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MacroambienteTrend eCommerce 2022: come cambierà quest’anno il modo di fare acquisti online

Trend eCommerce 2022: come cambierà quest'anno il modo di fare acquisti online

Dalle tante sfumature di social commerce a metodi di spedizione e pagamento più flessibili e personalizzabili: alcuni trend eCommerce 2022.

Si faranno più compere sui social media e tramite gli assistenti digitali, ma si cercheranno anche più prodotti personalizzati e soluzioni su misura sia per le consegne e sia per i pagamenti, secondo i trend eCommerce 2022.

Il 2021 è stato l’anno in cui il commercio digitale ha ricominciato a crescere a ritmi pre pandemia (o quasi), dopo che l’emergenza sanitaria ha cambiato le abitudini d’acquisto rendendo molti consumatori “più digitali”. Con un ricavato annuo che dovrebbe superare, solo in America e solo per quanto riguarda la fetta b2c , i cinque miliardi di dollari entro fine anno[1], quali saranno però i principali trend eCommerce 2022?

Il 2022 sarà l’anno degli acquisti sui social (e durante le dirette streaming)

Secondo Sprout Social una delle principali tendenze nei mesi a venire sarà quella al social commerce , ipotesi su cui concorda anche chi ha analizzato i principali social media trend 2022. Poter acquistare direttamente da pagine e account digitali di brand e aziende è possibile oggi grazie a quella omnicanalità tanto auspicata in questi anni per ogni strategia di vendita e, soprattutto, sembra abitudine ben radicata nella fetta, sempre più consistente, di consumatori giovani e giovanissimi.

In media un Millennial e un membro della generazione z su due avrebbero già acquistato almeno una volta sui social e in questa prospettiva non stupisce che, stando ancora a degli insight di Sprout Social, il 79% dei business ha intenzione di investire in social commerce nei prossimi tre anni indipendentemente dalle proprie dimensioni e dal settore in cui opera.

investimenti in social commerce 2022

Fonte: Sprout Social

Il principale vantaggio di vendere sui social, a parte la facilità con cui i consumatori scoprono nuovi prodotti e nuovi brand e se ne innamorano, ha a che vedere con un customer journey più “fluido”, che ha meno probabilità di interrompersi e più probabilità invece di concludersi con un solo click o quasi.

social commerce perché conviene 2022

Fonte: Sprout Social

A incentivare e allo stesso tempo facilitare il social commerce saranno alcune impostazioni ad hoc, dai Facebook Shops agli shoppable post su Instagram, solo per citare le più largamente note, rese disponibili dalle piattaforme.

Il trend ecommerce 2022 più difficile da ignorare parlando di social commerce potrebbe essere, più nel dettaglio, lo shopstreaming . Comprare durante delle dirette sui social è per molti versi la versione “2.0” del comprare durante le televendite ed è un’abitudine che viene soprattutto dal mercato asiatico, dove quest’anno le vendite in live streaming potrebbero arrivare a rappresentare il 15% del totale. Gli altri mercati hanno familiarizzato con il live shopping soprattutto durante i primi mesi di pandemia, quando le misure di contenimento del contagio hanno tenuto chiusi negozi e centri commerciali e la soluzione degli acquisti durante le dirette sui social media sembrava tra quelle più capaci di “simulare” l’esperienza d’acquisto in store.

Lo shopstreaming consente ad acquirenti o potenziali tali di osservare il prodotto, vederlo utilizzato o indossato, rivolgere dubbi e perplessità al venditore, chiedere più informazioni a chi si occupa di assistenza pre vendita. Sempre più in futuro, però, nelle dirette social finalizzate alle vendite potrebbero essere coinvolti influencer e personaggi famosi con l’obiettivo di trasformare le stesse in veri e propri spettacoli: allo shoptainment, ossia a uno shopping che sia sempre più anche intrattenimento, guardano molte delle nuove impostazioni per gli acquisti in diretta di recente introdotte da piattaforme come TikTok o Twitter.

Perché per chi acquista online saranno sempre più importanti i contenuti e la possibilità di parlare con i brand

Come sottolinea Business Insider, il futuro imminente dello shopping online è nel «content commerce»[2]: la formula prova a riassumere l’evidenza che cliccare sul bottone “acquista” è solo l’atto finale di un funnel in cui un ruolo fondamentale lo giocano contenuti divertenti, coinvolgenti, di valore, capaci di generare desiderio o bisogno nell’utente e insieme forieri di lead concreti, come le vendite appunto.

Per vendere online continueranno a essere indispensabili, in altre parole, una buona strategia di content marketing e per i branded content e delle collaborazioni con content creator professionisti che abbiano community affini ai propri target aziendali.

Con un po’ di budget a disposizione e nell’ottica di un viaggio del consumatore che ha un numero sempre maggiore di “tappe” virtuali potrebbe essere elemento distintivo arricchire la user experience sul proprio eCommerce con contenuti immersivi come immagini e rendering 3D e navigabili dei propri prodotti o fruibili solo in AR e VR.

Chi ha analizzato i trend eCommerce 2022 non ha dubbi, infatti, nel considerare realtà aumentata e realtà virtuale due tecnologie “critiche” per il commercio digitale nell’immediato futuro. Non lo saranno tanto perché preludio alle soluzioni per fare shopping nel metaverso , quanto perché il passato più recente è stato rappresentato da alcune soluzioni come i camerini virtuali in cui continuare a provare i propri outfit preferiti grazie ai filtri AR, anche quando i negozi fisici erano chiusi o non permettevano la prova dei capi per ragioni igienico-sanitarie.

Rientrano in queste soluzioni anche le app messe a disposizione dai rivenditori del furniture affinché i clienti potessero sfruttare il tempo passato in casa in quarantena per arredare i proprio ambienti domestici, esplorando diverse soluzioni facendo tap sulla fotocamera del proprio smartphone e utilizzando apposite lenti VR che simulavano la presenza nella stanza di nuovi elementi d’arredo.

Rientrano, ancora, in queste soluzioni anche specchi virtuali nelle app o sui siti dei beauty brand con cui testare nuovi prodotti per il make-up o per la skin care in tutta sicurezza e senza paura del contagio.

Un’esperienza d’acquisto “aumentata” anche nei suoi passaggi digitali è qualcosa a cui da consumatori non si è più disposti a rinunciare e, come sottolinea Business Insider, il successo di AR e VR come soluzioni per lo shopping online parla più in generale di quanto sempre più importante sia per i merchant investire in marTech, ossia in soluzioni di alta tecnologia per l’eCommerce.

quanti utenti usano AR e VR

Realtà aumentata e realtà virtuale saranno tecnologie sempre più strategiche per l’eCommerce anche in virtù di un’adozione sempre più diffusa tra gli utenti comuni. Fonte: eMarketer

I mesi a venire potranno essere, comunque, anche quelli dell’exploit del conversational commerce, stando alle previsioni di Sprout Social. Già oggi una buona fetta di consumatori (il 40% secondo dei dati citati dalla stessa agenzia) considera irrinunciabile un servizio di social customer care e sarebbe più predisposto a restare fedele a un brand se e quando può approfittare di un’assistenza clienti via social appunto.

Cosa succederebbe, però, se chattando con un’azienda si ricevessero spunti per gli acquisti o consigli per scegliere tra i diversi prodotti in catalogo quelli migliori per le le proprie esigenze? L’esperienza d’acquisto si farebbe più personalizzata e su misura e, soprattutto, si riuscirebbe nell’impresa di far sentire chi compra “chiamato per nome” e oggetto di attenzione da parte del brand, cosa che potrebbe aumentare a valle livello di fidelizzazione e life time value del consumatore stesso.

Vendere parlando sui social direttamente con ogni singolo potenziale acquirente potrebbe avere, però, costi considerevoli: tra le alternative più scalabili si potrebbe considerare, così, di sviluppare dei chatbot che facciano da veri e propri assistenti alla vendita e integrarli nel proprio sito, su pagine e account social, ai propri sistemi per la messaggistica istantanea, a patto però di addestrarli anche a parlare con voce quanto più umana possibile.

Il recente successo degli assistenti vocali fa sì comunque che non si possa parlare di trend eCommerce 2022 e di conversational commerce soprattutto senza citare almeno il voice shopping: offrire un’esperienza d’acquisto gradita all’utente e incentrata sui suoi desideri e bisogni potrà significare cioè sempre più far sì che si possano portare a buon fine i propri acquisti semplicemente “parlando” con Alexa, Google Home e altri sistemi simili.

Come sostenibilità e personalizzazione guideranno i trend eCommerce 2022

A proposito di bisogni e desideri degli eShopper, secondo gli addetti ai lavori esistono due questioni principali con cui chi vende online non potrà non fare i conti quest’anno.

La prima è la sfida della sostenibilità. Da un lato la pandemia ha portato a considerare più attentamente l’impatto dei consumi sull’ambiente, gli ecosistemi, il clima e ha cambiato molte abitudini d’acquisto; dall’altro, soprattutto i consumatori più giovani sembrano fare scelte più consapevoli e più rispettose – di diversità, diritti, salute, ecc. – anche quando comprano online.

Non è un caso che, secondo Semrush, «sostenibilità» è la parola chiave che più è cresciuta in volume di ricerca negli ultimi anni[3] e che i fattori ESG incidono, non di poco, sulla reputazione di cui gode il brand. Per chi vende online ciò può voler dire fare i conti con l’inquinamento digitale generato dai propri eCommerce e dalle altre attività in cui si è impegnati online, ma anche prevedere adeguati progetti e iniziative e di corporate social responsibility in grado di compensarlo e provare a ridurre l’uso di plastica nel packaging o a sfruttare metodi di spedizione che assicurino minori emissioni di CO2.

Il vero trend eCommerce 2022 in materia sarà, però, puntare su un ciclo di vita allungato dei prodotti già in circolo: lo si potrà fare vendendo pezzi di ricambio (come ha cominciato a fare IKEA per i propri mobili), rimettendo in circolo i resi e i prodotti sostituiti perché coperti da garanzia grazie al refurbishing (come fa ormai da qualche anno Apple) o sviluppando il proprio business attorno al modello del second hand e dell’upcycling (come fanno app come Vinted).

Più che in passato, però, chi compra online lo fa oggi anche perché apprezza la possibilità di ricevere un prodotto personalizzato. Shampoo, cosmetici e prodotti per la cura della pelle realizzati “su misura” dopo che il cliente ha completato un test o spiegato a un personal shopper umano o virtuale le proprie esigenze rafforzano il legame con il brand e trasformano l’ultimo in un love brand e i suoi prodotti in uno status symbol, come da sempre accade quando si porta al braccio una hit bag con le proprie iniziali al posto del monogramma della casa di moda in questione.

Dalle vendite dirette a soluzioni flessibili per spedizioni e pagamenti: i must dell’eCommerce nel 2022

Personalizzare in tempi brevi e a costi contenuti soprattutto gli oggetti venduti online è possibile solo grazie a modelli di vendita cosiddetti direct to consumer (DTC ). Le vendite dirette sono state in questi anni un vero e proprio «love affair per i Millennials», come scrive Semrush, per come hanno assicurato di bypassare ogni tipo di rivenditore e intermediario e, in questo modo, accorciare i tempi di disponibilità della merce e soprattutto abbattere i costi.

Il DTC secondo Forbes potrebbe diventare un trend eCommerce 2022 in molti più settori di quanti non abbiano sfruttato fin qui questo modello di vendita e anche per brand che hanno avuto finora un modello di distribuzione decisamente più tradizionale[4]: complice sarà anche il fatto che le vendite dirette non attireranno più un pubblico di soli consumatori tech-savvy ma raggiungeranno, finalmente, massa critica. La vera sfida per chi vuole vendere direttamente ai consumatori finali sarà poter assicurare, come fanno grandi rivenditori e marketplace , condizioni vantaggiose per le consegne, i pagamenti, i resi.

Le parole d’ordine per l’eCommerce nel 2022 sembrano essere, infatti, flessibilità e personalizzazione anche per aspetti legati alla logistica . La pandemia ha già permesso agli acquirenti digitali meno “forti” di familiarizzare con formule come la consegna in negozio o il click and collect che potrebbero fungere, in un futuro più che prossimo, da ago della bilancia nella scelta tra un merchant e un altro.

Offrire quanta più varietà di scelta sarà la strategia vincente e lo stesso vale per metodi e soluzioni di pagamento. Quanto alle ultime, sempre più popolare sarà il cosiddetto “buy now pay later“, una sorta di rateizzazione ma senza tassi e interessi, ormai disponibile sulla maggior parte di servizi per i pagamenti digitali come PayPal per esempio[5].

Lo stesso PayPal, come anche Visa e numerosi istituti bancari, stanno sviluppando anche soluzioni per il pagamento in criptovalute grazie alle quali chi ha investito in valute virtuali può finalmente sfruttare i propri wallet anche per gli acquisti online. Per molti versi, del resto, le criptocurrency risolvono una questione che continuerà a essere cruciale per chi vende online: garantire al cliente la più totale sicurezza dei metodi di pagamento digitali.

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