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MacroambienteI principali trend dell’intelligenza artificiale per il 2022 e il loro impatto sulle aziende di molteplici settori

I principali trend dell'intelligenza artificiale per il 2022 e il loro impatto sulle aziende di molteplici settori

trend dell'intelligenza artificiale per il 2022

Quali saranno i trend dell'intelligenza artificiale che segneranno il 2022? Ecco le previsioni degli esperti, alcuni spunti e insight raccolti a SMAU Napoli 2021.

Il 2021 sta per concludersi e, secondo alcune previsioni, il valore di mercato delle soluzioni di IA nel nostro Paese potrebbe raggiungere circa 400 milioni di euro di fatturato, evidenziando lo sviluppo di un «ecosistema produttivo italiano che si fa sempre più forte», come ha affermato Giacinto Fiore. L’esperto, insieme a Pasquale Viscanti, fondatori di IA Spiegata Semplice, ossia una community italiana di intelligenza artificiale dedicata a imprenditori, manager e studenti che vogliono comprendere meglio questa tecnologia, ha parlato ai nostri microfoni, durante l’evento SMAU Napoli 2021, dei principali trend dell’intelligenza artificiale per il 2022.

L’IA sarà sempre più accessibile a tutte le imprese

Ascoltando l’opinione di diversi esperti sembra che l’IA stia diventando sempre più diffusa e accessibile a tutte le tipologie di imprese. A questo proposito, durante il loro intervento all’evento menzionato, come primo trend dell’intelligenza artificiale per il 2022 Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti hanno menzionato le AI company, vale a dire aziende specializzate in intelligenza artificiale.

I trend dell’intelligenza artificiale per il 2022 | Pasquale Visconti e Giacinto Fiore

I trend dell'intelligenza artificiale per il 2022 | Pasquale Visconti e Giacinto Fiore

Negli ultimi anni grandi imprese come Enel, TIM o Vodafone (solo per citarne alcune) hanno scelto di dar vita a startup o hanno assunto delle figure interne per poter applicare l’IA alla propria attività. Tuttavia, secondo gli esperti da ora in poi prolifereranno sempre di più le AI company, cioè aziende che nascono già con lo scopo di creare dei prodotti e dei servizi basati sull’intelligenza artificiale per poi proporli sul mercato, con riferimento specifico a  b2b o b2c , nei più svariati settori.

In un articolo pubblicato sulla rivista Forbes, Bernard Marr, autore di diversi libri su business e tecnologia, tra i principali trend dell’intelligenza artificiale per il 2022 ha menzionato l’utilizzo di soluzioni low-code e no-code per rendere l’IA più accessibile a tutti[1]. Uno dei principali ostacoli all’adozione delle soluzioni basate sull’IA è stata, come ha spiegato l’esperto, «la scarsità di ingegneri di IA qualificati in grado di creare tool e algoritmi necessari» e adatti a ogni azienda. Le soluzioni no-code e low-code possono consentire di superare questa sfida, proponendo interfacce più semplici da utilizzare per lo sviluppo di complessi sistemi di IA.

Un articolo pubblicato a ottobre 2021 dall’Harvard Business Review pone enfasi su come queste soluzioni rappresentino un’opportunità notevole per le piccole e medie imprese che potranno impiegare l’IA per elaborare e gestire enormi quantità di dati utili per ottimizzare la customer experience, per far crescere il proprio business e per rendere tutte le operazioni aziendali maggiormente efficienti, «senza dover assumere un costoso esercito di sviluppatori e di data scientist».

La generative AI potenzierà l’attività creativa in diversi settori (e anche nel marketing)

Secondo IBM con l’espressione generative AI si fa riferimento a «programmi che sono in grado di partire da contenuti testuali, file audio o immagini per creare nuovi contenuti plausibili»[2]. Questa tecnologia ha già dimostrato la propria utilità in diversi settori, in particolare per quanto concerne l’ottimizzazione dell’attività creativa, permettendo per esempio di dar vita a musica, opere d’arte e anche videogiochi. È probabile però che nel 2022 diventi sempre più accessibile e soprattutto sempre più utile per la realizzazione anche di compiti quotidiani che richiedono un minimo sforzo creativo.

A questo proposito, nel 2020 OpenAI, laboratorio di ricerca sull’IA di San Francisco, ha introdotto l’algoritmo GPT-3, che consente di generare testi di qualità, rendendo spesso difficile comprendere se il contenuto è stato scritto da un essere umano o da un’intelligenza artificiale. In un’intervista ai nostri microfoni, Pasquale Viscanti ha parlato delle opportunità che questa tecnologia può riservare alle aziende che si occupano di editoria o per i proprietari di blog che potrebbero aver bisogno di un supporto per la creazione di articoli di differente tipo, in maniera veloce e automatizzata.

Inoltre, nel corso dell’intervento alla fiera, i due esperti già menzionati hanno fatto riferimento ai potenziali vantaggi nel marketing, sottolineando che questo trend potrà diventare sempre più rilevante per diversi professionisti del settore: questa tecnologia, infatti, permette di analizzare argomenti di interesse per un dato target e di creare contenuti adatti e ottimizzati in ottica SEO. A questo proposito Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti hanno menzionato Zulla, un’azienda che si occupa dello sviluppo di soluzioni basate sull’IA che permettono a professionisti, blog o testate di creare testi di diverso tipo (come post per i social, descrizioni di video per YouTube o per TikTok, copy per annunci o schede prodotto), imitando lo stile di scrittura e il tono di voce dell’autore.

Pensando invece a come l’IA potrà contribuire a ottimizzare la customer experience nel mondo del retail e in particolare dell’ ecommerce , gli esperti hanno citato Dilium, una startup che permette ai proprietari dei negozi online di creare dei modelli in 3D dei propri prodotti in maniera semplice e veloce. Basta usare lo smartphone, scattare delle foto a 360 gradi dei prodotti per poi generare, grazie all’IA, dei modelli in 3D degli oggetti: un modo alternativo e più coinvolgente per consentire ai consumatori di consultare il catalogo online dello store.

L’intelligenza artificiale avrà un ruolo chiave nello sviluppo del metaverso

Pensando ai trend che hanno segnato il 2021 e che segneranno anche il prossimo anno è impossibile non citare il metaverso e il ruolo che l’IA avrà nel suo sviluppo. Questa tendenza è stata citata anche da Bernard Marr nell’articolo su Forbes, in cui l’esperto fa notare come questa tecnologia sarà fondamentale per la creazione di luoghi virtuali in cui gli utenti potranno effettuare un gran numero di attività. Presto potrebbe essere infatti possibile condividere ambienti digitali altamente immersivi con «esseri basati sull’IA che ci aiuteranno nello svolgimento di compiti o che saranno semplicemente dei partner in una partita di tennis o di scacchi quando vorremo rilassarci».

L’IA avrà in questo senso un ruolo importante nel supportare i content creator nella realizzazione di compiti ripetitivi o particolarmente complessi: i sistemi di IA impareranno dagli esempi e dai modelli proposti nel metaverso e li useranno per contribuire al processo creativo, come ha fatto notare Christoffer Holmgård, CEO e co-fondatore di modl.ai’s, azienda che si occupa di intelligenza artificiale applicata allo sviluppo di videogiochi. In un’intervista pubblicata su European Gaming, l’esperto ha sottolineato che in futuro nel metaverso questi sistemi saranno in grado di apprendere dal comportamento degli utenti e adattare la loro esperienza in base alle preferenze e alle interazioni con l’ambiente digitale in cui essi si trovano[3], contribuendo così a promuovere delle esperienze personalizzate per ciascun individuo.

L’AIoT tra i trend dell’intelligenza artificiale per il 2022

Prima si tendeva a distinguere l’AI dall’IoT, ma secondo Giacinto Fiori, «l’anno prossimo vedremo nascere e consolidarsi esperienze che uniscono i dati all’IA». Per fare un esempio più concreto è possibile pensare alle aziende dell’industria metalmeccanica che potrebbero essere ottimizzate grazie all’AIoT (artificial intelligence of things), intesa come l’abbinamento di tecnologie di IA con infrastrutture dell’Internet delle cose, così da consentire un’analisi e una gestione dei dati più efficienti.

Grazie a questa tendenza crescente, i dati verranno generati dai macchinari non per essere lasciati semplicemente all’interno di un database, senza un’utilità precisa come spesso succede, bensì per essere sfruttati per migliorare la performance aziendale e ridurre i rischi. Aziende come Crossover Software consentono ai clienti di applicare «un piccolo dispositivo che attraverso un cavo di rete è in grado a oggi di raccogliere i dati» provenienti dai comuni macchinari permettendo per esempio di fare manutenzione predittiva su questi ultimi, come ha spiegato Pasquale Viscanti.

Il trend dell’AIoT avrà, inoltre, un impatto sempre maggiore anche in altri settori, come per esempio quello dell’agricoltura intelligente: attualmente molte aziende scelgono già di utilizzare dei sensori posizionati sui terreni da coltivare, permettendo agli algoritmi di raccogliere dati, di elaborarli e di conoscere, preventivamente, come sarà per esempio la produzione di un determinato alimento. Soluzioni di questo tipo vengono proposte da aziende come AgerAi, che permettono ai produttori di tenere i propri clienti aggiornati sulla quantità di prodotto che potrà essere consegnata entro una determinata data.

Il contributo crescente dell’IA al mondo della sicurezza: dalla cybersecurity alla sicurezza in-store

Tra i trend dell’intelligenza artificiale per il 2022 vi sono anche le diverse applicazioni al mondo della sicurezza. Nell’intervista rilasciata alla nostra testata, Giacinto Pasquale ha affermato che si tratta di un settore in cui l’IA sta facendo «passi da gigante» e in cui presto sarà possibile apprezzare un maggiore utilizzo. Partendo dalla sicurezza fisica, in particolare all’interno dei negozi, i retailer possono sfruttare soluzioni che consentono di notificare allo staff, in tempo reale, un eventuale furto in un determinato reparto e scaffale.

Vaak e Third Eye sono due start up note per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per prevenire furti all’interno degli store[4]. Il sistema proposto da Vaak, per esempio, è stato allenato partendo dall’analisi di diverse ore di registrazione provenienti da telecamere di sorveglianza. Questo ha permesso al sistema di imparare a rilevare comportamenti sospetti, analizzando differenti pattern comportamentali relativi al modo in cui i clienti camminano, ai movimenti delle mani, alle espressioni facciali, ecc. Nel caso in cui venga identificato un comportamento inadeguato, lo staff aziendale viene immediatamente allertato.

Secondo Bernard Marr, poi, alcune delle applicazioni più significative che verranno sviluppate nel campo dell’IA nel 2022 riguarderanno la cybersecurity. Pensando per esempio al mondo delle banche, come fatto notare sul sito di IBM[5], questa tecnologia permetterà di rilevare dei comportamenti anomali di soggetti malintenzionati, di identificare tentativi di accesso fraudolenti e di rispondere in maniera veloce per prevenire eventuali cyberattacchi, in maniera sempre più efficiente.

Infine, un altro esempio menzionato da Giacinto Fiore a tal proposito riguarda l’utilizzo della voce come parametro biometrico per accedere ai propri account e/o per effettuare dei pagamenti: questa applicazione fa intuire l’impatto crescente che l’IA avrà nella vita di tutti i giorni.

IA responsabile: verso un uso più etico (per tutelare le persone e il pianeta)

Tra i quattro trend identificati da Gartner vi è l’IA responsabile. Secondo l’azienda di ricerca e consulenza, nei prossimi anni le organizzazioni dovranno essere in grado di sviluppare e gestire dei sistemi di intelligenza artificiale che siano etici e trasparenti. Gartner stima che entro il 2023 «tutto il personale dedito allo sviluppo di sistemi di IA dovrà dimostrare di possedere esperienza in “responsible AI”», come si legge in un comunicato pubblicato a settembre 2021[6].

Vi sarà una crescente attenzione allo sviluppo di sistemi AI in grado di tutelare la privacy degli utenti, adeguarsi alle normative in vigore e minimizzare eventuali bias. Per quanto concerne questi ultimi, dovrebbe aumentare l’impegno da parte delle organizzazioni nel cercare di individuare dei pregiudizi impliciti dovuti a bias negli algoritmi che spesso conducono a decisioni discriminatorie e non etiche basate sull’età, sull’etnia o sul genere degli individui.

Durante il loro speech, Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti hanno inoltre sostenuto che il prossimo anno sarà quello in cui si guarderà all’IA come a uno strumento chiave per combattere l’inquinamento. A questo proposito, gli esperti hanno fatto riferimento all’European Green Deal o Patto Verde Europeo, ossia alcune iniziative politiche definite dalla Commissione Europea per cercare di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Il potenziale dell’IA per la tutela del pianeta viene messo in evidenza in un documento del Parlamento europeo di maggio 2021[7] sul ruolo di questa tecnologia nel raggiungimento degli obiettivi prefissati dal patto.

I vari trend identificati sembrano puntare verso una forza lavoro potenziata dal contributo dell’intelligenza artificiale nei più diversi settori: dall’industria al marketing, fino all’eCommerce. Al contempo, questa tecnologia tenderà a essere sempre più presente nel quotidiano delle persone, aiutandole nello svolgimento di differenti compiti. Infine, sembra emergere una crescente preoccupazione verso un uso più consapevole ed etico dell’IA, che punti non solo alla tutela delle persone ma anche alla cura del pianeta.

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