Domenica 24 Giugno 2018
MacroambienteTrend 2018 per l’arredamento: crescono esportazione e omnicanalità

Trend 2018 per l'arredamento: crescono esportazione e omnicanalità

I trend 2018 per l'arredamento segnano una crescita del settore favorita dalle esportazioni e da nuove modalità di acquisto omincanali.


Virginia Dara

A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Trend 2018 per l'arredamento: crescono esportazione e omnicanalità

Dalla pubblica amministrazione digitale all’e-luxury, settori molto diversi tra loro hanno dovuto fare i conti in questi anni con le rivoluzioni sistemiche imposte dal digitale. Non sorprende, così, che anche i trend 2018 per l’arredamento risentano della tanto discussa digital disruption. È quello che mostra chiaramente il “World Furniture Outlook 2018”, un’indagine realizzata da CSIL (Centro Studi Industria Leggera di Milano) che contiene i dati analitici sull’industria del mobile e le previsioni sulla crescita della domanda nel 2018-2019 in 100 paesi di tutto il mondo.

Omnicanalità: così il digitale rivoluziona l’acquisto di mobili e arredamento

Come per qualsiasi tipo di acquisto, anche quando si tratta di arredamento e finiture per la casa, innanzitutto, la parola d’ordine è omnicanalità. Come si sente spesso dire, infatti, il viaggio del consumatore è ormai profondamente cambiato e prevede path un tempo inimmaginabili.

Anche chi acquista arredamento, in altre parole, è tra quei consumatori che consultano il web e i social network quando sono ancora alla ricerca di ispirazione, si recano in negozio fisico per vedere e toccare con mano i mobili scelti, tornano online quando si tratta di confermare le proprie decisioni e infine si recano nel negozio di prossimità per concludere l’affare o sfruttano le promozioni e le offerte speciali a volte disponibili sugli eCommerce. In altre parole? Quello che mostrano chiaramente i trend 2018 per l’arredamento è che anche in questo settore i touchpoint si sono moltiplicati nel tempo, arrivando ad assumere tutti lo stesso valore strategico.

  • Adottare una strategia omnichannel è, allora, essenziale per chi opera nel furniture e nell’arredamento. Chi ha più esperienza nel settore consiglia che, per evitare il rischio di cannibalizzazione, ciascun canale venga inizialmente isolato e gestito in maniera autonoma ma si faccia prevalere, successivamente, una logica tale da assicurare ai clienti un seamless customer journey, un’esperienza cioè letteralmente senza soluzioni di continuità.
  • Ciò richiede, inevitabilmente, una maggiore convergenza tra le diverse attività in cui è impegnata l’azienda, di comunicazione e di vendita, per esempio, e che siano on e offline.
  • Conoscere il cliente, le sue abitudini di acquisto, le attività che compie nelle diverse fasi del customer journey, come e dove le compie ed essere in grado di mapparle è altrettanto importante per un’azienda che si dica incentrata sul cliente.

Uno sguardo alla SEO: perché è importante farla nel settore del furniture

Proprio in questo senso è difficile ignorare come Amazon abbia rafforzato nel tempo la sua posizione di marketplace preferito dagli utenti anche quando si tratta di acquistare mobili e arredamenti per la casa. Secondo delle stime, per esempio, almeno la metà dei consumatori si rivolgerebbe in primis ad Amazon quando cerca prodotti del furniture. Ciò non può che spaventare, da un lato, i retailer. La reazione più utile sarebbe, allora, chiedersi cosa la piattaforma di Bezos offra ai consumatori che il “tradizionale” negozio di arredamento non riesce a fare: con ogni probabilità si tratta della possibilità di risparmiare e di quella di poter usufruire di un servizio di assistenza e post-vendita efficace. Investire su logistica e (social) customer care potrebbero, certo, apparire come strategie inarrivabili (o quasi) per i rivenditori più piccoli, anche qualora abbiano già puntato alla fetta digitale del mercato o improntato un eCommerce e così via.

Meno inarrivabile sembra, invece, puntare su una buona strategia SEO. Il primo consiglio degli esperti, considerato che «ci troviamo in un settore che, nell’ultimo periodo, è diventato estremamente competitivo, è strutturare una keyword research in grado di identificare ciò che l’utente cerca in maniera molto, molto precisa», come sottolinea Flavio Mazzanti, SEO specialist di Studio Samo, in un’intervista ai nostri microfoni in occasione di Inbound Strategies 2018. Utilizzare i giusti filtri e puntare sulle keyword di coda lunga verrebbero immediatamente dopo. «Faccio un esempio: quando si cercano le “dimensioni divano due posti” non serve tanto un articolo informazionale in cui si dicano le dimensioni giuste di un divano, che del resto dipendono dallo spazio che si ha in casa – continua l’esperto – ma è più probabile che l’utente stia chiedendo le dimensioni del mio (inteso come brand, rivenditore, ndr) divano e, quindi, nella pagina di atterraggio sarà opportuno rispondere a intenti come non solo “divano due posti” ma anche “dimensioni divano due posti”, “colore divano due posti”. Più si allunga la coda, più si ha probabilità del resto di raggiungere la SERP. Qui la fanno da padrone i big dell’arredamento che, oltre ad aver un brand molto conosciuto, più almeno dell’eCommerce che gestiamo, godono di un’autorevolezza che si traduce in una grandissima fiducia da parte di Google che tende a posizionarli in una posizione di vantaggio».

Uno sguardo d’insieme al settore dell’arredamento

Competitivo ma in crescita, insomma, il settore dell’arredamento presenta ancora molte opportunità per le aziende che sapranno organizzarsi, e in qualche caso riorganizzarsi, al meglio. Nel 2017, infatti, era un mercato che valeva al netto circa 425 miliardi di dollari americani. Tra i principali paesi importatori di mobili c’erano, e continueranno a esserci, gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito e la Francia. Il primo esportatore di mobili e arredamento è la Cina (le cui esportazioni valgono circa 50 miliardi di dollari all’anno, ndr), al terzo posto tra i paesi che più esportano arredamento però, e nonostante ci sia una buona industria manifatturiera autoctona, c’è anche l’Italia. Più interessanti, tra i trend 2018 per l’arredamento, sono le previsioni di crescita per l’intero mercato: solo il commercio estero di mobili dovrebbe aumentare, durante l’anno, di almeno il 4% e più in generale anche la crescita dei consumi dovrebbe attestarsi al 3.5%.

Con riferimento specifico all’Italia, il “World Furniture Outlook 2018” prevede una crescita, seppur moderata, del settore grazie soprattutto a un miglioramento della domanda estera che dovrebbe far aumentare le esportazioni. Lo stesso non si può dire del mercato interno: fattori di incertezza e elementi contestuali faranno sì che anche quest’anno la spesa per mobili e arredamenti sarà ridotta, nonostante la Legge di stabilità per il 2018, ancora in corso di approvazione, mantenga provvedimenti come il bonus mobili, ritenuto responsabile almeno in parte della crescita dell’1.3% registrata nel 2017.

Tornando a guardare ai mercati esteri, a preoccupare è soprattutto un apprezzamento previsto dell’euro nei confronti del dollaro: nelle migliori delle ipotesi, però, non dovrebbe essere tale da compromettere l’andamento delle vendite di mobili. Tra i principali importatori dall’Italia dovrebbero esserci, nello specifico, altri paesi dell’Unione Europea egli Stati Uniti. In aumento dovrebbe risultare quest’anno anche la domanda russa e cinese. I trend 2018 per l’arredamento parlano, insomma, di una crescita delle esportazioni di poco inferiore al 3% (percentuale calcolata a prezzi costanti, ndr). Tradotto? Sostenuto sia dalle vendite sul mercato interno che sui mercati esteri, il valore della produzione in termini reali aumenterà di quasi il 2%.

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