Sabato 23 Giugno 2018
MarketingCinque trend per il social media marketing del 2018 e qualche consiglio degli esperti

Cinque trend per il social media marketing del 2018 e qualche consiglio degli esperti

Trend per il social media marketing del 2018: spazio ai professionisti, alle strategie integrate e al rapporto con la propria community.


Virginia Dara

A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Cinque trend per il social media marketing del 2018 e qualche consiglio degli esperti

Un buon social media manager non può non restare al passo con i tempi, conoscere i grandi e piccoli cambiamenti e le tendenze che interessano il mondo del digitale, padroneggiare i tool anche più nuovi che lo aiutano a svolgere il suo lavoro quotidiano. Come ogni anno, così, c’è chi ha provato a individuare quali saranno i trend per il social media marketing del 2018.

Per fare social media marketing nel 2018? Servono professionisti

A partire da una certezza. Come scrive Forbes, accanto a giganti del social media come Facebook, Twitter, Instagram continuano a nascere ogni giorno nuove piattaforme, in qualche caso verticali e specializzate, che rendono di fatto gli ambienti digitali «oversaturi». Orientarsi in un panorama così affollato potrebbe risultare complicato, se non impossibile, anche per chi abbia una buona cultura digitale. Figurarsi investire in ognuno di questi ambienti o utilizzare ognuno di questi tool che si hanno a disposizione. Selezione è, allora, una delle parole d’ordine del 2018 per chi fa social media marketing. Significa distinguere tra le varie piattaforme, per esempio, quelle che possono essere davvero utili per raggiungere i propri obiettivi di (digital) marketing e focalizzare i propri investimenti solo su queste: ciò si traduce, a un livello un po’ più pratico, nella necessità di misurare il ROI di ogni attività digitale, in quella di adottare metriche efficaci e di dare spazio e importanza alla digital analysis. In altre parole? L’investimento in social media marketing non può non fare parte di una strategia ben strutturata. Ciò può avere delle implicazioni importanti anche sulla cultura e sull’organizzazione aziendale: questo sarà l’anno in cui «le aziende si renderanno conto che hanno perso opportunità – ha raccontato, infatti, proprio a proposito di trend per il social media marketing del 2018, Andrea Albanese (organizzatore Social Media Marketing Day Italia) in un’intervista ai nostri microfoni – dal momento che, fino a qui, la maggior parte di loro sono state sui social ma non hanno avuto vantaggi perché non hanno usato un approccio professionale. Visibilità e popolarità non vogliono dire assolutamente fatturato in tasca”. In virtù di questo, presto dovrebbe essere chiaro a tutti che fare social media marketing non significa aprire una pagina Facebook, un profilo Instagram e darsi a un’attività di posting più o meno costante, affidandosi a chi all’interno dell’azienda abbia una conoscenza minima di questi ambienti. Servono figure «ultra-specializzate in strategia social e digital», continua l’esperto, e anzi si potrebbe presto cadere in una condizione di «skill shortage: una vera e propria mancanza di persone che possano seriamente dare una mano alle aziende che vogliono implementare una strategia social e digital».

Tra strategie video, contenuti temporanei e contributi degli utenti

Il tanto discusso nuovo algoritmo di Facebook che dovrebbe dare più spazio sul NewsFeed ai post degli amici e meno agli aggiornamenti delle pagine business è, infatti, solo uno degli elementi di complicazione con cui dovrà fare i conti nei mesi a venire chi si occupa di marketing sui social media. Persino l’estrema popolarità dei video potrebbe diventare un fattore critico, per esempio. Il 2017 infatti è stato l’anno in cui tutti si sono resi conto dell’importanza di avere una video strategy efficace, in qualche caso però senza badare alla specificità del proprio brand e ai gusti del proprio target.

Tra i trend per il social media marketing del 2018, così, compaiono ancora i video ma con un approccio più consapevole. Sembra ci si sia resi conto, infatti, che nonostante «tutti vogliono trasformarsi in webstar – come sottolinea ancora Andrea Albanese — non è detto che ne siano capaci o abbiano il giusto seguito o che, anche quando lo fanno, siano disposti  ad adeguarsi a linguaggi e standard bassi». Abbondanza, del resto, non vuol dire qualità e i brand che vogliono investire in maniera coscienziosa ed efficace dovrebbero puntare quest’anno soprattutto alla seconda. I contenuti volatili come gli snap, le Storie su Instagram o su Facebook rimangono comunque un’ottima alternativa contro la tirannia dell’algoritmo e l’affollamento delle timeline. Perché? Sono generalmente percepiti come più autentici, possono servire a veicolare contenuti esclusivi ai propri follower e, soprattutto, sono tra quei contenuti appositamente pensati per una strategia mobile-first, così utile in un momento in cui tutto fa pensare che le connessioni da device mobili siano destinate ad aumentare rappresentando il grosso del consumo di Internet.

Una buona alternativa ai video o uno strumento da utilizzare in combinazione potrebbero rivelarsi, poi, i vecchi UGC: i contenuti creati dagli utenti sono spesso inseriti nelle strategie di contenuto, anche social, per i loro numerosi vantaggi, tra cui soprattutto la capacità di coinvolgere la community di riferimento. Guai, però, a pensare che siano gratuiti: offrire una qualche forma di ricompensa a chi li ha creati o inserirli all’interno di un contest rivolto alla propria fanbase potrebbe essere l’opzione migliore.

Ascolto della Rete, partnership fra brand, influencer marketing: tre trend per il social media marketing del 2018 da non trascurare

Tra le tendenze e i trend per il social media marketing del 2018, poi, non si può fare a meno di notare l’importanza assunta dalla ricerche vocali. Non solo gli assistenti di Google, Amazon e co.: il vocale sarà un elemento importante da tenere d’occhio anche per la messaggistica istantanea per esempio, persino nel caso in cui questa venga utilizzata per fare assistenza clienti e nonostante non si possa notare una certa aura vintage di soluzioni di questo tipo.

Per tornare comunque a fattori più strategici, nei mesi a venire le aziende dovranno imparare che l’investimento in social media marketing è anche, e soprattutto, investimento in social media listening. Ascoltare cosa la Rete dice di sé, del proprio brand, dei prodotti o servizi che si offrono può assicurare insight fondamentali per le attività di produzione e comunicazione. Oltre, ovviamente, a fornire la direzione in cui si stanno muovendo i propri competitor. Per fortuna ad aiutare chi si occupa di strategia social ci sono oggi tanti tool, anche gratuiti, con diverse funzionalità e molto utili.

A proposito di competitor, però, chi ha analizzato gli sviluppi possibili per il social media marketing nel 2018 non ha potuto fare a meno di notare come le brand partnership tra soggetti che operano nello stesso settore possono essere strategiche anche per rafforzare la propria presenza online. I vantaggi vanno dalla possibilità di allargare le proprie, rispettive, audience a quella di dividere i costi per la produzione per esempio di contenuti branded. Le formule adottabili sono delle più varie: Facebook ha reso disponibile uno strumento che permette di realizzare post in collaborazione con altre Pagine o su Instagram si potrebbe pensare a un reciproco take over di account.

Considerare che quello dei Millennial o, ancora meglio, della Gen Z è il target più sensibile alle operazioni di social media marketing può essere utile quando si tratta di pensare a strategie e contenuti mirati sull’utente. Tra i trend per il social media marketing del 2018 non potrebbe comunque mancare, infine, l’influencer marketing.

Certo, andrebbe pensato come parte di una strategia più integrata e olistica (che comprenda, per esempio, anche l’email marketing o altre forme di direct marketing), ma coinvolgere gli influencer è una mossa vincente, spesso indipendentemente dal campo in cui si opera. Soprattutto per chi faccia retail, on e offline, potrebbe essere particolarmente utile sapere però che, almeno una volta, circa il 40% degli utenti Twitter ha comprato qualcosa di cui ha sentito parlare da un altro iscritto. Ogni settore ha i suoi trend setter e i suoi influencer di riferimento e scegliere quelli giusti che possano avere più appeal presso il proprio core target è importante. La vera novità di quest’anno, tuttavia, potrebbe essere puntare sui micro-influencer: quello verso cui ci si sta muovendo, del resto, sembra essere un’azienda capace di parlare ai singoli.

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