ComunicazionePresto TikTok si occuperà anche di logistica, magazzini e resi ma, no, non è (ancora) Amazon

Presto TikTok si occuperà anche di logistica, magazzini e resi ma, no, non è (ancora) Amazon

TikTok apre dei magazzini

Stando a degli annunci pubblicati su LinkedIn, TikTok starebbe cercando addetti alla logistica per sviluppare una catena di supporto ai merchant americani: le vendite su TikTok, del resto, interessano da sempre ByteDance.

TikTok apre dei magazzini negli Stati Uniti, o almeno così sembrano suggerire diverse vacancy pubblicate su LinkedIn nelle scorse settimane con cui la compagnia afferma di essere alla ricerca di addetti alla logistica con diversi gradi di seniority.

La sede di lavoro – Seattle, storico quartier generale di Amazon – è bastata perché la stampa, generalista e non, trasformasse la novità nella notizia che TikTok prova a “fare Amazon”, per parafrasare alcuni dei titoli pubblicati nei giorni scorsi, rincorrendo[1] sul suo stesso campo il colosso internazionale dell’ ecommerce .

Che vuol dire, per la compagnia e non solo, che TikTok apre dei magazzini negli USA

Come TikTok potrebbe reinterpretare il modello Amazon lo si legge tra le righe delle job description delle posizioni aperte dalla compagnia. I nuovi arrivati si occuperanno di «progettare e sviluppare soluzioni logistiche»[2] che includano il trasporto merci, la gestione degli ordini, l’inventario.

Non solo TikTok apre dei magazzini negli Stati Uniti a supporto dei merchant che già vendono nel paese, ma potrebbe curare al loro posto specifici aspetti come l’assistenza clienti e soprattutto la gestione dei resi gratuiti. Probabilmente non si occuperà direttamente – non ancora almeno – di distribuzione e consegne, restando in questo modo ben lontana da Amazon, e inizialmente il mercato di riferimento sarà principalmente quello interno. L’obiettivo di lungo termine sembra essere, però, sviluppare un sistema logistico «globale»[3].

La compagnia non ha esplicitamente commentato né il contenuto degli annunci, pure pubblici, né la più ampia interpretazione che ne è stata fatta. In una dichiarazione alla CNN, però, un portavoce ha confermato che TikTok è a lavoro affianco «a una selezione di venditori» per garantire all’utente finale «una preziosa esperienza di shopping»[4].

Perché ora TikTok punta tutto sull’eCommerce

Non è ormai un mistero del resto che, dopo aver investito in maniera cospicua nelle soluzioni per la pubblicità e in programmi educativi rivolti alle aziende – tra gli ultimi “Seguimi”, dedicato ai piccoli e medi imprenditori italiani – che hanno interesse a sviluppare una buona presenza sulla piattaforma, la “next big thing” in casa ByteDance sia l’eCommerce.

Nel corso del 2021 TikTok ha rafforzato la propria collaborazione con Shopify[5] per permettere a chi negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito avesse un profilo business e gestisse i propri negozi virtuali tramite la piattaforma di aggiungere una tab “Shopping” al proprio profilo TikTok e dare la possibilità in questo modo agli utenti di concludere gli acquisti direttamente in app.

Nel Regno Unito, TikTok influencer e creator con un buon seguito sulla piattaforma sono stati già coinvolti in esperimenti[6] di vendita in diretta. Secondo il Financial Times, in vista delle festività natalizie 2022 TikTok starebbe lavorando a una funzione[7] appositamente dedicata allo shopstreaming da rilasciare prima negli Stati Uniti.

La notizia che TikTok apre dei magazzini negli Stati Uniti è, cioè, solo un tassello di un più ampio quadro che mostra uno spiccato interesse dell’app cinese delle lip sync, delle challenge, dei video con tappeto musicale verso le vendite digitali e l’evoluzione e i nuovi trend dell’eCommerce. Prova ne è stata finanche l’apertura, qualche mese fa, di alcuni ghost restaurant dove poter ordinare le pietanze più virali su TikTok: a proposito di trend per gli acquisti online e, nel caso di specie, per il food delivery.

Con ogni probabilità, comunque, il tentativo di TikTok di penetrare nel settore dell’eCommerce sarà per il momento focalizzato soprattutto su quei mercati, come America e Regno Unito certamente ma anche il sud est asiatico, che hanno già un potenziale interessante.

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