MacroambienteUn nuovo report di AppsFlyer misura l’adozione di app e mobile in azienda

Un nuovo report di AppsFlyer misura l'adozione di app e mobile in azienda

The Mobile-First Enterprise AppsFlyer

Secondo il nuovo report "The Mobile-First Enterprise" di AppsFlyer due aziende su tre avrebbero già spostato sul mobile passaggi chiave come le vendite ma anche il coinvolgimento, la fidelizzazione e la retention del cliente.

Lo dicono le più diverse ricerche su internauti e consumi digitali: la maggior parte del traffico e del tempo trascorso in Rete è ormai traffico e tempo trascorso in Rete da mobile e la pandemia, con i suoi effetti ad ampio raggio e intervenendo a cambiare le abitudini digitali dei più giovani e non solo, non ha fatto che accelerare questo passaggio. Con “The Mobile-First EnterpriseAppsFlyer prova, così, a spiegare perché è ormai indispensabile per i business mettere al centro le esperienze mobile e quali rischi e pericoli si corrono nel farlo.

Due aziende su tre sono già “mobile-first” e hanno clienti che comprano solo via app

La prima macroscopica evidenza è che circa due terzi delle aziende in campione sono già mobile-first”: nella maggior parte dei casi si è trattato di una scelta quasi forzata, considerato che il 40% di clienti corrisponderebbe già a una buona fetta di clienti connessi esclusivamente attraverso dispositivi mobili, con una prevalenza di clienti “mobile-only” soprattutto tra i millennials .

quanti clienti da mobile

Fonte: AppsFlyer

L’obiettivo a breve termine della maggior parte delle aziende che ha coinvolto nella ricerca “The Mobile-First Enterprise” AppsFlyer sarebbe, comunque, far salire al 60% la percentuale di clienti connessi soprattutto – se non proprio esclusivamente – da mobile e tramite app, perché sono «i clienti mobile-first [che] possono oggi realmente avere il controllo del proprio rapporto con i brand aziendali», ha sottolineato Daniel Junowicz, RVP EMEA & strategic projects di AppsFlyer, commentando i risultati della ricerca.

Come le aziende usano già il mobile lungo il funnel di vendita

Le aziende che hanno già adottato il mobile come standard lo utilizzano in diverse fasi del funnel marketing : dall’acquisizione del cliente (che è terza in una classifica che tiene conto di quanto il mobile sia reputato importante dalle aziende per raggiungere i diversi obiettivi di business, con voto di 3.97 su 5) al suo coinvolgimento e alla sua fidelizzazione (al secondo posto, con voto di 4.18 su 5), fino alla customer retention (al primo posto, con voto di 4.25 su 5).

mobile in azienda perché è utilizzato

Fonte: AppsFlyer

Per non farsi sfuggire in particolare i vecchi clienti, la maggior parte delle aziende (quasi il 75% del campione) usa notifiche push e messaggistica in-app; non manca chi prova a coinvolgere i clienti “dormienti” soprattutto con sponsorizzazioni e contenuti paid all’interno delle app (lo fa oltre il 29% delle aziende intervistate) e, ancora, un’azienda su tre già oggi utilizzerebbe il mobile per fare up selling .

come utilizzare il mobile per la customer retention

Fonte: AppsFlyer

Se si guarda alla fase della vendita, inevitabilmente strategica per i business, già oggi almeno il 40% in media di vendite avverrebbe tramite mobile o app, come sostiene in “The Mobile-First Enterprise” AppsFlyer, e soprattutto una buona fetta delle aziende del campione (almeno una su tre) dichiara di essere intenzionata ad aumentare la percentuale nel breve termine ad almeno il 50%.

In “The Mobile-First Enterprise” AppsFlyer individua sfide e criticità per il futuro dell’adozione del mobile in azienda

Sembra, insomma, che già oggi in molte realtà il mobile sia utilizzato per replicare gran parte delle funzionalità aziendali: per un’azienda su quattro l’obiettivo a breve termine è portare il 100% delle proprie funzionalità su app e mobile, mentre oltre la metà delle aziende aspira ad arrivare ad almeno il 75% di funzionalità da mobile.

Trasformarsi in aziende “mobile-first” ha già richiesto e continuerà a farlo, però, grandi cambiamenti negli assetti organizzativi. I business che negli ultimi due anni più sono riusciti e con buoni risultati a passare al mobile individuano come critici in questo senso l’aver definito una chiara strategia mobile (è così per il 46% del campione), l’aver investito nello sviluppo di apposite user experience e interfacce utente (41.1%) e nell’assumere personale qualificato come professionisti ICT e nuovi professionisti digitali.

The Mobile-First Enterprise AppsFlyer

Fonte: AppsFlyer

Diventare “mobile-first” ha richiesto alla maggior parte delle aziende, cioè, di riallocare i propri budget , come sottolinea in “The Mobile-First Enterprise” AppsFlyer, ma si è trattato di spostamenti di budget ricompensati dai buoni risultati ottenuti in termini di maggior engagement dei clienti (è stato così per oltre il 71% delle aziende in campione), più acquisizioni di nuovi clienti (53%), migliore customer retention (51.6%).

The Mobile-First Enterprise AppsFlyer - come sono cambiate le metriche aziendali dopo il passaggio al mobile the mobile-first enterprise appsflyer

Fonte: AppsFlyer

È la privacy la principale preoccupazione delle aziende nel passaggio al mobile

Alcuni aspetti organizzativi e un necessario cambiamento nella gestione dell’impresa sembrano ancora preoccupare maggiormente le aziende alle prese con il passaggio al mobile, insieme alle questioni relative alla privacy.

mobile strategy cosa preoccupa le aziende

Fonte: AppsFlyer

Quasi l’85% delle aziende in campione si dice “molto” o “in qualche modo” preoccupato rispetto alle ultime, soprattutto perché non è sempre facile spiegare ai propri clienti perché si ha bisogno di una grande mole di dati per creare servizi che risultino quanto più “user-centric” possibile (così ha detto in una delle interviste realizzate da AppsFlyer per lo studio il responsabile di una delle aziende in campione).

Nonostante preoccupazioni come queste, comunque, circa il 40% delle aziende non sa quanti tra i propri clienti che usano dispositivi iOS abbiano attivato il framework ATT[1] che consente appunto, volendo semplificare, il tracciamento di dati di terze parti e, soprattutto, una percentuale ancora più alta non è sicura di quanti sarebbero disposti a farlo: a dimostrazione che la maggior parte delle aziende è ancora lontana dall’essere rispettosa e attenta alla privacy dei propri clienti “di default”.

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