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MacroambientePiù aumentano le schede aperte sul browser più crolla la concentrazione, come confermano alcuni studi

Più aumentano le schede aperte sul browser più crolla la concentrazione, come confermano alcuni studi

Troppe schede aperte nel browser rendono improduttivi

Difficilmente anche con un solo compito da portare a termine ci si limita ad aprire una sola tab sul browser: saltare da una scheda all'altra non rende però né multitasking e né più attenti e incide anzi sulla concentrazione

Non sono solo deleterie in termini di inquinamento digitale, perché anche se inutilizzate continuano a richiedere lo scambio di dati causando in questo modo emissioni di CO2: troppe schede aperte nel browser distraggono e rischiano di azzerare concentrazione e produttività, soprattutto mentre si lavora.

Troppe schede aperte nel browser illudono di essere multitasking

È la giornalista di Mashable Rebecca Ruiz a descrivere una situazione che chiunque deve aver sperimentato nella propria routine quotidiana. Avendo più tab aperte nella stessa finestra del browser,

«se sono annoiata dall’incombenza di controllare le email, posso tornare solo poche schede indietro a leggere la recensione di un film che ho cominciato e mai finito. Oppure posso portare a termine una survey in una scheda vicina o inviare uno Slack a un collega riguardo alla sua ultima Storia […], finché tornando alla mia casella di posta elettronica non riesco più a ricordare dove ero rimasta o a quali conversazioni dare priorità»[1].

L’inganno è quello, ben noto, del multitasking: ci si convince di poter portare a termine più compiti contemporaneamente, quando sono gli studi a confermare che mediamente le persone riescono a dedicarsi con buoni risultati a massimo due attività simultanee. Quello che ci si ostina a chiamare multitasking è cioè semplicemente “task switching”, ossia un continuo peregrinare tra obiettivi e compiti differenti, nella maggior parte dei casi dimenticando che sono necessari diversi minuti per ritrovare il focus e la concentrazione dopo aver interrotto un’attività in cui si era impegnati e per poterla riprendere.

Gli ambienti digitali incentivano per natura una fruizione orizzontale e nomade

Negli ambienti digitali, continua Mashable, l’inganno del multitasking è amplificato dalla facilità con cui si riesce a passare da una finestra all’altra «senza frizione» alcuna, illudendosi che altrettanto fluidamente e senza interruzioni ci si possa dedicare alle attività a cui sono associate le tante, troppe schede aperte nel browser.

Non è difficile capire perché, dal canto loro, piattaforme e servizi digitali incentivino l’idea che sia possibile tenersi impegnati contemporaneamente in più attività: lo ha fatto Facebook rendendo possibile guardare video e dirette di Watch in una finestra laterale mentre si continua a scrollare il feed principale e una funzione simile è stata implementata anche per i video scambiati nelle chat di WhatsApp.

Più tempo gli utenti trascorrono connessi e maggiori sono le possibilità di monetizzazione per le compagnie, grazie ai dati che i primi disseminano mentre sono online. Il continuo proliferare di piattaforme e servizi digitali rende indispensabile, però, per le stesse compagnie assicurarsi anche solo un frammento, condiviso, dell’attenzione degli utenti: da qui il successo dei format brevi e dei contenuti facili da consumare anche mentre velocemente ci si sposta da una scheda all’altra e, cioè, a piccoli bocconi secondo i dettami della snack culture. Più il consumo si fa orizzontale e nomade, però, più è inevitabile che sia un consumo anche distratto.

Perché e come troppe schede aperte nel browser incidono su concentrazione e produttività

Nelle ore di lavoro o in quelle di studio, così, avere troppe schede aperte nel browser rischia di distogliere la (completa) attenzione dai propri compiti. Non è l’unica ragione per evitare l’accumulo compulsivo di tab nella finestra del browser: ne va, come in parte già si accennava, delle capacità di concentrazione e di trovare il focus e della propria produttività.

Come e perché ciò accade ha provato a descriverlo uno studio condotto da un gruppo di ricerca della Carnegie Mellon University. Analizzando l’abitudine a tenere aperte più tab anche per portare a termine un singolo compito, i ricercatori si sono accorti che fino a un certo numero di schede, variabile di persona in persona, la sensazione è di controllo e produttività. Oltre un certo numero – che per una buona fetta del campione è di otto – le tab diventavano troppe e associate a una sensazione opposta di stress e vergogna.

Nonostante questo, la maggior parte dei partecipanti allo studio provava delle difficoltà a chiudere le troppe schede aperte nel browser o perché aveva paura di non essere più capace di ritrovare link e risorse condivise dai colleghi o per timore di perdersi qualche informazione rilevante per portare a termine il proprio lavoro e comunque utile alla propria crescita come professionista e come persona.

Tenere contemporaneamente aperte nel browser numerose schede, anche quando ciò corrisponde a un maggiore senso di confusione e a maggiori difficoltà nell’orientarsi tra le varie risorse a disposizione, è apparso insomma agli occhi dei ricercatori una variante di quella paura di perdersi qualcosa (anche detta FOMO o nomofobia ) che in parte dipende dalla consapevolezza che la quantità di contenuti fruibili in Rete sono e saranno sempre molti di più di quanti se ne riescono effettivamente consumare e che per molti versi spiega la nostra dipendenza da Internet.

La soluzione? Drasticamente sarebbe ridurre a una sola scheda il numero di quelle aperte nel browser, per ogni compito da portare a termine, soprattutto se è un compito di natura lavorativa. In questo modo si compie quello che in psicologia è noto come “precommitment” (o preimpegno), una strategia di autocontrollo funzionale a limitare le scelte a propria disposizione rendendo le stesse più veloci ed efficaci. Quando e se ciò non è possibile, l’alternativa è creare un spazio di lavoro digitale che, anche tramite l’utilizzo di apposite estensioni o di algoritmi e di intelligenza artificiale, riesca a ordinare le diverse schede in ordine di priorità e rilevanza o a raggruppare quelle inerenti a uno stesso argomento o ad argomenti affini.

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