Trash marketing e salute: quando l'imbarazzo cede il posto all'ironia

Cosa fare per pubblicizzare un prodotto che crea imbarazzo? Tra trash marketing ed ironia il caso Imodium.

Trash marketing e salute: quando l'imbarazzo cede il posto all'ironia

La pubblicità si occupa dei più svariati settori, ognuno con le proprie caratteristiche, che possono essere più o meno difficili da comunicare, in quanto regolamenti, etica o buon costume mettono degli inevitabili paletti. Ecco, quindi, che spesso si fa ricorso alla provocazione – che spesso fa solo male all’azienda – realizzando delle campagne borderline che costituiscono vere e proprie operazioni di trash marketing.

Cosa succede quando a dover essere pubblicizzato è un farmaco? Non è mai bello dover manifestare pubblicamente una malattia, poiché si tratta di argomenti delicati che possono urtare la sensibilità altrui e bisogna approcciarsi al soggetto con cautela. Se il farmaco in questione, poi, riguarda una disfunzione tanto diffusa quanto imbarazzante come la diarrea, cosa è più opportuno fare? Tacere? Evitare di comparire sui principali media? La risposta è no. L’azienda Imodium, per esempio, da anni pubblicizza il proprio farmaco contro la diarrea apertamente, su tutti i canali e con ogni mezzo, rinnovando spesso anche le idee pubblicitarie.

Numerosi sono gli spot realizzati in cui si affronta apertamente il problema, ma creando diverse similitudini per spiegarlo. È il caso della campagna pubblicitaria del 2015 in cui si paragona il corpo umano a uno strumento. Molto famoso è anche lo slogan “Quando la diarrea ti sorprende, sorprendila con Imodium“, che lascia abbastanza perplessi.

Imodium ha anche un sito web in cui oltre ad esporre i propri prodotti e spiegarne la composizione e il funzionamento, fornisce consigli, approfondimenti e glossario su come prevenire e curare il disturbo, per comprenderne cause e conseguenze.

Non solo promozione online, ma anche offline con cartelloni pubblicitari più o meno espliciti – che sembrano far parte di una campagna di trash marketing – in cui si invita ad utilizzare il prodotto per liberarsi finalmente del problema. La pubblicità è in versione uomo e versione donna, per non far sentire solo nessuno nella sventura. 
imodium_donna imodium_uomo

Imodium fa ricorso anche alla cartellonistica: tra i cartelloni pubblicitari realizzati ce n’è uno memorabile, rimasto impresso nella mente di molte persone per la sua geniale simpatia e coerenza con il prodotto: si tratta di un cartellone con un reale rotolo di carta igienica gigante, finito.

imodium_cartellone

Le campagne di Imodium saranno anche ai limiti del trash marketing, avranno anche una pagina su Nonciclopedia che ironizza sul prodotto e le sue pubblicità, ma la sua strategia sembra essere vincente perché l’azienda è riuscita a rendere il prodotto ben riconoscibile, usando una comunicazione pertinente ed efficace, nonché ironica, sdoganando un tema con quello dei disturbi intestinali spesso ritenuto imbarazzante e perciò taciuto. affrontando un tema talvolta scomodo senza tacerlo, usando a volte ironia a volte metafore, liberandosi di un problema ingombrante, per così dire.


A firma di: Stefania Zona Contributor
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