Dagli oggetti connessi al valore del fallimento: tutti i trend digitali del 2018

Akamai, Gartner e altri esperti di settore hanno provato a individuare i trend digitali del 2018. Protagonisti? Iot, AI e connessioni mobile.

Dagli oggetti connessi al valore del fallimento: tutti i trend digitali del 2018

Come racconta ‘Akamai’, azienda leader nel cloud delivery, nel 2018 saranno trent’anni da quando Stoccolma venne connessa al National Science Foundation Network, la prima infrastruttura Internet nata negli Stati Uniti. Un trentennale che segna insomma, semplificando e guardando ai suoi effetti sistemici, l’entrata in Rete dell’intera Europa. Da allora, prevedibilmente, molte cose sono cambiate nell’uso quotidiano di Internet, in tutte le sue forme. Come ogni anno, così, è lecito chiedersi quali altri cambiamenti macroscopici interesseranno l’infrastruttura, gli strumenti messi a disposizione degli utenti, le dinamiche d’utilizzo. In altre parole, quali saranno i trend digitali del 2018?

Digitalizzazione e fallimento: la chiave del successo

Come scrive Forbes, nell’anno a venire la tanto discussa digital trasformation sarà un vero imperativo per aziende e altri soggetti business. Prima di analizzare, infatti, le singole tecnologie che saranno a disposizione delle aziende o i cambiamenti operativi che sconvolgeranno il modo di fare business, c’è un fattore culturale da prendere in considerazione: ogni brand, ogni imprenditore non potrà più fare a meno di considerarsi parte di un flusso; con quanta più facilità accetterà questa verità così, tanto più preparato sarà a sfruttare i benefici della digital disruption.

Secondo ‘Gartner’, società che ogni anno si occupa di previsioni tech, nel 2018 del resto persino giganti come Apple, Amazon Facebook, Alibaba potrebbero distruggere quello che fin qua è stato il loro business model nel tentativo di rispondere, quando non addirittura indirizzare, ai cambiamenti di mercato. Una delle tendenze del 2018 sarà, insomma, quella del failure-as-a-service: riconoscere immediatamente cosa non funziona e perché sarà, in altra parole, un elemento chiave di differenziazione tra realtà e business di successo e non.

Così gli oggetti connessi saranno protagonisti del 2018, tra prospettive e problematiche

Tra i trend digitali del 2018, comunque, non si può fare a meno di notare l’avanzare inarrestabile dell’Internet of Things. Ancora secondo ‘Gartner’, dagli elettrodomestici alle automobili, il numero di oggetti connessi è aumentato durante quest’anno di oltre il 30% rispetto al 2016 e l’incremento potrebbe essere nei mesi a venire ancora più consistente. Quando si parla di Internet delle cose, però, non si possono ignorare alcuni fattori.

  • Il rischio sicurezza: secondo ‘Akamai’ ogni oggetto connesso, anche il più semplice, potrebbe diventare un pericoloso strumento in mano a criminali 2.0. Tra i cybercrime potrebbero aumentare così, quest’anno, gli attacchi DDos anche su vasta scala e i casi in cui un oggetto connesso o smart possa essere utilizzato come backdoor per penetrare reti e network aziendali.
  • Il rischio privacy, così, è strettamente connesso all’avanzata dell’IoT. Non si tratta solo di considerare l’eventualità di cyberattacchi che portino i malintenzionati a trafugare informazioni sensibili. Più in generale, gli oggetti connessi producono una grande mole di big data. Dati che un’azienda dovrebbe imparare ad analizzare se vuole rendere più efficiente e customer oriented i suoi servizi, ma che soprattutto dovrebbe imparare a tenere al sicuro. Anche il consumatore medio, del resto, è sempre più sensibile quando si tratta di tutelare le sue informazioni personali e sensibili e, per chi opera in Europa, ci sono ormai le previsioni – pur ampiamente contestate – del GDPR, il nuovo Regolamento per la Privacy, che non possono essere ignorate.
  • La data analysis: quando si parla di dati che l’Internet of Things rende disponibili, comunque, non si può ignorare neanche che, dal manifatturiero alla salute pubblica, passando per le smart city, informazioni come quelle raccolte dagli oggetti connessi riescono a rendere più efficiente qualsiasi tipo di servizio. A patto, certo, di aver implementato una buona strategia di analisi dei dati e strumenti e path ad hoc.
  • Lo sviluppo di sistemi di edge computing: tra i trend digitali del 2018 ci sarà la necessità di andare oltre i più tradizionali sistemi cloud, proprio in virtù della grande mole di informazioni da elaborare e della necessità di rendere sempre più leggere, delocalizzate, sicure le operazioni IT.

Dalla realtà virtuale alle strategie video: cosa ci riserva il 2018

Meno precise le previsioni quanto al futuro della realtà virtuale. C’entra in parte la confusione, anche linguistica, che esiste tra realtà virtuale, realtà aumentata, realtà mista. Se è vero comunque che alcune aziende stanno utilizzando sistemi di questo tipo per anticipare l’esperienza d’acquisto o rendere possibili altre forme di fruizione del catalogo, per esempio, non si può negare – come sottolineano gli esperti – che esistono alternative altrettanto efficaci ma decisamente più economiche, come la visualizzazione in 3D, né che anche le applicazioni meglio progettate rischiano di non generare un’esperienza utenti soddisfacente a causa di una cattiva connessione a Internet.

Tra i trend digitali del 2018, del resto, sia ‘Akamai’ che ‘Gartner’ hanno individuato anche lo switch verso il 5G. A renderlo necessario? Il numero sempre maggiore di oggetti connessi di cui si è detto e la mole di dati da elaborare e conservare che producono. Persino il settore, nuovissimo, delle auto connesse e dei veicoli autonomi potrebbe accelerare il passaggio al 5G, dal momento che sono impensabili per un’auto a guida autonoma dei problemi di connettività. Questo passaggio, però, non sarà certo istantaneo: con ogni probabilità non avverrà prima del 2020, nel frattempo si potrà utilizzare già quest’anno una connessione dati intermedia, quella del Gigabit LTE.

Se già il 2017 era stato nominato a più voci l’anno del video, anche per il 2018 ci si aspetta molto da questo tipo di contenuti. Nei prossimi mesi, in particolare, si dovrà puntare al mobile: gli utenti si aspettano ormai infatti di poter fruire contenuti video anche dai loro smartphone o dai loro tablet con una qualità e, più in generale, un tipo di esperienza che sia in tutto e per tutto paragonabile a quella televisiva. Più in generale, invece, quando si guarda a strategie video non si può fare a meno di considerare che i mondiali di calcio in Russia costringeranno, nel 2018, i broadcaster ad adottare nuove strategie per lo streaming televisivo che facciano coppia con sistemi di protezione contro la pirateria e la trasmissione illecita di contenuti coperti da diritti. Il video rientra, poi, tra i più rilevanti trend del 2018 per quanto riguarda l’ad tech.

Quale futuro per l’AI? I trend per il 2018

Riconosciuta dagli esperti del settore tra i principali game changer da qui al 2020, anche l’intelligenza artificiale infine ha il suo spazio tra i trend digitali del 2018, per il modo in cui contribuirà alla costante evoluzione del mercato del lavoro, per esempio: ancora secondo ‘Gartner’ infatti, mentre taglierà 1,8 milioni di vecchi posti di lavoro, l’AI ne creerà quest’anno almeno 2,3 milioni di nuovi. Le sue applicazioni, comunque, saranno delle più varie. Verrà utilizzata, per esempio, per creare contenuti: in questo senso la paura più grande è che il risultato possano essere notizie manipolate ad hoc e l’aumento, esponenziale, delle fake news. Verrà sfruttata, però, anche per creare chatbot, soluzione che le aziende dovrebbero preferire quest’anno rispetto al più tradizionale sviluppo di app perché più economica, efficiente, coinvolgente.

Se si parla di AI non si può non guardare poi alla diffusione degli assistenti vocali, sul modello di Amazon Echo: il 2018 sarà, in questo senso, l’anno dell’arrivo di HomePod, lo smart speaker di casa Apple che oltre il mondo dei comandi vocali dovrebbe rivoluzionare anche il modo di ascoltare musica. Secondo ‘Akamai’, infatti, dovrebbe diventare il mezzo prediletto dal 39% di chi ne possiede uno e non sarebbe la prima volta, del resto, che un’invenzione di casa Apple cambi totalmente la fruizione musicale.

Dalla crescente popolarità dei bitcoin al sempre più diffuso impiego della blockchain, i trend digitali del 2018 non dovrebbero lasciare immune infine neanche il mondo della tecnofinanza.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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