Trend digitali e atteggiamento dei consumatori: dai chatbot alla realtà virtuale

Uno studio sui trend digitali del 2017 rivela alcuni dettagli importanti circa l'atteggiamento dei consumatori verso chatbot, VR e AR.

Trend digitali e atteggiamento dei consumatori: dai chatbot alla realtà virtuale

L’agenzia britannica Code Computer Love ha svolto un’indagine che ha coinvolto 1000 adulti residenti nel Regno Unito per verificare il loro sentiment riguardo a chatbot, realtà virtuale e assistenti vocali, cioè in pratica i principali trend digitali del 2017Dopo aver raccolto questi dati, sono stati aggiunti quelli provenienti dall’indice delle notizie di Google e qualche metrica riguardante i temi della ricerca per valutare quanto se ne parla in Rete. Lo studio punta in sostanza a verificare se i brand e i consumatori sono sintonizzati su determinati argomenti, in particolare sui trend digitali del 2017.
Le domande da porsi a questo punto sono: i consumatori vogliono realmente interagire con i brand attraverso queste nuove tecnologie? E i brand sono preparati a questo?

I TOP TREND DIGITALI DEL 2017

Realtà aumentata e realtà virtuale hanno generato nell’ultimo anno una mole di notizie ed articoli enorme, mentre tecnologie come chatbot, pagamenti mobile e assistenti digitali vocali dopo un primo boom iniziale sono lentamente spariti; nonostante ciò, sembra che i pagamenti mobile – che hanno fatto meno rumore rispetto ad altre tecnologie – siano la tecnologia che gli utenti aspirano ad utilizzare di più nel corso di quest’anno. Il dato che ha creato più interesse è quello che mostra come un intervistato su cinque, tra i 25 e i 34 anni, abbia dichiarato di voler passare meno tempo davanti ad uno schermo durante il 2017. I pagamenti mobile rappresentano anche l’argomento digitale più cercato. 

Per quanto riguarda la realtà aumentata, invece, 9 intervistati su 10 non sono interessati ad utilizzare questo tipo di tecnologia.

I temi che suscitano più interesse, comunque, sono: 

  • i pagamenti mobile e gli assistenti vocali, tecnologie digitali che gli utenti sono disposti ad utilizzare o che utilizzano per la facilità d’utilizzo e la comodità del servizio. I negozianti che non accettano ancora i pagamenti da mobile sono in qualche modo a rischio, poiché un potenziale consumatore potrebbe decidere di andare altrove;
  • lo scarso interesse verso i sistemi per ordinare articoli come Amazon Dash;
  • la realtà virtuale e la realtà aumentata: in pochissimi ne hanno compreso le reali potenzialità. In ogni caso, se la realtà virtuale pareva essere ben avviata verso un vasto pubblico, la realtà aumentata per un certo periodo ha iniziato ad avere maggiore successo. Un esempio? Pokémon GO. Nonostante i tentativi da parte delle aziende di rendere ancora più accessibile la VR con dei dispositivi a buon mercato, la sua restrittività non l’ha resa decisamente appetibile; al momento l’unico settore in cui pare funzionare è quello video-ludico che però porta l’utente a vivere un’esperienza solitaria. In un mondo in cui l’aspetto social sta diventando sempre più fondamentale, l’AR sembra avere sviluppi più interessanti, almeno da questo punto di vista, senza dimenticare gli altri possibili utilizzi nel mondo del marketing;
  • nuovi prodotti o prodotti migliorati? La metà degli utenti ha suggerito che non è necessario creare nuovi dispositivi, basterebbe migliorare i prodotti e servizi che già utilizzano;
  • la visualizzazione a 360 gradi dei negozi attraverso il web: questo consente agli utenti di vivere un’esperienza immersiva pur essendo in un mondo virtuale.

PUNTI CHIAVE E SUGGERIMENTI

I risultati di questo studio mostrano chiaramente che molti utenti non sono interessati a determinate tecnologie per un motivo ben preciso e cioè la mancata interazione e conoscenza reale di queste. Non è da escludere che una sorta di formazione ed un utilizzo di questi strumenti possa aiutare gli scettici a cambiare parere; determinate tecnologie necessitano di molto tempo prima di riuscire ad oltrepassare lo scoglio degli early adopter.

Cosa spinge, comunque, un brand a sperimentare tecnologie ancora sconosciute al pubblico? La motivazione principale è che innovare ed investire in ricerca e sviluppo offre un grande vantaggio competitivo in un mondo che oramai, grazie al digitale, è sempre più veloce. Il problema è che spesso concentrarsi troppo sull’innovazione equivale a distrarsi dal lavoro di miglioramento dei prodotti e servizi già esistenti.

Con le previsioni che indicano un minore utilizzo dei dispositivi digitali nel tempo libero e con gli utenti che preferiscono un po’ di digital detox, ogni marketer ha bisogno di rendere efficaci le poche interazioni con essi. Il rischio è di perdere un cliente per sempre a causa dell’esperienza non soddisfacente.


Giuseppe Petrellese
A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing
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