MarketingTrash marketing ed amministrazione comunale: il caso Rimini

Trash marketing ed amministrazione comunale: il caso Rimini

In occasione della stagione estiva 2015, il Comune di Rimini ha dato vita, inconsapevolmente, ad una operazione di trash marketing.

Trash marketing ed amministrazione comunale: il caso Rimini

Da sempre nella pubblicità e nel marketing si gioca con riferimenti più o meno espliciti alla sfera sessuale. Quando però l’allusione supera il messaggio stesso il rischio è che si cada in esempi di trash marketing, così come è successo a Rimini nel 2015.

L’amministrazione comunale della città ha incaricato il discusso artista Maurizio Cattelan, noto per le sue opere provocatorie come la scultura L.O.V.E. in Piazza degli Affari a Milano, di promuovere lo spirito vacanziero di Rimini attraverso una serie di cartelloni. Il risultato è una serie di otto scatti scelti dall’archivio della rivista d’arte Toiletpaper, con chiari richiami a particolari pratiche sessuali, trasformati in cartoline e associate alla frase “Saluti da Rimini“, da esporre nei luoghi principali della città romagnola dall’1 luglio al 30 settembre 2015.

Saluti da Rimini 2

Secondo l’artista le foto, scelte assieme al fotografo Pierpaolo Ferrari, «catturano i significati simbolici di Rimini», ma il messaggio non è stato ben accolto dai cittadini, specialmente visti i costi dell’operazione che ammontano a 35mila euro. Le polemiche, per questa operazione rivelatasi a tutti gli effetti di trash marketing, non sono tardate ad arrivare.

A parlare è stato anche Vittorio Sgarbi che sulla campagna si è espresso in questo modo: «Sinceramente suggerirei di ignorare la cosa perché la volontà di Cattelan è proprio quella di suscitare delle reazioniRitengo che queste opere possano relegarsi a una provocazione vacanziera e il lasciar perdere evita che si possa montare un caso nazionale. D’altro canto, chi ha voluto esporre le realizzazioni di Cattelan credo che si aspettasse proprio un ritorno mediatico dalle polemiche che ne sarebbero nate». Saluti da Rimini 3

Il sindaco Andrea Gnassi, invece, ha argomentato la scelta così: «Rimini ha incrociato il più discusso e controverso degli artisti mondiali che ha puntato il suo sguardo verso una città dalle mille interpretazioni e contraddizioni. Oggi nel mondo si parlerà di Rimini e Rimini stessa dibatterà sul linguaggio dell’arte, sulla irruzione dell’arte contemporanea nella storia della città, nella sua carne viva. Si discuterà d’arte nel mondo e in Italia grazie a Rimini».

L’opposizione che fa capo a Forza Italia ha commentato sostenendo che il sindaco abbia perso il contatto con la realtà e aggiungendo: «Visto l’invito ad interpretare l’arte, ci proviamo e non riusciamo a darci migliore spiegazione del fatto che Cattelan abbia trasposto in immagini il degrado nel quale versa la Città. Non riuscendo, evidentemente, ad invertire la china di una Rimini che mostra evidenti segni di declino, si è giocato il tutto per tutto: il degrado, a Rimini, lo abbiamo incorniciato». 

Saluti da Rimini 4

Ayzad, giornalista e scrittore specializzato nel campo delle sessualità alternative, intervistato per l’occasione da Andrea Cesaretti, ha commenta dicendo: «Il mio timore è che l’intento del messaggio fosse ‘I tempi sono cambiati ma Rimini è ancora la patria della trasgressione e del buonumore’, come in un’escalation tanto dell’idea di sesso estivo quanto di guasconeria romagnola. Si trattava quindi di ‘Da noi potete soddisfare le vostre fantasie più insolite… però vi forniamo l’alibi che sia tutto uno scherzo’». Anche se in questo caso di spazio alla fantasia se ne lascia ben poco.

Il confine tra arte, pubblicità e trash marketing è davvero molto sottile e spesso le polemiche fanno perdere di vista il messaggio originario. Sorge spontaneo chiedersi, allora, se la provocazione a tutti i costi faccia bene alla comunicazione (aziendale oppure di un’amministrazione comunale) o se, invece, non rischi di danneggiare l’immagine.


A firma di: Stefania Zona Contributor
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