilizzo di le tecnologie indossabili – come ad esempio smartwatch – è possibile controllare facilmente documenti ed email. Per lavori altamente rischiosi possono essere usati, invece, device come gli smart glasses che consentono di individuare potenziali pericoli oppure avvertono il lavoratore di rischi imminenti. I dispositivi GPS, poi, sono in grado di aumentare l’efficienza logistica consentendo di individuare i percorsi più veloci. Tra le tecnologie indossabili più interessanti, mondo del lavoro a parte, vi sono quelli in grado raccogliere dati e monitorare lo stato di salute: in questo modo è possibile controllare i livelli di stress, ansia ed anche il benessere psico-fisico.

Una sempre più massiccia diffusione delle tecnologie indossabili, comunque, riguarderebbe proprio il mondo del lavoro perché consentirebbe così di creare nuovo valore e diverse opportunità per lavoratori ed aziende. Il loro utilizzo, infatti, è in forte crescita: secondo alcuni dati circa 125 milioni di device wearable saranno venduti in tutto il 2017, 20% in più rispetto a quelli venduti nel 2016. Secondo Ramon T. Llamas, responsabile della ricerca per il team Wearables di IDC, questi dispositivi in futuro saranno assistenti digitali e favoriranno la connettività mobile e la comunicazione con i sistemi intelligenti a casa e a lavoro.

Secondo ABI Research, entro il 2021 nelle aziende ci saranno 150 milioni di device wearable, proprio perché consentiranno di diventare più efficienti, di gestire meglio il proprio tempo, ma anche di avere accesso a dati importanti riguardanti soprattutto il proprio stato di salute, consentendo di poter agire tempestivamente e migliorare il proprio stile di vita, divenendo di conseguenza anche più produttivi a lavoro.

Nel 2016 Pwc ha condotto in Gran Bretagna uno studio su oltre 200 lavoratori per capire come essi utilizzerebbero le tecnologie indossabili, a quali dati consentirebbero l’accesso e quali i potenziali benefici che scaturirebbero dall’uso di questi dispositivi. Il 65% degli intervistati ha dichiarato che questa tipologia di tecnologia avrebbe un ruolo attivo per il proprio benessere; il 61% pensa che sia il datore di lavoro a dover favorire il miglioramento del proprio benessere; dallo studio emerge anche che i lavoratori non userebbero la tecnologia per condividere dati sulla propria salute: solo il 25% dei dipendenti, infatti, metterebbe a disposizione i propri dati a fronte soltanto di un incentivo. A essere più propensi all’utilizzo di tecnologie indossabili, comunque, sono soprattutto i Millennial: il 73% di essi ha affermato che i propri datori di lavoro dovrebbero essere responsabili del benessere dei dipendenti. Dati che trovano conferma anche nello studio condotto da Willis Towers Watson su oltre 250mila lavoratori americani.

Lo scetticismo però è ancora forte, soprattutto perché si vede nei device wearable una moda passeggera e per i più giovani. A testimonianza di ciò c’è il basso tasso di engagement: le tecnologie indossabili non sono usate per più di 18 mesi e ben un terzo degli intervistati dichiara di abbandonarli dopo i primi sei mesi.

La strada che porta all’affermarsi delle tecnologie indossabili nel mondo del lavoro è ancora lunga e tortuosa. La maggior parte dei lavoratori deve innanzitutto familiarizzare con questi dispositivi e comprendere i benefici che possono generare.

I datori di lavoro per poter contribuire al benessere e di conseguenza alla produttività dei propri collaboratori potrebbero promuovere l’adozione di dispositivi indossabili attraverso contest e sfide aziendali, ricompense per il conseguimento di risultati concreti o semplicemente assicurare il rimborso del loro acquisto. In ogni caso è importante che sia i lavoratori che le aziende comprendano effettivamente il valore dell’adozione di quest tecnologie, analizzandone i benefici e andando oltre le diffidenze.


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
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