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ComunicazioneDai profili pro-ana alle challenge sulla quantità di cibo mangiato ogni giorno: cosa c’è da sapere su TikTok e disturbi alimentari

Dai profili pro-ana alle challenge sulla quantità di cibo mangiato ogni giorno: cosa c'è da sapere su TikTok e disturbi alimentari

Non è la prima volta che l'app cinese delle challenge si ritrova nell'occhio del ciclone per contenuti che suggeriscono comportamenti alimentari scorretti o patologici. A preoccupare gli esperti è soprattutto la giovane età dei tiktoker e la facilità con cui potrebbero lasciarsi influenzare da false informazioni su cibo e diete. La piattaforma corre ai ripari con nuove linee guida per contenuti e utenti: basterà?

TikTok e disturbi alimentari: le regole sulla piattaforma

Dalla piattaforma garantiscono impegno costante e policy per mantenere «positive e ispirate» le community di tiktoker in continuo aggiornamento e formulate con l’aiuto di addetti ai lavori. Eppure le accuse e i dubbi sulla salubrità dell’ambiente all’interno dell’app cinese delle challenge, dei lip sync, dei balletti con sottofondo musicale non mancano mai. La Benadryl Challenge, la challenge dell’olocausto, persino l’intricata vicenda di Jonathan Galindo e tutte quelle sfide virali pericolose che circolano sull’app sembrano in questo senso solo la punta, forse la più mediatica, dell’iceberg. In molti, tra genitori, medici, psicologi, giornalisti, da tempo chiedono di fare attenzione soprattutto al binomio TikTok e disturbi alimentari.

Su TikTok la disinformazione sui disturbi alimentari corre veloce tra profili fake e challenge

Formalmente, le linee guida di TikTok vietano agli iscritti di postare «contenuti che rappresentino, promuovano, considerino normale o esaltino i disturbi alimentari o altri comportamenti associati con questi ultimi che possano causare perdite di peso pericolose». Di recente l’app ha stretto il cerchio anche attorno a contenuti, soprattutto a pagamento o frutto di collaborazione tra tiktoker e aziende produttrici, che promuovono integratori e soluzioni dimagranti dalla dubbia efficacia.

Eppure, secondo un’inchiesta di The Guardian, è ancora oltremodo facile imbattersi su TikTok in video che suggeriscono digiuno, regimi alimentari a bassissimo apporto calorico, metodi per dimagrire ovviamente privi di qualsiasi evidenza scientifica e via di questo passo. Né si può parlare di TikTok e disturbi alimentari senza accennare alla facilità con cui, tramite una semplice ricerca o nella sezione “Per te”, vengono mostrati contenuti pro-ana (una sorta di neologismo con cui si indicano atteggiamenti e comportamenti pro-anoressia) o che rischiano di creare disinformazione e una visione distorta su altri disturbi, come bulimia e ortoressia per esempio.

profili proana su TikTok

Un’inchiesta di “The Guardian” ha portato alla luce numerosi profili TikTok creati per scambiarsi consigli e “segreti” per perdere peso velocemente, anche con metodi pericolosi. Si tratta, però, solo di un aspetto della più complessa questione TikTok e disturbi alimentari. Fonte: The Guardian

#whatieatinaday: la challenge di TikTok per mostrare a tutti cosa c’è nel piatto

La vicenda dell’ hashtag #whatieatinaday, che a marzo 2021 ha ancora oltre 5 miliardi di visualizzazioni (e diversi altri hashtag tematici a esso associati, come #whatieatinadaytoloseweight, sono altrettanto ben seguiti), è piuttosto rappresentativa dell’intero problema. A utilizzarlo per primi sono stati alcuni tra gli utenti più amati sulla piattaforma, mostrando, un po’ per gioco e un po’ per soddisfare la curiosità delle proprie community, di cosa era fatta la propria routine alimentare.

Presto così molti altri tiktoker hanno cominciato a imitarli, non solo condividendo video in time-lapse di tutti i propri pasti durante la giornata, ma anche e soprattutto copiandone ricette, porzioni, abbinamenti di macronutrienti, senza assolutamente tenere conto che «quello che va bene per i bisogni di un organismo può non andare bene per i bisogni di un altro», come hanno sottolineato alcuni esperti di nutrizione a proposito della challenge “What I Eat in a Day”.

#whatieatinaday tiktok challenge

Sono stati prima influencer e tiktoker con un buon seguito a mostrare su TikTok cosa mangiavano durante la giornata usando l’hashtag #whatieatinaday, forse inconsapevoli di poter spingere così le proprie community a imitarli e di quanto pericoloso ciò potesse risultare. Fonte: TikTok

Scrollando tra i contenuti su tema, tra l’altro, ci si accorge subito che assoluti protagonisti sono presunti superfood, ricette low-fat, ingredienti rinomati per l’ottimo apporto proteico, preparazioni fit particolarmente amate dagli atleti e che a condividerli sono spesso utenti giovani, quasi sempre donne, in buona forma fisica.

cos'è il what i eat in a day su tiktok

Protagonisti della challenge “What I Eat in a Day” su TikTok sono quasi sempre superfood, ricette e preparazioni light e che non fanno ingrassare, condivisi da tiktoker altrettanto in linea o attenti alla propria forma fisica. Fonte: TikTok

Anche involontariamente e anche senza che “per professione” possano dirsi degli health influencer, è molto probabile così che questi utenti si trasformino per le proprie community in modelli aspirazionali da seguire a tutti i costi, specie per chi non è particolarmente soddisfatto o vuole migliorare qualche aspetto del proprio corpo. Più in generale, hanno sottolineato gli esperti, la viralità e la penetrazione di contenuti come quelli taggati #whatieatinaday creano una sorta di «ansia nelle persone rispetto a quello che mangiano durante la giornata», portandole a fare del comparare la propria alimentazione a quella degli altri «una sorta di fissazione».

TikTok e disturbi alimentari: perché la questione è prioritaria rispetto ad altre piattaforme

La circolazione di bufale sull’alimentazione, la diffusione di stili di vita poco salutari o l’imposizione persino di una serie di “diktatestetici e di bellezza non sono certo esclusiva di TikTok (qualcuno ricorderà, per esempio, l’estate in cui la Rete impazzì per l’ab crack: quella linea verticale sull’addome, dal seno all’ombelico, a cui star, influencer , persone normali sembravano voler rinunciare).

La maggior parte delle piattaforme, prima o dopo, ha dovuto farci i conti: non è passato molto tempo, per esempio, da quando Instagram ha stretto sulle pubblicità di integratori alimentari, dopo essersi accorto della facilità con cui quelle che erano vere e proprie partnership commerciali con le aziende produttrici venivano scambiate dagli utenti, o peggio spacciate come tali dai creator, come semplici consigli basati sulla propria esperienza e sulla propria soddisfazione personale.

Quello che sembra preoccupare di più quando si tratta di TikTok e disturbi alimentari è, però, la giovane età dei titoker. Se è vero che a frequentare l’app di casa ByteDance sono soprattutto preadolescenti e adolescenti, che per via della fase della crescita in cui si trovano potrebbero già non sentirsi particolarmente a proprio agio con il loro corpo, la facilità in cui ci si imbatte in video che promuovono digiuno, regimi alimentari che demonizzano carboidrati e grassi, ecc. può di fatto essere veicolo di abitudini alimentari sbagliate e difficili da debellare.

Responsabilizzare i tiktoker e in particolare content creator professionisti, TikTok influencer, iscritti con più seguito è sicuramente un buon punto di partenza. Godere della fiducia delle proprie community del resto ha come risvolto, più o meno previsto, il rappresentare per le stesse, o per una loro parte almeno, una sorta di role model: bisogna esserne consapevoli (come bisogna essere consapevoli, tra l’altro, che una sorta di “responsabilità sociale” anche per gli influencer sembra essere la meta verso cui si sta muovendo l’ influencer marketing in questi mesi, anche in risposta alla pandemia).

Ciò non toglie che anche scoraggiare by default contenuti pro anoressia o pro bulimia – o che comunque incoraggino stili alimentari scorretti e pericolosi – sia fondamentale.

I suggerimenti personalizzati di TikTok creano un circolo vizioso sui disturbi alimentari?

Una delle accuse che da più voci vengono rivolte a TikTok è la facilità con cui ci si imbatte in questo tipo di video sull’app. Non solo The Guardian ma anche BuzzFeed.News per esempio, in un articolo che raccoglie testimonianze di alcuni tiktoker affetti da disturbi alimentari e le loro reazioni davanti a un feed che a tratti sembra sembra addirittura promuoverli, punta il dito in particolare sulla sezione Per te“. Come sezioni simili su altri social dovrebbe raccogliere, grazie a un algoritmo e a partire dalle attività svolte dall’utente sull’app, una serie di suggerimenti personalizzati, di video e tiktok che dovrebbero risultare per lui interessanti.

Il behavioral targeting di TikTok sembrerebbe funzionare, però, fin troppo bene e il risultato è che, una volta che si interagisce con un certo tipo di contenuto, è praticamente impossibile non vedersene riproposti continuamente di simili e uscire dalla bolla”. Per chi ha tendenze ai disturbi alimentari, vedersi continuamente riproposti ricette fit, pasti light o progressi sulla bilancia di utenti rischia di ingigantire il problema.

perché TikTok è pieno di vittime di disturbi alimentari

Alcuni tiktoker hanno lamentato che, pur avendo volontariamente scelto di non seguire profili che parlassero esclusivamente di alimentazione, peso corporeo o diete dimagranti, dopo aver interagito con qualche contenuto sul tema, se ne vedevano continuamente riproposti di simili nella sezione “Per te”. Fonte: BuzzFeed.News

TikTok e disturbi alimentari: arrivano nuove policy e contromisure da parte della piattaforma

Dopo le prime segnalazioni da parte di giornali e addetti ai lavori, TikTok ha bloccato alcuni hashtag individuati tra quelli più riconnessi a contenuti controversi su alimentazione e salute. Come già avvenuto in altre occasioni, soprattutto per contenuti che istigavano alla violenza o all’odio razziale, però, si è trattato di un “ban” che gli utenti hanno aggirato semplicemente usando grafie leggermente diverse o contenenti piccoli refusi dello stesso hashtag.

Ulteriori segnalazioni, ha sottolineato The Guardian, più di recente sembrano aver convinto la piattaforma ad aprire un’indagine interna che potrà portare a bannare definitivamente account e utenti che usino l’app per promuovere comportamenti alimentari scorretti. Anche questa però potrebbe rivelarsi una scelta controversa se non si riuscirà a fare una buona distinzione tra quei profili che semplicemente affrontano il tema con leggerezza e una certa noncuranza delle possibili conseguenze e quei profili recovery, invece, attorno a cui si muovono community affiatate, di supporto e che possono rivelarsi particolarmente utili a chiunque stia portando avanti, appunto, un percorso di recupero da anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari.

Al momento la via scelta dalla piattaforma sembra essere quella della “spinta gentile” (in gergo nudging ) verso comportamenti e atteggiamenti più responsabili in materia di salute alimentare. Per chi usa l’app in lingua inglese, così, una partnership tra TikTok e la National Eating Disorder Association – NEDA fa sì che, quando si effettuano ricerche per parole come “pro-ana”, “promia”, “disordini alimentari” o per hahstag come #whatieatinaday, un pop-up mostri automaticamente i contatti della no profit e inviti chiunque senta di averne bisogno a chiedere aiuto.

tiktok e neda contro disturbi alimentari

Sulla versione in lingua inglese di TikTok quando si fanno ricerche per contenuti a diverso titolo connessi ai disturbi alimentari un pop-up mostra i contatti di una no profit che aiuta chi ne soffre. Fonte: The Verge

Presto però, ha rivelato The Verge, potrebbero essere mostrati direttamente in app alcuni consigli per migliorare il proprio rapporto con il cibo e, soprattutto, per riuscire a parlare con un medico del proprio problema.

cosa fa tiktok contro i disturbi alimentari

TikTok avrebbe in piano di mostrare direttamente in app anche dei consigli su come affrontare i disturbi alimentari a chiunque faccia ricerche legate al tema. Fonte: The Verge

Anche nella versione italiana dell’app, quando si fanno ricerche simili viene mostrato un disclaimer che invita a chiedere aiuto «se tu o qualcuno che conosci avete problemi sull’immagine del corpo, sul cibo o sull’esercizio fisico».

tiktok e disturbi alimentari disclaimer italiano

Fonte: TikTok

È un approccio che ricorda in parte quello degli “information hub” di Facebook e che prima che per la questione TikTok e disturbi alimentari era già stato usato da Instagram contro cyberbullismo e tendenze suicide per esempio.

Un’iniziativa dei tiktoker a favore della body positivity (finita male)

Naturalmente non mancano le iniziative spontanee dei tiktoker a favore di una maggiore body positivity sulla piattaforma. Qualche settimana fa, per esempio, è diventata virale la cosiddetta silhouette challenge (gli hashtag #silhouettechallenge e #redlightschallenge a essa collegati hanno a marzo 2021 complessivamente decine di milioni di visualizzazioni).

tiktok silhlouette challenge cos'è

Nelle scorse settimane è diventata virale su TikTok la cosiddetta silhlouette challenge, originariamente una sfida a celebrare la bellezza di tutti i corpi e la body positivity, poi trasformatasi in un’occasione per fare revenge porn.

Consisteva nel riprendersi nella penombra di una luce rossa, sulle note di una canzone romantica e usando un filtro che trasformasse il proprio corpo in una semplice sagoma appunto, per dimostrare che non ci sono canoni di bellezza assoluti e ogni corpo è allo stesso modo sensuale e desiderabile. Peccato che, dai canali YouTube ai gruppi segreti di Telegram e passando per alcuni profili fake su Twitter, sono cominciati a fioccare tutorial su come spogliare i partecipanti alla silhouette challenge e ottenere, così, dei finti video espliciti da utilizzare a scopo di vendetta o estorsione. Come nella maggior parte dei casi di revenge porn e di pornografia non consensuale, nel mirino ci sarebbero state soprattutto le tiktoker donne.

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