Venerdì 06 Dicembre 2019
MacroambienteTen Year Challenge: la sfida social che ci invita a ricordare chi eravamo dieci anni fa, tra narcisismo e consapevolezza

Ten Year Challenge: la sfida social che ci invita a ricordare chi eravamo dieci anni fa, tra narcisismo e consapevolezza

Cos'è la Ten Year Challenge e perché milioni di utenti stanno condividendo sui social le foto di dieci anni fa: un'analisi.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Ten Year Challenge: la sfida social che ci invita a ricordare chi eravamo dieci anni fa, tra narcisismo e consapevolezza

Solo su Instagram ha già generato oltre due milioni e mezzo di post (al 17 gennaio 2019 e non tenendo conto delle varianti dell’ hashtag , ndr). A un primo sguardo, così, la Ten Year Challenge potrebbe sembrare l’ennesima sfida social: niente di troppo diverso da quelle con cui gli utenti si incitavano a imitare manichini o gettarsi addosso secchi di acqua ghiacciata per beneficenza; un passatempo insomma divertente e senza pericoli (o quasi).

La Ten Year Challenge tra narcisismo ed effetto nostalgia

Le regole del resto sono semplici: servono due foto, meglio se in collage, una scattata nel 2009 e una in questi primi giorni del 2019. La prima data non è casuale: il 2009, infatti, fu un anno cruciale per i social media, Facebook in primis, che da fenomeno di nicchia e un po’ geek diventarono un fenomeno davvero popolare e di massa (come ricostruiva Vincos in occasione dei dieci anni di Facebook, il social di punta di casa Zuckerber nel 2009 oltrepassò per esempio in Italia la soglia dei 10 milioni di iscritti, ndr).

A guardala bene, insomma, la Ten Year Challenge non è che un altro espediente per andare indietro con la memoria, in un gioco di ricordi che del resto sembra piacere agli utenti social, come dimostrano tra l’altro il successo dell’omonima feature di Facebook o quello degli Year In Review che puntuali ogni fine dell’anno spingono a fare bilanci sui mesi appena passati.

C’è del narcisismo, però, in questo condividere vecchie foto e fare confronti con quelle più recenti? Cioè, cosa ha portato milioni di utenti a ripescare vecchi caricamenti e ricondividerli con l’hashtag #10YearChallenge? Per certi versi la logica è la stessa, auto-confermativa e auto-referenziale, che sta dietro al quotidiano live stream di contenuti. Come con un normale aggiornamento di stato, un tweet, un link condiviso, una Storia su Instagram si cerca approvazione e supporto, pubblicando vecchi scatti e potendo fare confronti su cosa è cambiato in positivo da allora, inconsciamente o meno, non si fa nient’altro che cercare gratificazione da parte delle proprie cerchie. Che i successi siano in campo educativo, lavorativo, personale o anche trasformazioni fisiche notevoli ed empowering – c’è chi ha perso molti chili e ritrovato la forma fisica, chi si è fatto crescere la barba e rivisto il suo look, ecc. – la parola d’ordine è anche in questo caso condivisione.

C’è, però, anche una vena nostalgica in questa Ten Year Challenge. Per molti utenti rivedere foto di dieci anni fa diventa, infatti, un’occasione per ricordare momenti felici, posti in cui si è stati bene, in qualche caso persino persone che si avevano accanto. Una sfida giocosa si trasforma, così, in un tassello – l’ennesimo – della storia, la narrazione collettiva e polifonica che ogni giorno costruiamo sui social.

Se le star accettano la #10YearChallenge

Non sorprende, tra l’altro, che la #10YearChallenge abbia conquistato anche i vip. Da Madonna a Jessica Biel, passando per Pink e Miley Cyrus e le più nostrane Simona Ventura e Chiara Ferragni o, ancora, Mariano Di Vaio e Giacomo Gianniotti, nessuno ha perso l’occasione di ricordare dov’era, cosa faceva, in qualche caso persino con chi era (per fortuna o purtroppo) dieci anni fa.

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10 years!

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#10yearchallenge This was me in 2009, the year that changed my life forever. I was 21, studying international law at Bocconi university, living in a 40 square metre studio apartment in Moscova and working part time as a model. I was investing all my money in designer bags and travels and dreaming to find my way into the world and becoming someone inspiring. I had a thing for Balenciaga bags and eyeliner. I was already posting my life on the Internet, especially on Flickr, and was already facing trolls and haters trying to put me down. Then, in October 2009, I decided to buy my first real camera (see picture n.9), start my own blog, @theblondesalad and, step by step my whole life changed. To the young 21 year old Chiara of 2009 I would wanna say this: It’s ok to not having it all figured out and understand your life little by little, It’s ok to not feel good 100% of the times and It’s very wise to enjoy the dark moments too because they’re part of the process. Enjoy the journey to whatever you’re doing younger Chiara, and always keep in mind that If you follow your heart, you’ll never make mistakes. And to all the people that will tell you “Nobody’s gonna remember your name in 6 months” in these years.. Oh well, in 2019 you’ll be able to smile back at them and tell them they were fucking wrong ✌🏻

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Se popolarità però negli ambienti digitali fa spesso, e purtroppo, rima con hater, in non pochi casi i personaggi famosi si sono trovati a dover difendere i loro ricordi da offese e insinuazioni degli utenti: lo sa bene Diletta Leotta che, sotto il post per la Ten Year Challenge, si è vista piovere insulti gratuiti e commenti al vetriolo, incentrai per lo più sul suo aspetto fisico.

Tra real time marketing e cura della community: la Ten Year Challenge dei brand

Anche i brand , comunque, sembrano aver cavalcato il trend per raccontarsi alla propria community, intrattenerla, coinvolgerla. Non a caso post come quelli in cui l’AS Roma o l’SSC Napoli mettevano a confronto formazioni, match, risultati ottenuti a distanza di dieci anni hanno avuto tassi di engagement molto alti.

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💙 #10yearchallenge

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Il filo rosso nella Ten Year Challenge dei brand, però, è stato riuscire a dimostrare come la proposta di valore non sia cambiata nel tempo e se sono cambiati invece prodotti, packaging, strategie di comunicazione, persino loghi è stato per meglio venire incontro e soddisfare i bisogni dei clienti.

Noi nel 2009 abbiamo lanciato per primi in Italia il concetto di monoporzione. Saremo anche cambiati nel look, ma restiamo sempre single e buonissimi! #10yearschallenge

Pubblicato da Althea – Amore e Sughi su Mercoledì 16 gennaio 2019

ten year challenge Ceres

Ceres usa l’hashtag #10YearChallenge per riflettere insieme alla propria community su come sia cambiato lo stile di comunicazione, anche visivamente.

 

Un po’ meno interessanti i tentativi, come quello delle due agenzie Taffo, di fare real time marketing sfruttando la tendenza della #10yearchallenge.

Il nostro #TenYearsChallenge è molto semplice. Perché da noi il tempo che trascorre è relativo!

Pubblicato da Taffo G & C Onoranze Funebri su Giovedì 17 gennaio 2019

Non tutti possono invecchiare bene. #10yearchallenge #climatechange

Pubblicato da Taffo Funeral Services su Giovedì 17 gennaio 2019

Se la sfida social diventa momento di riflessione: dieci anni di cambiamenti politici, ambientali, sociali

Nel frattempo infatti, in una sorta di boicottaggio della natura e del messaggio originale della sfida, gli utenti stavano trasformando la Ten Year Challenge nell’ennesima occasione per produrre un’infinita quantità di meme divertenti, canzonatori, sarcastici e in qualche caso dal piglio amaro.

I grandi protagonisti? La politica, ovviamente, dal momento che ogni occasione è buona per fare polbusting e rileggere messaggi e promesse degli esponenti più in vista.

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#10yearchallenge from classy to trashy

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Nonna dice di esser diventata sorda quando un brontosauro le starnutì nell'orecchio da bambina. #BabyGeorgeTiDisprezza

Pubblicato da Baby George ti disprezza su Giovedì 17 gennaio 2019

Anche la grande storia, quella di Cristoforo Colombo, Anna BolenaRobespierre però.

#Umilté#10YearsChallengeUn’idea di Sergio Celiento

Pubblicato da Se i Social network fossero sempre esistiti su Mercoledì 16 gennaio 2019

Impazza in codesti dies la moda di mostrar lo cambiamento fisico intervenuto in una persona durante l'ultima decade….

Pubblicato da Feudalesimo e Libertà su Giovedì 17 gennaio 2019

ten year challenge robespierre

Simile a quella di Anna Bolena è la sorte di Robespierre, se si immagina una sua #10yearchallenge.

E la cronaca più recente, come quella che riguarda il cambiamento climatico o i conflitti mediorientali: è una delle prime volte, infatti, che un giochino social è diventato l’occasione per riflettere, collettivamente, su cosa è cambiato in questi dieci anni e perché.

#10YearChallenge

Pubblicato da WWF-Pakistan su Mercoledì 16 gennaio 2019

E se la Ten Year Challenge fosse una grande raccolta dati?

Non sono mancati comunque dubbi sulla reale natura della Ten Year Challenge. Kate O’ Neill, un’opinionista di Wired, ha avanzato infatti l’ipotesi che si possa trattare di una grande raccolta dati, utili per il trail degli algoritmi di riconoscimento facciale tra le altre cose.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali di Facebook – il trend è spontaneo e partito unicamente dagli utenti, sottolinea un portavoce dell’azienda – il precedente tutt’altro che trascurabile è lo scandalo Cambridge Analytica: diverse fonti allora confermarono infatti che molti dati furono raccolti tramite giochi molto popolari sulla piattaforma come Farmville, Candy Crash, Words. E non è un mistero, del resto, che da Facebook stiano investendo molto e per diversi scopi negli algoritmi di riconoscimento facciale, semplificando molto quelli che taggano automaticamente amici e pagine nelle foto condivise dagli utenti per esempio. Si tratta di algoritmi, però, che hanno sempre fame di dati, soprattutto se li si vuole allenare a riconoscere tratti correlati all’età o i progressivi  cambiamenti nei lineamenti della persona, feature che potrebbero essere utili, per esempio, quando si tratta di cercare persone scomparse o di contrasto al crimine. È vero insomma che, nella maggior parte dei casi, le foto condivise con l’hashtag #10yearchallenge erano foto già in possesso di Facebook – sul social principale di casa Zuckerberg, infatti, la sfida ha preso per lo più la forma del condividere l’immagine del profilo attuale e una del 2009 – quello che mancava però alle banche dati del social era una serie di dati associati e molto rilevanti, come l’intervallo temporale esatto passato tra uno scatto e l’altro, in qualche caso anche luoghi precisi e terze persone presenti e taggate nelle foto, ecc. Difficile, da utenti appena un po’ più consapevoli, non accorgersi che anche una semplice sfida social come questa può servire a disseminare in Rete e involontariamente una grande quantità di dati.

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