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MacroambienteDal contatto con la natura alla ricerca del benessere psicofisico: dati e trend del turismo enogastronomico nel 2021

Dal contatto con la natura alla ricerca del benessere psicofisico: dati e trend del turismo enogastronomico nel 2021

Com'è cambiato il profilo del turista enogastronomico in Italia dall'inizio della pandemia? Ecco le principali tendenze e alcuni spunti utili per gli operatori del settore emersi dal "Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021".

Dal contatto con la natura alla ricerca del benessere psico-fisico: dati e trend del turismo enogastronomico nel 2021

In un settore duramente colpito dalle restrizioni imposte dalla pandemia, gli operatori del mondo del turismo dovranno essere in grado di identificare ora più che mai le preferenze dei consumatori e di adeguarsi alle nuove tendenze in atto. In che modo la pandemia ha cambiato la domanda e quali opportunità per i player di questo settore? Tra i dati interessanti vi è sicuramente la crescita del turismo enogastronomico nel 2021, una tendenza messa in evidenza da un rapporto sul tema curato da Roberta Garibaldi.

Il turismo enogastronomico nel 2021 è in crescita nonostante la pandemia

È possibile parlare di una crescita evidente e costante dal 2016: se cinque anni fa soltanto il 21% degli italiani intervistati aveva svolto (nei tre anni precedenti) almeno un viaggio con l’esperienza enogastronomica come principale motivazione, nel 2019 questo dato è salito al 45%, arrivando a raggiungere il 55% nel 2021.

I dati pubblicati nel “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021” sono stati rilevati attraverso un’indagine svolta a marzo 2021 su un campione di mille italiani che negli ultimi due anni hanno effettuato una vacanza con (almeno) un pernottamento.

Da quando è iniziata la pandemia i posti di lavoro persi nel settore del turismo sono quasi 62 milioni, a livello globale (18,5% rispetto al 2019): si tratta di un dato che mette in evidenza i terribili effetti dell’emergenza sanitaria sul settore.

All’interno del report menzionato è possibile analizzare in maniera più approfondita l’impatto che la diffusione del COVID-19 ha avuto sul nostro Paese per quanto concerne nello specifico il settore enogastronomico: è infatti diminuito in media del 27% rispetto al 2019 il numero di esperienze enogastronomiche fruite dagli italiani. Inoltre, il 31% degli intervistati ha dichiarato di aver destinato a queste un budget inferiore rispetto al 2019.

Anche se nell’ultimo anno le opportunità di fruizione dei servizi legati al turismo sono state drasticamente ridotte e limitate a causa dei contagi, è possibile in ogni caso notare un interesse crescente verso il settore enogastronomico. Cosa è necessario che sappiano però gli operatori sulle nuove aspettative e sulle preferenze dei potenziali clienti?

Il profilo del turista enogastronomico: preferenze, trend e principali cambiamenti

Parallelamente al crescente appeal del settore enogastronomico è possibile identificare dei cambiamenti nel profilo dei turisti. Tra gli aspetti messi in evidenza dal report vi è la “riscoperta” da parte degli italiani dei territori e sapori nazionali. Sicuramente questo elemento è stato influenzato in parte dalle restrizioni ai viaggi internazionali imposte dai governi dei diversi paesi.

Le destinazioni preferite

Secondo il rapporto sul turismo enogastronomico nel 2021, la destinazione più desiderata tra le regioni italiane è la Sicilia, seguita da Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Toscana. Le città preferite invece sarebbero Napoli, Bologna e Palermo.

Buona parte dei turisti enogastronomici sceglierebbe le località di mare «come porta di accesso per partecipare a esperienze enogastronomiche memorabili nell’entroterra» (affermazione valida per il 53% del campione), come si apprende dal comunicato stampa di presentazione della ricerca. Seguono le località di mare le mete artistiche e le destinazioni di montagna.

Per quanto riguarda la scelta del posto in cui pernottare, l’86% del campione avrebbe intenzione di alloggiare in agriturismi e il 59% in relais di campagna. Si può notare, inoltre, la ricerca di esperienze leggermente diverse: si cercherebbero infatti alberghi a tema cibo-vino (per il 56% del campione), ma anche case sugli alberi (32%) e glamping (29%).

È interessante notare anche la crescente valorizzazione dei cibi tipici locali da parte dei turisti: l’80% degli intervistati infatti si aspetta una colazione a base di prodotti tipici. Si tratta di un dato che gli operatori del settore non possono trascurare se intendono offrire un’esperienza soddisfacente ai propri clienti.

Cosa è cambiato con la pandemia?

Le restrizioni imposte dal governo per contrastare l’emergenza sanitaria hanno avuto un impatto sulle abitudini dei consumatori, nei più svariati settori, e l’industria del turismo non rappresenta in tal senso un’eccezione. Tra i cambiamenti è possibile porre in evidenza il maggior desiderio di vivere esperienze all’aria aperta e di entrare a contatto con la natura. Non a caso, come riportato da Panorama, il glamping figura tra i trend del turismo per il 2021: quest’alternativa al campeggio consente ai viaggiatori di godersi la natura senza rinunciare alla comodità e ai servizi disponibili negli hotel.

Un altro aspetto interessante da tenere in considerazione riguarda la «volontà di vivere da protagonista le esperienze a diretto contatto con la natura»: a questo proposito, il “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021” mette in evidenza come spesso le tradizionali visite in cantina possano essere percepite dai turisti enogastronomici troppo simili tra loro (affermazione valida per il 60% del campione). Sembra esserci, dunque, una propensione alla ricerca di esperienze delle quali essere parte attiva: difatti, esperienze come la vendemmia attiva vengono sempre più apprezzate (come ha sottolineato il 53% degli intervistati). Si tratta di un insight utile per gli operatori del mondo vitivinicolo, perché ricorda che le classiche esperienze di degustazione o le visite guidate “passive non bastano per creare degli elementi di differenziazione solidi.

L’impatto della pandemia sulla salute mentale sembra inoltre aver portato gli individui ad acquisire maggiore consapevolezza del wellbeing. Questa preoccupazione sembra incidere sulla scelta dei territori, delle aziende e delle strutture da visitare, portando i turisti a privilegiare quelli che offrono la possibilità di realizzare attività che promuovono anche il benessere psicofisico. Come si apprende dal comunicato stampa di lancio del rapporto, buona parte dei turisti enogastronomici (65% del campione) vorrebbe in effetti «frequentare dei percorsi e dei workshop nelle aziende di produzione con informazioni utili sul benessere psicofisico».

A questo proposito, è possibile far riferimento ad alcune esperienze particolarmente desiderate dagli amanti del mondo vitivinicolo: queste coniugano passione per il vino e ricerca del benessere. Rientrerebbero in queste attività quelle sportive all’aperto come le spa nei vigneti e negli uliveti, ma anche wine trekking nei vigneti, yoga, forest bathing e picnic tra i filari.

Infine, sembra che il digitale abbia acquisito un «peso rilevante nelle fasi pre e post esperienziale», come riportato nel comunicato di presentazione del report: oltre all’uso crescente dei social network (in particolare di Instagram) nella fase di ricerca delle strutture, è interessante evidenziare l’importanza di queste piattaforme in una fase successiva. Dopo l’esperienza diretta, il 70% degli intervistati sfrutta i canali digitali per l’acquisto dei prodotti con consegna a domicilio, per la realizzazione di degustazioni digitali e/o per aderire a wine club.

Come ha sottolineato il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio «ogni nostra regione è un viaggio del gusto» e «le eccellenze del made in Italy possono diventare un traino per l’intero settore». Per questo è essenziale che gli operatori colgano al meglio le opportunità a disposizione, rispondendo alle nuove esigenze e preferenze di questi turisti.

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