Enti e ImpreseSostenibilità, omnicanalità e centralità delle persone saranno tra i trend per la comunicazione 2022 secondo UNA

Sostenibilità, omnicanalità e centralità delle persone saranno tra i trend per la comunicazione 2022 secondo UNA

Dalla centralità delle persone a un'esperienza d'acquisto più diffusa e sostenibile: i principali trend per la comunicazione 2022 secondo UNA

Dalle Aziende della Comunicazione Unite – UNA qualche insight sulle tendenze per la comunicazione commerciale nel 2022 di cui tenere conto per raggiungere più facilmente consumatori profondamente cambiati dalla pandemia.

Se le aziende vorranno continuare a parlare ai propri (potenziali) clienti, non potranno non tenere conto del fatto che «mai come in questi ultimi due anni il cambiamento è stato all’ordine del giorno [e che] la pandemia ha avuto un impatto senza precedenti e continua incessantemente a cambiare i paradigmi del vivere quotidiano», come ha sottolineato Marianna Ghirlanda, presidente del Centro Studi UNA – Aziende della Comunicazione Unite. Proprio da UNA giunge un’analisi dei principali trend per la comunicazione 2022.

Sette sono le macro-tendenze identificate a uso e consumo di chi intenda provare a rendere più efficaci le strategie di comunicazione commerciale e anche meglio riusciti i propri investimenti in queste.

Rimettere le persone al centro, il più importante tra i trend per la comunicazione 2022

È opportuno partire dalla necessità avvertita dai consumatori di avere più controllo sulle proprie scelte. Ciò ha a che vedere tanto con il poter consolidare e far diventare “nuova normalità” anche comportamenti e abitudini acquisiti durante gli ultimi due anni a causa dell’emergenza sanitaria (uno su tutti fare online anche la spesa quotidiana), quanto con attività come cercare un maggiore benessere abitativo, avere più a cuore la propria salute fisica e mentale e, soprattutto, valutare attentamente l’impatto collettivo dei propri consumi.

Per i brand ciò si traduce nella necessità di puntare su una comunicazione positiva, orientata alla semplificazione, alla trasparenza e alla chiarezza: le persone premieranno sempre più le aziende capaci di fornire in maniera immediata tutte le informazioni di cui essi hanno bisogno per prendere decisioni realmente consapevoli.

Nell’analizzare i trend per la comunicazione 2022 UNA suggerisce a brand e marketer, però, di tenere conto anche del fatto che, parallelamente a una maggiore sfiducia nei confronti di leader globali e grandi aziende internazionali, la pandemia ha fatto crescere la fiducia verso figure di riferimento locali e il senso di appartenenza e il riconoscimento nelle comunità del posto. Sul piano dei consumi ciò potrebbe implicare la preferenza accordata ai negozi diretti e non intermediati e, ancora, ai business verticali più che a quelli generalisti.

Isolamento e distanziamento fisico non hanno attenuato in altre parole, anzi hanno forse aumentato, la necessità delle persone di entrare in contatto con gli altri: incentivare le human connection sarà, così, una strategia vincente per i brand e le tecnologie digitali giocheranno un ruolo non indifferente in questo senso.

Se già i primi mesi di pandemia hanno contato un boom di gamer, con i giovanissimi sempre più propensi a usare i videogiochi anche per chattare e restare in contatto con i propri amici fisicamente distanti, tra i tech trend 2022 un posto d’onore lo occupa il metaverso e già oggi ambienti virtuali come Fortnite o Roblox, solo per fare due esempi, riescono a rendere più immersivo il momento dell’incontro con il brand.

Certamente non tutte le aziende avranno la possibilità economica – e la risonanza di brand – necessaria per investire in un metaverso “di proprietà” come stanno facendo Meta o Microsoft, ma per iniziare, come sottolinea UNA, andranno benissimo anche collaborazioni, digital merchandising , nft .

L’obiettivo principale sarà quest’anno rendere quanto «più diffusa» possibile l’esperienza d’acquisto. Sarà infatti necessario fare in modo che la customer experience rimanga riconoscibile e soprattutto soddisfacente, sia che si acquisti in negozio, sia che si acquisti tramite i canali social del brand (con il social commerce tra i principali trend eCommerce 2022), sia che si faccia shopping nel metaverso. L’approccio alla vendita, in altre parole, non può che farsi omnicanale.

Perché converrà puntare sempre di più su sostenibilità, attivismo di brand e privacy nelle proprie strategie di comunicazione

Anche i trend per la comunicazione 2022 non possono non tenere conto di come la sostenibilità sia diventata in questi anni una questione centrale anche nei consumi e nella scelta dei brand da cui acquistare.

Secondo UNA, i consumatori saranno sempre più critici ed esigenti e chiederanno di poter partecipare «in modo fattivo» alle iniziative dell’azienda quasi per poter compensare l’impatto socio-ambientale sulle comunità locali, sui diritti dei lavoratori dei propri acquisti e il senso di colpa che ne deriva. In altre parole, per sempre più consumatori la sostenibilità dovrà essere «inclusa nel prezzo» di ciò che comprano, mentre fin qui c’era stata invece un larga fetta di clienti disposta a pagare di più per un prodotto più sostenibile.

In maniera simile il fatto che sostengano pubblicamente una o più cause, meglio se si tratta di cause vicine alle filosofie di vita di chi acquista, farà da ago della bilancia nella scelta di un’azienda o di un’altra. brand activism e purpose marketing non saranno più per le aziende, quindi, solo delle opzioni, ma i consumatori esigeranno maggiormente progressi certi e misurabili sui grandi obiettivi e collettivamente rilevanti che le stesse si sono poste.

Una maggiore e più scrupolosa attenzione alla privacy sarà, infine, tra i trend per la comunicazione 2022 secondo UNA, in considerazione del fatto che sempre meno consumatori saranno disposti a pagare al prezzo delle proprie informazioni personali e sensibili la gratuità di una serie di servizi.

Sulla capacità di garantire e preservare la riservatezza dei dati dei consumatori si costruirà, anzi, buona parte della fiducia nel brand. Se non basta mostrarsi compliant alle principali regole della materia, come le nuove linee guida del Garante sull’utilizzo dei cookie, quattro sono le “buone pratiche” da poter mettere in atto in questo senso:

  • garantire la privacy by design, cioè far sì che i propri servizi o prodotti siano rispettosi per progettazione della riservatezza e dell’integrità dei dati dei propri clienti;
  • minimizzare la quantità di dati raccolti limitandosi a quelli effettivamente necessari per poter erogare i propri servizi e dare ai propri clienti quanto più possibile data control sulle informazioni condivise;
  • garantire una privacy by default, il che vuol dire lasciare alle persone libertà di scegliere quali dati condividere avendo impostazioni predefinite che ne assicurano la riservatezza;
  • adottare la massima trasparenza per il proprio data flow, quindi su come avvengono conservazione, trattamento e condivisione dei dati in proprio possesso.

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