MacroambienteTrend del video per il 2018: come integrarli in strategie di marketing

Trend del video per il 2018: come integrarli in strategie di marketing

Quali sono i trend del video per il 2018? Come possono contribuire a ottimizzare le strategie di marketing? Ecco le tendenze da non trascurare.

Trend del video per il 2018: come integrarli in strategie di marketing

Il consumo di contenuti in formato video da parte degli utenti è salito esponenzialmente negli ultimi anni e secondo i dati di ‘Cisco’ «entro il 2019, il video su IP rappresenterà l’80% del traffico IP globale». I numeri sono chiari e, per questo motivo, i marketer dovrebbero seguire questa tendenza, prestando particolare attenzione ai trend del video per il 2018.

Trend del video per il 2018: cosa si aspettano i consumatori dai marchi?

Di quali contenuti preferirebbero fruire gli utenti nel corso del 2018? Da un sondaggio condotto nel 2017 da ‘Hubspot’ su 3mila consumatori tra Germania, Stati Uniti, Colombia e Messico, è emerso che il 53% di essi si aspetta di vedere più contenuti video in futuro. Per quanto riguarda nello specifico il settore del marketing, il 54% ha dichiarato che tra i contenuti condivisi dai brand che segue i video sono quelli preferiti.

video sponsorizzati sembrano essere, secondo la stessa ricerca, quelli che catturano di più l’attenzione degli utenti – proprio perché vengono ricordati di più –, rispetto a immagini o contenuti testuali creati dai marchi.
 

Contenuti personalizzati e video di qualità

Il crescente interesse verso il formato video da parte degli utenti non si ferma alla domanda in termini di quantità: a essere richiesta è anche la qualità. Fortunatamente, la possibilità di creare contenuti audiovisivi di alta qualità è sempre di più alla portata di tutti e non solo dei grandi marchi o di chi possiede specifiche competenze e attrezzature: al giorno d’oggi basta uno smartphone e il video è pronto. Del resto, esistono diversi tool che consentono di ottimizzare i contenuti realizzati: l’azienda Movavi, per esempio, offre un utile software scaricabile sul computer che, oltre a consentire la conversione di video in qualsiasi formato, permette di stabilizzare e migliorare la qualità dei video creati.

Tra i trend del video per il 2018, non a caso, c’è anche la personalizzazione del contenuto. Un esempio è quella del marchio Cadbury, messa a punto per promuovere i cioccolati Cadbury Glow. Agli utenti è stata offerta l’opportunità di creare un video personalizzato con foto e nome della persona a cui la scatola di cioccolatini era indirizzata. Per realizzare tutto ciò bastava recarsi sul portale del brand, effettuare il login con il profilo Facebook da cui venivano presi i contenuti utili per la personalizzazione, condividere il prodotto realizzato con il destinatario a cui veniva consentito l’accesso al video tramite QR code o numero di telefono. La campagna si è rivelata un successo: sono stati raggiunti un click-through-rate pari al 65% e un tasso di conversione pari al 33%.

Video mapping

Tra i trend del video per il 2018 c’è anche il video mapping, la tecnica di realtà aumentata che consente di proiettare il video su di una superficie reale, dando l’idea che l’oggetto sia in 3D; spesso viene utilizzata per creazioni artistiche, anche molto elaborate dal punto di vista estetico. Questa tendenza inizia a spopolare anche nel mondo del marketing, come testimonia il video “Coca-Cola One Brand. In effetti, questo strumento può trasformare semplici eventi, lancio di prodotti o inaugurazioni in spettacoli davvero emozionanti.
Un altro esempio è quello di Nike: al NIKEiD Direct Studio a Londra, infatti, il brand offre la possibilità di personalizzare in tempo reale un paio di scarpe, proiettando il design desiderato su un modello di Air Force completamente bianche.

Live video streaming e strategie video-first

La decisione di Facebook di privilegiare i contenuti video rispetto ad altri formati rivela l’aspirazione dell’azienda di diventare la più grande piattaforma di video sharing sul web, posizione da molto occupata da YouTube. L’introduzione di Facebook Watch, la piattaforma interna di video streaming on demand lanciata da Zuckerberg ad agosto 2017, punta infatti a promuovere la creazione e la diffusione di contenuti originali ed esclusivi del social. Anche Twitter sembra intenda lanciarsi nella promozione di contenuti video, come rivelano alcune fonti interne secondo cui potrebbe essere introdotta una funzione in “stile Snapchat” per coinvolgere maggiormente gli utenti e spingerli a pubblicare video.

Se un’immagine vale più di mille parole, un video sembra valerne ancora di più: il riferimento è alla risposta a domande come “In che modo allacciare le scarpe?“, per fare un esempio. Si tratta di quesiti le cui risposte a parole renderebbero tutto più complesso. Per questo motivo è stata lanciata una sezione di Quora dedicata a risposte video – al momento però disponibile solo per un numero limitato di autori, in versione beta – in risposta non solo alla crescente popolarità di contenuti video ma anche di tutorial tipici di YouTube.

Il live streaming, tendenza del 2017, resterà tra i trend del video per il 2018, divenendo però ancor più sofisticato, interattivo e rendendo il consumatore maggiormente attivo. Un esempio potrebbe essere quello del brand id birra Amstel Radler che ha realizzato una diretta streaming su Facebook Live completamente guidata dai consumatori che, difatti, attraverso click sulle diverse emoticon, potevano decidere le azioni che i personaggi avrebbero effettuato in diretta.

Grazie a Facebook Live la diretta streaming è alla portata di tutti e può utile in una strategia di video marketing perché offre la possibilità non solo di trasmettere eventi in diretta, ma anche di realizzare interviste e mostrare il dietro le quinte, il tutto rigorosamente in tempo reale.

Realtà virtuale e video a 360 gradi

L’esperto di marketing e SEO Neil Patel ha condiviso le sue previsioni su come la realtà virtuale potrà cambiare il marketing online di molte aziende. A tal proposito si è fatto riferimento a Red Bull, brand noto per aver sviluppato una strategia comunicativa attorno a uno stile di vita estremo. Un passo in avanti per brand di questo tipo potrebbe essere, allora, pensare a esperienze in realtà virtuale: non ci si limiterà, quindi, a mostrare ai consumatori video di sport estremi, come per esempio compiere un salto dallo spazio alla Terra, ma si offrirà la possibilità di provare quello che succede in un’esperienza simile. Quindi, la realtà virtuale si dimostra un ottimo strumento di marketing, anche in quest’ottica, anche se è opportuno precisare che strategie di questo tipo non potranno essere alla portata di tutti i brand.

Fonte: YouTube

Tra i trend del video per il 2018 c’è anche la creazione di annunci pubblicitari a 36o°. Secondo un’indagine di Google, questi ultimi, messi a confronto con formati tradizionali, sembrano spingere gli utenti a vedere di più (durante l’esperimento, infatti, essi cliccavano per visualizzare la versione completa in misura maggiore rispetto al formato standard), proprio per il maggiore coinvolgimento che generano, dovuto all’interazione con il contenuto mediante scroll, inclinazione e rotazione.

La corsa ai contenuti video temporanei

Il numero di video visualizzati ogni giorno su Snapchat raggiunge i 10 milliardi, ma sembra non manchi la concorrenza. Dopo Facebook, Instagram, WhatsApp e Skype, arrivano anche le reels di YouTube, cioè brevi video di 30 secondi realizzati con lo smartphone e su cui inserire stickers, musiche, testi e filtri.

Contenuti brevi come questi continueranno a essere un ottimo strumento per le aziende che vogliono raggiungere in particolare un target più giovane, attratto da questa tipologia di format.

Trascrizione dei contenuti video

Inserire la trascrizione testuale del video è qualcosa che i brand devono considerare se vogliono rispondere alle esigenze degli utenti. È importante tener conto che l’85% dei video viene visualizzato senza suono, per cui avere una trascrizione accurata dei contenuti diventa essenziale. Inoltre, ci sarebbero dei vantaggi in ottica SEO, poiché i motori di ricerca rintraccerebbero delle keyword ottimizzate e in linea con le ricerche specifiche degli utenti, fornendo così a questi ultimi risultati più rilevanti.

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