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Lunedi 10 Dicembre 2018
MacroambienteLe ultime tendenze del retail online: il mobile è pari al desktop?

Le ultime tendenze del retail online: il mobile è pari al desktop?

Quali sono le ultime tendenze del retail online? A rivelarlo è uno studio condotto da comScore, riportato nel 2017 Global Mobile Report.


Francesca Paola Esposito
A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing
Le ultime tendenze del retail online: il mobile è pari al desktop?

È vero che ormai l’uso del mobile si può paragonare a quello del desktop tra le ultime tendenze del retail online? A sostenerlo è il 2017 Global Mobile Report, in cui vengono esaminati da comScore i maggiori trend nel retail prendendo a campione cinque paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito).

Una ricerca estremamente accurata, quindi, utile soprattutto agli addetti del settore retail, ma anche per approfondire la conoscenza in materia dei più curiosi.

Le ultime tendenze del retail online: il mobile è pari al desktop?

Il grafico fa immediatamente intuire il perché della scelta europea tra i campioni d’analisi: con ben 18 punti percentuali sopra la media mondiale, l’Europa, con accanto solo il Nord America, è il continente più coinvolto dalla penetrazione del retail online. In un lasso di tempo specifico, come ad esempio tra il 2016 e il 2017, la reach del retail è aumentata in tutti i paesi EU5 (con l’unica eccezione della Germania), facendo pensare a una possibile conformità delle scelte di shopping tra questi paesi.

Tendenze del retail online: i paesi più “spendaccioni”

Monitorando il tempo trascorso facendo shopping dai vari utenti europei (minuti per visitatore per mese), gli utenti in Regno Unito e in Germania sono i più attivi. Trascorrono, infatti, oltre 5 ore al mese sui siti retail. Dietro la Francia, con un distacco di oltre 100 minuti, seguita dalla Spagna (quasi tre ore) e dall’Italia (due e mezza).

In che modo, però, trascorrono il tempo online? Nonostante ci sia un dislivello tra Regno Unito, Spagna e Italia (mobile team) e Germania e Francia (desktop addicted), sorprende quanto il multi-platform abbia un andamento praticamente identico per tutti e cinque i paesi: più di un terzo di consumatori accede ai siti di retail sia tramite desktop che tramite mobile.

Retail mobile in Italia

Un focus sulle abitudini italiane mette in luce la tendenza degli utenti del Bel Paese a preferire il mobile al desktop. L’Italia infatti si distingue per la crescita dell’attività di acquisto di prodotti e servizi via smartphone, che raggiunge il 21% in più rispetto a novembre 2016, mentre la ricerca di un negozio fisico del 16%, la comparazione dei prezzi del 14% e la creazione di shopping list del 12%.

Dove gli utenti italiani spendono però di più? Al primo posto c’è Amazon.it, al secondo ebay.it e al terzo Eprice.it. Amazon, comunque, dallo studio emerge come l’eCommerce che domina in tutta Europa: la sua reach è infatti pari al 41% in Spagna e addirittura al 69% nel Regno Unito. In particolare in Italia sta cercando di farsi posto nella categoria dei beni di consumo, un tempo acquistati soltanto nei negozi fisici.

Continuando a osservare le ultime tendenze del retail online, per quanto riguarda i paesi europei analizzati, nella classifica vi sono uno o più online retailer locali (un esempio è Otto in Germania o Fnac in Francia; stesso discorso per l’Italia con Eprice.it).

Beni di consumo: abbigliamento ed elettronica ai primi posti

A generare maggiore traffico, seguendo una tendenza comune a tutti e cinque i paesi europei, sono le categorie di abbigliamento ed elettronica. L’unica eccezione è il Regno Unito, che predilige il binomio cibo-abbigliamento, mettendo al primo posto la categoria food grazie a Tesco, il maggior retailer nel settore. La terza scelta è costituita dall’arredamento, almeno in linea generale, poi dai computer software e dai libri.

Se si monitora però con attenzione il comportamento degli “heavy user del retail”, si può notare come prediligano i siti lifestyle, news/informazione (soprattutto Francia, Germania e Italia), games, intrattenimento e – ovviamente non può mancare – la categoria social media.

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